#NonSopporto

DESIGN, FOOD, LIFESTYLE, TRAVELS

Facile a farsi, difficile a dirsi, tendiamo con incredibile frequenza a celare o ad omettere le nostre repulsioni.
Nell’epoca in cui si cercano sempre più consensi, sottolineando le cose che amiamo, ho deciso di provare a sfogarmi spiattellando liberamente tutto ciò che proprio non sopporto, perché se la speranza è l’ultima a morire, la pazienza, invece, è la prima a perire.

Ecco cosa io davvero non sopporto (anche se poi alla fine sono molto tollerante).

#SaloneDelMobile2017:dentro e fuori

DESIGN, LIFESTYLE

È da poco calato il sipario su una Milano agghindata a festa per la tanto attesa settimana del design. Il salone del mobile si è appena concluso ed ha lasciato dietro di se il riverbero di quel barlume di innovazione che, da sempre, lo caratterizza.

Con un sole splendente come non mai ed un corposo susseguirsi di eventi, in un andirivieni perpetuo di gente cosmopolita e bizzarramente vestita, la seriosa città del nord Italia si è risvegliata, destando anche gli animi più assopiti, e si è esposta con bizzarria agli occhi del mondo intero, mostrando il design di qualità, che sia semplice o essenziale, estroso o elegante, tradizionale o innovativo.

Reporting from the #front

DESIGN, LIFESTYLE, TRAVELS

Mancano solo pochi giorni al termine della 15. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia dal titolo Reporting from the Front, presieduta da Paolo Baratta e diretta dall’architetto cileno Alejandro Aravena. Un grande architetto che nella sua semplice essenza ha messo in piedi una grande mostra dal gusto semplice, essenziale ed esistenziale.

L’architettura si manifesta agli occhi critici degli addetti al settore, suscitando un invidioso stupore o, raramente, un indignoso rigetto.

Un’architettura di qualità: quella povera, che parte dal basso; quella partecipata, che attizza ogni possibile fruitore; quella ecocompatibile, che con leggiadra attenzione rispetta l’ambiente.

#CortiliAperti : una Roma che si svela

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L’imperdibile evento del weekend in corso è sicuramente Cortili Aperti a Roma, manifestazione organizzata dall’ADSI (Associazione dimore storiche italiane), che svela i tesori nascosti all’interno dei palazzi storici romani di un certo calibro, convogliando amatori, amanti e professionisti di arte e architettura o semplicemente curiosi e turisti per caso. Perché un portone antico spalancato ammicca con fare persuasivo e ci sospinge all’interno con bramosa curiosità. Ed ecco apparire agli occhi di un pubblico estasiato capolavori scultori e architettonici datati ma tenuti in tiro, contornati da ornamenti architettonici e vegetali.

Roma si tinge di verde: #FestivalDelVerdeEDelPaesaggio

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Questo weekend Roma si è tinta di verde, un verde naturale, primordiale ma al contempo innovativo, dove design e natura si intrecciano cercando genuini compromessi. Il tutto è avvenuto nella splendida cornice del parco pensile dell’Auditorium di Renzo Piano, che ha ospitato, durante il Festival del Verde e del Paesaggio, circa 25.000 mq di esposizione per terrazzi, balconi e giardini.

#MySalone 

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Strampalata gente dalla pulsante vena artistica si aggirava, la settimana appena trascorsa, per le strade di una Milano che forse mai così è stata piena di vita. Il Salone del Mobile, e tutto ciò che c’è di annesso e connesso, che corre sotto il nome di Fuori Salone, ubriaca la città meneghina di un’estrosa e travolgente energia, di una coinvolgente e contagiosa creatività impulsiva. Ecco che ogni luogo profuma di design; ecco un fragoroso bombardamento di input, di mode che verranno, di stili che mai se ne andranno, di colori, di textures, di geometrie, di luci, di idee. Una maratona favolosa alla scoperta di aziende e di marchi, di eventi, di assaggi (in tutti i sensi), di ispirazione. Le immagini parlano da sole. Ecco il mio salone del mobile in pillole:

#MilanoDesignWeek2016 coming soon soon

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Finché c’è design c’è salone, il Salone del Mobile esattamente, quell’evento internazionale che concentra concentrate pillole di innovativo design in quelle che sono ormai divenute le giornate più famose di Milano.

Ciao #ZahaHadid

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Un fulmine a ciel sereno. Quel cielo costellato di stelle, quelle stelle del panorama architettonico internazionale: le Archistars. Pochi grandi nomi dominano la kermesse progettuale contemporanea, e lei, Zaha Hadid, era tra questi. Una grande folle donna, un grande geniale architetto: lei è riuscita, con la sua estrosa innovazione figurativa e compositiva, ad emergere in uno sfondo saturo di indiscusso maschilismo; lei ha reinterpretato, stravolto, inventato un’architettura che ha lasciato il segno, che rimane impressa nella memoria, che impressiona, che ammicca, che ammalia. “Perché usare l’angolo retto, se ne esistono altri 359?” affermava. Perché usare l’angolo, talvolta.

Non fate studiare #Architettura ai vostri figli

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_ Non fate studiare architettura ai vostri figli. Non ne vale la pena.

Vi ritrovereste con dei figli frustrati, incapaci di relazionarsi con il mondo del lavoro: troppo tecnici per gli artisti, troppo artisti per i tecnici, né carne né pesce, insomma. Se lo fate per il prestigio, meno che meno. Non esiste categoria più bistrattata, sfottuta, derisa: dai padroni di casa, dagli imprenditori edili, dai muratori, dagli ingegneri, dai geometri.
Un incubo.
Tanto ve lo dico subito, il lavoro (di architetto intendo) non lo trova. A meno che non abbiate la pazienza infinita di vederlo leccare i piedi nello studio di qualche affermato professionista per anni. Per dodici-sedici ore al giorno: a tirare linee, a disegnare sempre e solo scale di sicurezza o pozzetti d’ispezione, e tutto gratis o per un ridicolo rimborso spese. Tutto questo per poter mettere sul curriculum, dopo essere stato spremuto come un limone, di aver lavorato per lo stimato professionista. Che non serve a nulla.

#DesignMemory

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Richard Sapper. Per non dimenticare.

Un maestro. Un cuore pulsante di passione per il design, un design ingegnoso e innovativo, mai banale, essenziale ed ergonomico. Una mente eccelsa, brillante di ingegno e di inesplorata creatività. Morto pochi giorni fa all’età di 83 anni, questo designer tedesco plurilaureato lascia in eredità clamorosi oggetti da lui progettati, di una “moda” senza tempo, senza gusti, senza età. Un’eleganza raffinata capeggia il fronte della sua immensa produzione creativa: pezzi unici che hanno fatto la storia.  Ecco alcuni dei suoi miei pezzi preferiti: