#CATANIA E DINTORNI: COSA VEDERE, FARE, ASSAGGIARE

Catania è una delle città più gettonate della Sicilia. Cuore nevralgico della costa orientale, è la culla di un barocco gentile, dell’arancino maschile con la “o” finale, della brioche inzuppata nella granita a colazione, di un dialetto un po’ simile al mio. Un paio di giorni o un weekend lungo sono sufficienti per ammirare le attrazioni principali della città, per assaporarne l’essenza e per carpirne le peculiarità.

A Catania ci si muove tranquillamente a piedi, ma se si è colti da un momento di pigrizia c’è sempre la metro che, udite udite, pare essere tra le più brevi d’Italia. L’alloggio è preferibile prenderlo in una zona centrale così da raggiungere facilmente ogni attrazione. Ad approfondire i luoghi che ci si appropinqua a visitare ci pensa il sito di Visit Sicilia.

Ecco un breve ma esaustivo elenco emozionale di cosa vedere, fare, assaggiare in questa ridente città.

La visita di Catania non può che iniziare da piazza Duomo, dominata dalla fontana con l’elefante in cima posta al centro e circondata da eleganti edifici perimetrali che raggiungono il clou nel Duomo e nella vicina Chiesa della Badia di S. Agata. Da piazza Duomo si inizia a scorgere la Fontana dell’Amenano e il colorito mercato de La Pescheria [a Piscaria], dove ogni mattina è consuetudine imbattersi in pesce spada sgozzati, in tonni giganti, in agnelli sbudellati [un tantino splatter, lo so], fino a sconfinare nella vicina via Gisira, con l’installazione artistica di ombrelli colorati e i ristorantini di street food locale che si protendono verso la quadrata piazza Mazzini. Spostandosi sulla vicina via Vittorio Emanuele II si arriva al sorprendente Teatro Greco, piccolo, arroccato e suggestivo con il suo Odeon, apprezzabile esclusivamente una volta che si è effettuato l’accesso; si passa per vie traverse per ammirare le Terme della Rotonda, piazza Dante e l’imponente e austero Monastero dei Benedettini con affianco la chiesa di S. Nicolò l’Arena, sino a giungere a Porta Garibaldi, grande e a strisce. Passando per strade vive, fatte di botteghe attive e di gente del posto, si raggiunge il grande, quieto e pacato Castello Ursino. Ritornando verso il cuore del centro si incontrano il carminio Teatro Bellini, meglio noto come Teatro Massimo; piazza e palazzo dell’Università; Palazzo Biscari, bello fuori ma anche e soprattutto dentro; quel che resta dell’Anfiteatro Romano che si fa spazio su via Etna. Tra le tante altre cose da vedere non si può non menzionare ancora: il verde di villa Bellini; il mercato di piazza Carlo Alberto; la street art concisa ed elegante di via San Michele, i localini e le lucine che illuminano la movida di via Santa Filomena.

Tra le cose da fare non può mancare la colazione a base di granita cremosa in cui si inzuppa la tipica brioche “con il tuppo”, una passeggiata per ammirare la vera Catania e la street art sfuggente nel degradato quartiere San Berillo; un aperitivo sulla colorata e centralissima terrazza panoramica dell’Ostello dell’Elefante e un’escursione sull’Etna ad osservare la magia che un paesaggio quasi lunare come quello di un vulcano può dare.

Tra le cose da assaggiare non si può che menzionare l’arancino con la “o” al ragù tipico catanese di Savia, una pasticceria storica tra le più rinomate della città, che serve oltre a vari tipi di arancino come quello al pistacchio, la famosa Cipollina [una sfoglia salata farcita con mozzarella, pomodoro prosciutto e tanta, tantissima cipolla], aperitivi sostanziosi, cannoli strabordanti, brioche soffici e strafacciate; l’Iris ricoperto e rinpizzato di dolce pistacchio della Pasticceria di Dio; il panzerotto alla ricotta della pasticceria Verona e Bonvegna che, udite udite, non è salato come quello pugliese ma è dolce ed è tipico di una tipica colazione catanese; una pranzo da FUD-Bottega Sicula, un vero e proprio format che è sbarcato finanche a Milano, dove piatti internazionali come l’hamburger vengono contaminati da prodotti rigorosamente locali; una cena a La Polpetteria, dove le polpette di varia manifattura sono le protagoniste di ogni piatto; e per finire una seltz sale e limone al chiosco Giannona, per digerire il tutto. Altri posti rinomati per mangiare locale e bene sono Scirocco, Mm Trattoria per lo street food a base di pesce, Re Carlo V per la carne [di cavallo, of course].

Catania è gusto e tradizione, è degrado e accettazione, è bellezza e colore, è caos e fermento, è decadenza mista a tentativi di emancipazione. E potrei dilungarmi sull’idea che mi sono fatta di questa Sicilia trasandata ma bedda, ma la mia opinione la trovate già qui.

Nei dintorni di Catania imperdibili sono l’elegante città di Taormina, con la panoramica Isola Bella, lo scenografico Teatro Antico, la piccola e suggestiva piazza Duomo; Aci Trezza e i faraglioni dei ciclopi; Aci Castello con il piccolo promontorio a picco sul mare e il panorama che ne consegue; Acireale, dove mangiare la Granita con la G maiuscola al bar Condorelli e dove passeggiare per un centro storico pacato e raffinato. Sino ad arrivare a sud di Catania, sino a giungere a Siracusa. Ma questa è un’altra storia.

[ Per geolocalizzare i luoghi citati, come una buona parte di attrazioni e ristoranti, visita la pagina del blog MYMAPS ]

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