#TOP E #FLOP DEL MATRIMONIO PIÙ SOCIAL DELL’ANNO

Chi l’avrebbe mai detto che l’insalata bionda di un tempo sarebbe convolata a nozze con il pop-rapper italiano più famoso di oggi? Probabilmente nessuno. E invece così è stato.

Sabato è accaduto per davvero. Sabato primo settembre in una Sicilia lapidata da brillanti e lustrini, da abiti costosi ed Instagram Stories a bizzeffe, da moda e vanità, a Noto per l’esattezza, ha avuto luogo il matrimonio più social dell’anno: quello che ha fatto scivolare subito in secondo piano il royal wedding del 2018, quello che ha fatto sognare i più social e i meno social, quello tra Chiara Ferragni e Fedez.

Che dire? Teneri erano teneri; dolci erano dolci; innamorati erano innamorati. I loro sguardi vibravano di emozione e, sotto lo stucco e il parrucco messo magistralmente a punto da professionisti d’eccellenza, sono sgorgate, timide e sincere, anche delle lacrime. Di gioia. Di passione. Di un amore già assodato dalla nascita del piccolo Leone, ed oggi sigillato da questa promessa d’amore, che si spera sarà per sempre, ma che si dubita non lo sarà.

Il popolo di Instagram, la stampa, quella leggera, i telegiornali addirittura, ne hanno parlato sin troppo bene.

Due cambi d’abito che in realtà erano quattro, sei damigelle di rosa vestite a seguito, circa duecento invitati, un numero smisurato di fiori e di luci, come nelle più belle favole, e milioni di visualizzazioni sui social.

Al grido dell’hashtag #TheFerragnez, elogi e complimenti sono stati sprecati per commentare ogni scelta, ogni elemento dell’unione della coppia da venti milioni di followers: dagli abiti alle scarpe, dal trucco al parrucco, dal menu all’allestimento, dalla torta all’intrattenimento, sino all’organizzazione e alla messa in scena del tutto, che pare sia stata impeccabile.

Ma era davvero tutto così perfetto?

Ecco a mio modesto, che dico modesto, modestissimo parere, i TOP ed i FLOP, perché si, ci stanno anche dei flop, di questo matrimonio a metà tra una fiaba ed un luna park, tra un rito civile ed un evento mondano, dove la sponsorizzazione del sè, e non solo, è stata la vera protagonista, dopo l’amore s’intende:

TOP

1 • I loro sguardi complici e l’emozione che lasciavano trapelare, sconfinata nell’umanità di una lacrima che, per un secondo e anche più, ha scacciato via tutta quella vanità.

2 • Il trucco e le acconciature della sposa semplici, raffinati, minimali, luminosi, leggiadri.

3 • Gli abiti rosa confetto delle damigelle by Alberta Ferretti. Perché se si pensa a delle damigelle non si può non pensare ad un abito così. Uniche pecche? Volti troppo seriosi, intarsi di pizzo che hanno sottratto sobrietà all’abito e i due differenti tipi di modello degli abiti indossati: alcuni erano con lo scollo a V e bretelle a fascia larga, alcuni altri con lo scollo a cuore e due bretelline sottilissime.

4 • Il look della mamma di Fedez. Semplice ed elegante, con un abito lungo, a fascia, blu notte intenso, liscio, minimal. Forse la più adeguata.

5 • Il bouquet e le decorazioni floreali della cerimonia. Semplici e un po’ scapigliate, in un signorile degradare di bianco quasi monocromo, che crea una prestigiosa atmosfera ovattata e romantica.

6 • I discorsi, le promesse, le parole smielate che vengono dal cuore. Gli sposi si sono detto SI buttando fuori, come fiumi in piena, i loro sentimenti più belli, più veri, tra dolcezza e ilarità.

7 • Lo sposo che ha contribuito, con la sua voce e con la sua esibizione, all’intrattenimento della serata, “improvvisando” una sorta di concerto-serenata contemporanea alla sua novella sposa. Bravo, Fede(z)!

FLOP

1 • Il primo abito, quello indossato durante la cerimonia, era si raffinato ma forse inadatto ad un matrimonio celebrato sotto gli over 30 gradi dell’estate siciliana. Il pizzo della parte superiore poi, che in realtà aveva anche una parte inferiore essendo una tutina con shorts super corti, era troppo geometrico, troppo poco classico, troppo accollato, ed evocava a tratti un abito di Zara di qualche collezione fa. Ma comunque nel complesso la sposa era elegante, sobria, delicata, così come da lei non ce lo saremmo aspettato.

2 • Il secondo ed il terzo abito, quelli della cena e del party, mi spiace scriverlo caro Dior, erano eccessivi e laboriosi, con scritte e disegnini personalizzati, a causa dei quali ha perito l’eleganza per dare un troppo libero arbitrio all’originalità.

3 • Le scarpe erano davvero tremende. Tacco basso (per ovvie ragioni), tozzo, inarcato, che non ha perfettamente compiuto il proprio compito: minimizzare la superiorità in altezza della sposa rispetto allo sposo!

4 • Le scarpe-mocassino di Fedez, con tanto di “logo dell’evento”, perchè di evento si tratta, The Ferragnez impresso sulla parte superiore. Tra l’altro le ha indossate senza calzini, ennesima lacuna di sobrietà.

5 • L’abito di Marina Di Guardo, la mamma della sposa, moscio e poco originale, visto e rivisto, datato e passato di moda. Del tipo che se lo avesse acquistato su Asos avrebbe sicuramente fatto più figura.

6 • I look delle amiche della sposa, vedi le varie fashion blogger presenti, inadatti alla classe consueta di cui un matrimonio di livello dovrebbe esser fatto. Primo tra tutti l’abito da contadina/campagnola del finire dell’ ‘800 di Veronica Ferraro, abbinato a degli stivaloni in pelle nera, alti sino al ginocchio, neanche fosse dicembre. L’unica a salvarsi, contro ogni aspettativa, Chiara Biasi.

7 • La torta nuziale. Bella la forma ma le decorazioni anche no. Ok, riprendevano quelle del vestito, ma a tratti ricordavano la grafica simil scarabocchio tanta cara a certi cuscini dell’Ikea.

8 • L’intrattenimento più becero che un luna park possa avere. Bella la ruota panoramica, magica la giostrina con i cavallucci, ma tutto il resto mi è parso di una divertente bassezza che spazia dal cafone all’infimo.

9 • Le tazze del royal wedding photoscioppate con le loro facce: di un trash simpatico ma ineguagliabile.

10 • Giusy Ferreri. Che in generale la sua voce poco si tollera nella quotidianità, figuriamoci al matrimonio dei coniugi Ferragnez. Non aggiungo altro.

11 • L’eccesso, in generale. Troppe luci, troppi fiori sul tavolo, troppe scritte, troppi sbrilluccichii, troppi gioielli, troppi spacchi, troppe scollature, troppi cellulari, troppe stories, troppe parole, troppa musica, troppo intrattenimento, troppo rumore. E il troppo stroppia, si sa.

Tra ambita perfezione e goffa imperfezione, lo strascico che porterà con se questo enorme evento mediatico sarà lungo più di quello del velo della sposa e serberà l’eco di numerosi quesiti, del tipo: “Ma J Ax ndo stava?”, “Secondo voi, l’abito da sposa la Ferragni l’ha pagato a caro prezzo o era una grande, grandissima, marketta?” e “E il Rolex di Rifondazione Prada chi lo indossava?”.

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