#SHADOWBAN: E VOI LO SAPEVATE?

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Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un repentino ed improvviso calo di likes che normalmente seguivano copiosi (nel loro piccolo, s’intende) la pubblicazione di un mio post su Intstagram.

Così, avendo la cosa destato in me sospetti, ho googlato il problema riscontrato, riassumendo in maniera telegrammatica l’accaduto in poche e semplici parole, et voilà, ecco svelato l’arcano: si trattava di uno Shadow Ban (increscioso nocciolo che neanche quel mago di Salvatore Aranzulla pare abbia ancora trattato nel suo blog).
Ho scoperto che il mio profilo era così vittima dello Shadow Ban di Instagram, una sorta di punizione data da quel bacchettone di Mark Zuckerberg a chi compie dei comportamenti “scorretti” nell’utilizzo del social più in voga del momento. Alcuni post “irriverenti” vengono “bannati”, che equivale a dire banditi dal social.

#NonSopporto

DESIGN, FOOD, LIFESTYLE, TRAVELS

Facile a farsi, difficile a dirsi, tendiamo con incredibile frequenza a celare o ad omettere le nostre repulsioni.
Nell’epoca in cui si cercano sempre più consensi, sottolineando le cose che amiamo, ho deciso di provare a sfogarmi spiattellando liberamente tutto ciò che proprio non sopporto, perché se la speranza è l’ultima a morire, la pazienza, invece, è la prima a perire.

Ecco cosa io davvero non sopporto (anche se poi alla fine sono molto tollerante).

Finchè c’è #Facebook c’è speransia!

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Diciamolo pure: che ansia i ricordi di Facebook! Segno tangibile di quell’inesorabile avanzare del tempo, spiazzano il nostro primo accesso mattutino sulla piattaforma social più in voga da sempre. Basta un click sulla iconcina della app per essere catapultati indietro nel tempo, semplicemente visualizzando una foto o un post vecchio anni luce. Un pezzetto remoto della memoria del passato si insinua prepotentemente nell’attimo presente. Ed ecco che se ci va bene ci scappa una fragorosa risatina sotto i baffi nel guardare qualcosa di simpaticamente stupido che facevamo da “giovani”; se ci va male ci scappa una lacrimuccia, di gioia per attimi vissuti, di tristezza perché quegli attimi sono passati, e perché forse non torneranno mai più. Ed ecco l’ansia.

Prima ero timida, poi ho scoperto #Instagram

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Si, io ero timida, sul serio! Una parte di me lo è sempre stata, e esperienze on the road a parte, piccoli capolini su palchi locali, spettacoli adolescenziali e non, recitazione, danza, canto, pittura e poesia a parte, una quotaparte di me è davvero sempre stata imbarazzantemente timida.
Poi ho scaricato Instagram!