#OSCAR E LA MARATONA DI INSONNIA

Come ogni anno, quando tramontano le feste natalizie e siamo quasi stufi di non fare altro che vedere quei film a sfondo natalizio che in fondo ci piacciono tanto ma che poi si rivelano come la solita solfa, c’è solo un imperativo per trascorrere i nostri momenti di relax sul divano, tra tepore e tisane di ogni genere: guardare quanti più possibili film candidati agli Oscar. Per questo 2019 le candidature sono tante e i film candidati da vedere sono, come al solito, fin troppi. In un fuggi fuggi generale battezzato con il nome di #OscarMarathon ci appropinquiamo, oscillando tra quei pochi pomeriggi oziosi a nostra disposizione, tra le sporadiche sere trascorse a casa e tra le notti che inevitabilmente diventano insonni, a passare in rassegna tutti i film che ci siamo proposti di vedere facendo una cernita dove rientrano quelli più discussi, quelli giudicati imperdibili, quelli che hanno fatto commuovere. E ci impegniamo assolutamente a vederli entro e non oltre la fatidica Notte degli Oscar.

La mia scelta come sempre si concentra principalmente su quelli candidati come Miglior Film. E quest’anno le proposte, fatte alcune dovute eccezioni, mi sembrano scialbe, insipide, tedianti. Ecco la mia umile opinione a riguardo.

• BOHEMIAN RHAPSODY

Tra tutte le candidature agli Oscar dell’anno che corre, questa è forse la più frizzante, briosa, divertente ed emotiva pellicola in corsa. Un biopic sulla band che ha captato generazioni su generazioni: i Queen. Capolavoro con qualche ma da divorare con gli occhi ma, soprattutto, con le orecchie. Non mi dilungo troppo perché a questo film ho addirittura dedicato un interio articolo poco tempo fa.

Candidature: Miglior Film, Miglior Attore Protagonista, Miglior Montaggio, Miglior Montaggio Sonoro, Miglior Sonoro.

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 “Dicono che i soldi non possono comprare la felicità ma ti permettono di regalarla.”

• THE FAVOURITE

Film in costume ambientato in una maestosa Inghilterra di fine ottocento, ben fatto, ben addobbato, ben girato. Ma statico. Che scorre a rallentatore. Con taluni dialoghi stravaganti, con incursioni di scene talvolta stralunate, con una fotografia indubbiamente impeccabile.

Candidature: Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Attrice Protagonista, Migliore Sceneggiatura Originale, Miglior Fotografia, Miglior Scenografia, Miglior Montaggio, Migliore Attrice Non Protagonista, Migliori Costumi.

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“ – L’amore ha un limite. – Non dovrebbe.”

 

• VICE

Un film storico che narra alcune vicende salienti della politica degli Stati Uniti d’America che ruotano attorno alla figura di spicco di Dick Cheney. La narrazione ci prova a tendere verso leggerezza e dinamismo, ma non ce la fa. La storia è storia, e per quanto plasmabile possa essere resta reale.

Candidature: Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Attore Protagonista, Miglior Attrice Non Protagonista, Migliore Sceneggiatura Originale, Miglior Trucco, Miglior Montaggio.

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 “Quando ottieni il potere devi tenerlo stretto. Sempre.”

• ROMA

Il ritmo lento di scene di vita quotidiana che si susseguono in una sceneggiatura sempliciotta. Il titolo è forviante e non ha nulla a che vedere con la Capitale, bensì racconta la vita tra alti e bassi, tra benestanti e servitù, tra agio e spossatezza, che si svolge e si evolve nel quartiere Roma di Città del Messico. Fotografia pazzesca, inquadrature insolite ma azzeccate e meticolosa cura dei dettagli. Regia del messicano Alfonso Cuaron. Visione disponibile su Netflix.

Candidature: Miglior Film, Miglior Film Straniero, Miglior Attrice Protagonista, Miglior Regista, Migliore Sceneggiatura Originale, Miglior Fotografia, Miglior Scenografia, Miglior Montaggio Sonoro, Miglior Sonoro.

locandina

 

• GREEN BOOK

Dicono che chi ben comincia è a metà dell’opera. Ecco: questo film inizia con una rissa da fight club. Ma la violenza dell’incipt viene accantonata per dare in fondo una lezione di profonda umanità, che scaturisce da una dilagante disumanità. Le musiche vintage mi han fatto librare l’udito. Un irrimediabile razzista, di origine sicula ma radicalizzato in America, si ritrova a lavorare . Scorrevole, a tratti prevedibile, con una leggiadra riflessività. Tutto sommato divertente e piacevole.

Candidature: Miglior Film, Miglior Attore Protagonista,  Migliore Sceneggiatura Originale, Miglior Attore Non Protagonista.

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“Il mondo è pieno di gente sola che ha paura di fare la prima mossa!”

 

• BLACKKKLANSMAN

La discriminazione razziale tra i poliziotti americani non è mai stata un gran segreto, e questo film prova a rappresentarla e a ribaltarla raccontando una storia dove un nero diviene poliziotto e, inevitabilmente, si ritrova tra l’incudine e il martello. L’ennesimo brano di storia dell’umanità a sfondo razzista, che ha come protagonista gli Stati Uniti dilagati dal Ku Klux Klan, raccontato per l’ennesima volta, questa volta in maniera piuttosto scialba, con qualche raro sprazzo di originalità, che comunque lascia ampio spazio ad una profonda riflessione. Il solito quesito a margine di tutta la narrazione resta quello di chiedersi perchè mai il colore della pelle è stato, e purtroppo pare essere ancora, un fattore discriminante.

Candidature: Miglior Film, Miglior Regista,  Migliore Sceneggiatura Non Originale, Miglior Montaggio, Miglior Colonna Sonora.

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 “Per te è una crociata, per me è un lavoro.”

• A STAR IS BORN

Il lento e inesorabile scorrere del tempo con note suggestive ma a tratti banali in un film, remake di una vecchia pellicola degli anni ’30, che vede alla regia il debutto di Bradley Cooper, protagonista dello stesso. Un po’ lagnoso, un po’ cantato, un po’ scontato. Bradley Cooper avvincente come sempre come attore ma non poi così tanto come regista, Lady Gaga brava ma non così tanto quanto hanno decantato.

Candidature: Miglior Film, Miglior Attore Protagonista, Miglior Attrice Protagonista, Migliore Sceneggiatura Non Originale, Miglior Canzone, Miglior Fotografia, Miglior Attore Non Protagonista, Miglior Sonoro.

a star is born

 “Ti devi solo fidare di me. Non devi fare altro.”

• THE WIFE

Beh, il tedio pare sia il vero protagonista degli Oscar di questo anno. Niente di eclatante, nessuna sceneggiatura rilevante. La storia di un premio Nobel per la letteratura con la sua famiglia che fa da contorno, un contorno che ovviamente passa in secondo piano, raccontata in una Stoccolma grigia e nevosa. Ed una gelosia che non conosce età. Che passa dalla giovinezza e perdura in vecchia. Due narrazioni parallele, quelle della vita di oggi, di uno scrittore di fama internazionale che si accinge a ricevere l’ambito Nobel, e quelle della vita di ieri, di uno scrittore ancora in fasce, agli arbori della propria carriera.

Candidature: Miglior Attrice Protagonista.

the wife

“- Uno scrittore deve scrivere. – Uno scrittore deve essere letto, tesoro!”

 

• COLD WAR

Il tema spinoso del post guerra accompagnato dalla tematica sconfinata di un amore travagliato, ostacolato da convenzioni, accadimenti politici e fattori psicologici, tornano ad irrompere come protagonisti di un film emozionale e struggente made in Polonia, ambientato nel grigiore degli anni Cinquanta offuscati dalla guerra fredda. La scelta ardua ma più che ben riuscita dell’eleganza bianco e nero, la regia polacca di Pawel Pawlikoski ambiziosa e caparbia che azzarda addirittura un 4:3, il tema scottante delle implicazioni politiche, lascito della guerra mondiale ereditato dalla dirompente guerra fredda, narrato con una struggente dolcezza.

Candidature: Miglior Film Straniero, Miglior Regista, Miglior Fotografia.

cold war

 

• FIRST MAN

Il primo uomo. A fare cosa? Ad andare sulla Luna, ovviamente. Un evento impossibile che, a quanto pare, divenne possibile sul finire degli anni ’60. Una missione unica ed irripetibile, sempre a quanto pare. E questo brano di storia e di scienza viene narrato in questo film denso di effetti speciali, discreti e pacati e, quindi, lodevoli. Gli stati d’animo dei protagonisti di queste avventure ed esperimenti scientifici, dettati prevalentemente dalle ambizioni politiche di una potenza mondiale, e delle loro famiglie costrette a sopportare tensioni, ansie, preoccupazioni, sono i veri protagonisti del racconto magistrale della missione del celeberrimo Apollo 11 e del primo uomo che è approdato sulla luna: Neil Armstrong.

Candidature: Migliori Effetti Speciali, Miglior Scenografia, Miglior Montaggio Sonoro, Miglior Sonoro.

first man

 

Noi dobbiamo fallire. Dobbiamo fallire quaggiù per non fallire lassù.

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