#BARI IS FUSION

A Bari ho mangiato più sushi che panzerotti; ho frequentato più locali orientali o etnici che focaccerie baresi; ho preso comodamente il posto più su sedie di design, talvolta dal tocco vellutato, in ambienti minimali dall’intento zen che su sedie di legno e paglia sgangherate delle chiassose trattorie tipiche del capoluogo pugliese. Perché quando vien nostalgia di Oriente, o di surrogati di esso, non si può che provare a saziare in parte la  malinconia con un pasto a base di sushi o simili, dal sapore nostalgico, perché “la mancanza è desiderio per lo più”. 

E a Bari, bisogna ammetterlo, il sushi lo sanno fare. Quasi quanto la focaccia.

Ecco una selezione dei miei posti preferiti dove gustare sushi o simili:

• HAGAKURE NOH SAMBA

So che molti inorridiscono dinanzi alla parola fusion e poco tollerano le ibridazioni culinarie, ma io faccio parte di quei pochi che adorano le diversità, le commistioni e le sperimentazioni. Quindi ben venga questo locale che altro non è che un vero e proprio Nikkei sushi bar, intrigante e colorato, scenico e curato, che mixa la cucina mediterranea, giapponese, brasiliana e peruviana in un unicum che esplode sul palato, riverberando bontà e piacere. Che poi discende da Hagakure, il più rinomato ristorante di sushi del capoluogo pugliese, che fa da garante e che è sinonimo di qualità e di garanzia. Da non perdere il dolce, preparato da un pasticcere dedicato: davvero sublime.

 

• TAKU

Un ristorante giapponese dal gusto classico e dall’aspetto raffinato che propone una gamma di piatti tipici della tradizione nipponica epurati da ogni tipo di contaminazione. La qualità elevata, l’ambiente tranquillo e il servizio attento rievocano quasi un sushi restaurant in piena Ginza. Atmosfera rilassata ma elegante, qualità eccelsa. Da non perdere la loro sede estiva in riva al mare: il Taku Beach Bar, dove oltre a bere ottimi cocktail è possibile gustare una selezione di sushi.

 

• SHODAI

Qui la tradizione è di casa, quella nipponica s’intende, influenzata da un tocco di estro peruviano: ne deriva una cucina Nikkei autentica e di qualità. Un punto di incontro di culture diverse che si fondono per far godere il palato. Ambiente vellutato e ovattato, elegante e dorato, come ogni pretenzioso ristorante fusion predilige. Ottimo il sapore del pesce crudo, buona la selezione della carta dei vini.

 

• VETTOR

Eleganza, luci soffuse e design alla moda [ passatemi il termine ] rendono il connubio di cucina nipponica e tradizione italiana ben riuscito. Le reinterpretazioni ideate dallo chef barese, derivanti da incontri precedenti con maestri di sushi giapponesi che hanno lasciato il segno, risultano invitanti e davvero gustosi. Per citarne uno, ad esempio, l’uramaki con scaglie di tartufo che è da punti esclamativi! L’architettura di ultima generazione coccola e interferisce in maniera raffinata con la cena dal retrogusto non solo orientale ma, addirittura, internazionale. 

 

• MEZCLA

Miscele alcoliche e non solo: Mezcla offre un menu a la carte internazionale che spazia dai sapori decisi e pesanti dell’hamburger sino al gusto raffinato e più delicato del sushi. E che sushi! Le contaminazioni sono qui le benvenute, creando estro e donando gioia al palato. Da segnalare gli uramaki con riso venere e scaglie di cocco. Piccolo e poco pretenzioso, fa sentire subito a proprio agio e la scelta è davvero variegata: ce ne è per tutti i gusti, anche per chi il sushi non lo gradisce [ chiii??? ].

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• MATSU

Matsu è “un appassionato abbraccio gastronomico tra Oriente e Occidente” con la sua offerta che si innesta tra la cucina fusion e l’arte culinaria pugliese. I rolls, e le tante sfumature che questi possono assumere, sono il must di questo ristorante di sushi che serve piatti di alta qualità e ben presentati. Uramaki e nigiri, osomaki e onigiri, inondano la bocca di immenso e gustoso piacere. Il tutto in un clima distinto dal look forbito.

 

• RÙ PERUANO

I sapori del Sud America fanno irruzione nel centro di Bari con un tocco di reminiscenza orientale. La ceviche, piatto tipico peruviano a base di pesce crudo marinato e speziato, è la cosa che più si avvicina al sushi. Contaminazioni di gusto, forme e colori il cui risultato è un mix niente male, dal sapore interessante. Piccolo e raccolto, dall’interior che oscilla tra l’etnico un po’ vintage e pezzi di design blasonati, è in genere un po’ confusionario ma ne vale la pena perchè i sapori dei piatti sono decisamente particolari.

 

• HULA

Qui c’è un solo imperativo: pokè! Avete presente quella bowl colma di riso sul fondo con adagiati sopra tanti cibi colorati, come salmone o tonno crudo, avocado o ananas, edamame o patate dolci, e chi più ne ha più ne metta? Una sorta di sushi scomposto e scorporato nei suoi ingredienti, fresco, allegro, e salutare, come solo un piatto tipico della tradizione hawaiiana può essere. Oltre ad una selezione di pokè si può comporre la propria bowl personalizzata scegliendo tra i più disparati ingredienti. Locale piccolo e accogliente, con giusto qualche posto a sedere e con la possibilità di prendere la propria composizione d’asporto e gustarla sul lungomare, seduti vista mare. Ottimo rapporto qualità prezzo. 

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