L’ISOLA DI #PONZA: TRA CALETTE E MERAVIGLIA

Quando vivevo a Roma e di fare il bagno ad Ostia proprio non ne volevo sapere, vittima come ero di quella sindrome che colpisce ogni singolo salentino e che provoca un’irreprensibile idiosincrasia per quasi tutto il mare che non sia compreso tra Ostuni e Campomarino, passando per Santa Maria di Leuca, per rinfrescarmi i connotati, che tra l’altro non ho, ricorrevo a rimedi estremi, come per esempio andare a Ponza.

Benché sia lambita dallo stesso mare che bagna il litorale laziale, quello collocato a sud di Roma, questa piccola isola nel bel mezzo del mar Tirreno vanta acque cristalline davvero niente male. Anzi.

Elegante e minuta, con architetture colorate che si arrampicano sulla roccia, costeggiata da innumerevoli barche, avvolta da un’aria genuina intrisa di iodio, capeggiata da una natura rigogliosa che profuma di salsedine, circondata da calette e meraviglia: questa è Ponza. Una piccola isola raggiungibile in un tempo piccolo grazie al traghetto o all’aliscafo che parte pressochè due volte al giorno dal porto di Anzio, di Formia o di Terracina (la compagnia è la Laziomar, il costo del biglietto per tratta si aggira intorno ai 25€ e la durata del viaggio è di circa un’ora e venti minuti). Ideale per un weekend. Perfetta per una settimana all’insegna del mare, del sole e del relax.

Giunti nel piccolo porto dell’isola, il Porto Borbonico delimitato dalle mura rosse dei vecchi magazzini e dal giallino dell’alto Municipio, preso d’assalto da innumerevoli barche dalle innumerevoli taglie, ci si catapulta immediatamente nell’atmosfera magica che questa è in grado di emanare: voci, profumi, sapori nell’aria, costruzioni dai colori sgargianti, scogli imponenti, vegetazione, gente. Ed è subito amore. E sintonia.

Passeggiando per i vicoli soleggiati di questa zona ampiamente costruita, ci si fa una scorpacciata non indifferente di cultura, di tradizioni, di bellezza.

I punti di notevole interesse, soprattutto paesaggistico, sono le grotte, le spiagge, le calette: raggiungibili via mare, si apprezzano a livello panoramico da una barca ormeggiata a largo, da noleggiare o da prenotare con un tour turistico offerto da una delle tante compagnie presenti al porto, che molto spesso offrono pure un pranzo a bordo.

Circumnavigando l’isola è così possibile ammirare o soffermarsi presso la spiaggia di Frontone, la spiaggia di Chiaia di Luna, ormai in preda a continui crolli e dissesti e quindi visibile solo da lontano, essendo in atto un divieto di balneazione per rischio crollo, lo scoglio della tartaruga, così chiamato per la sua assonanza con una corazza di tartaruga, le grotte azzurre, la grotta degli smeraldi, la grotta della Maga Circe, che trasuda fascino e leggenda, le grotte di Pilato, cunicoli scavati nella roccia ed in gran parte sommersi, sulle cui superfici ondeggiano i dinamici riflessi del mare, le piscine naturali, la baia di Bagno Vecchio, Cala Feola, Cala Felce e Cala del Core.

Dopo tutta questa scorpacciata di natura naturale, di mare turchese e di sole cocente, non bisogna assolutamente tralasciare una tappa alla chiesa dei Santi Silverio e Domitilla, una visita con guida alla Cisterna romana della Dragonara, un’antica costruzione risalente al tempo degli antichi romani e dedita alla raccolta delle acque, un’occhiata, ma anche due, ai resti delle due belle ville imperiali, un salto nella un po’ decentrata Località Le Forna per ammirare le tipiche case-grotta, vere e proprie e antiche abitazioni scavate nella roccia, e magari anche un’incursione al giardino botanico a picco sul mare.

Questa splendida isola, strabordante di meraviglia e presa di mira da VIPS internazionali (quando ci sono stata io per i miei 30 anni si vociferava ci fosse addirittura Mariah Carey), soprattutto in piena estate, ha prezzi non dico esorbitanti ma quasi, come più o meno tutte le isole del centro Italia. Se si vuole cercare di spendere non proprio tanto, tocca prenotare con largo anticipo, soprattutto il pernotto. Da prenotare sempre con largo anticipo, se siete appassionati di cucina gourmet come me, è anche la cena (o il pranzo) nell’unico ristorante stellato dell’isola, Acqua Pazza: qui la tradizione culinaria isolana sposa con abile maestria la ricerca e l’innovazione viene esaltata dalla prelibatezza degli ingredienti locali. Non spaventatevi per il conto: i ristoranti a Ponza sono tutti un po’ cari, quindi tanto vale puntare al migliore. Altro ristorante degno di nota, nelle immediate vicinanze del precedente, è Il Porticciolo, dove anche qui il pregio è la qualità eccelsa delle materie prime, nel rispetto della tradizione anche se con un pizzico di innovazione. Lodevoli i filetti di tonno locale sott’olio preparati da loro. Ottimi i vini locali, che una terra vulcanica come Ponza è in grado di esaltare. Per gli amanti dei sapori orientali, da segnalare la nuova apertura sull’isola, fresca del 2018, di un sushi boat bar dal nome Murakami: si tratta di un ristorante, che è anche bar, che trova spazio a bordo di un caicco che ricorda quello degli antichi pirati giapponesi, i Murakami per l’appunto, e che serve sushi e rivisitazioni dello stesso (si pensi a pokè bowl, sushi burrito, sushi donuts, ecc…) nei pressi delle acque della spiaggia di Frontone. Ma come arrivarci? Il sushi bar offre un servizio pick-up gratuito via mare che parte dal porto. Possibilità di accaparrarsi anche del sushi take-away. Beati da tutto questo pesce, non dimenticate di assaggiare le specialità locali come la zuppa di lenticchie, il coniglio alla ponzese e la cianfotta ponzese.

Per uno spuntino salato ci sta tutto un bel pezzo di tiella, una sorta di focaccia-torta salata ripiena, tipica della vicina Gaeta e di tutto il suo golfo, o un casatiello rustico del Forno San Giovanni; se gradite una pizza al taglio, soffice e succulenta, dirigetevi verso la pizzeria-rosticceria nei pressi del porto e di piazza Carlo Pisacane, dove una coda di affamati si accinge ad accaparrarsi un pezzo di pizza buono ed economico sin dalle prime ore del mattino. Per uno dolce, invece, una sfogliatella della Pasticceria Gilda.

Se, tra scorpacciate di mare e ondate di cibo, il tempo a vostra disposizione abbonda e avete già visitato le principali attrazioni dell’isola, non esitate a fare anche una tappa sulla vicina isola di Ventotene e sull’isolotto di Palmarola.

Perché “la magia tiene sempre la porta aperta”.

 

( Per geolocalizzare i luoghi citati, come una buona parte di pasticcerie, pizzerie e ristoranti, visita la pagina del blog MYMAPS )

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