I DIECI COMANDAMENTI DEL #NUOVOANNO

L’anno appena trascorso è stato difficile, ostico, floscio.

Ho incassato duri colpi. Ho imparato a lottare, ad anestetizzare il dolore con briciole di buonumore, a tirare fuori tutta la forza che è in me per infonderla a chi ne aveva bisogno. Ho capito che non bisogna smettere mai nè di sperare nè di pregare. Ho testato sulla mia pelle che fare yoga fa bene per davvero, che l’amore non conosce confini, che un cuore grande così oramai lo posseggono ben poche (pochissime) persone. Ho constatato che l’egoismo è il sentimento che trionfa nella vita di troppi, che per molti l’invidia vince sempre sull’ammirazione, che la chiusura mentale al sud regna ancora sovrana, che le buone maniere non vanno più di moda, che i veri amici sono davvero pochi (pochissimi). Ho realizzato che non ci si può fidare quasi di nessuno, che non bisogna mai fare affidamento su terzi, che bisogna saper farcela da soli, sempre, ma che se ce la si fa in due tutto appare più bello. Ho diffidato da chi non comprende l’importanza della sincerità. Ho afferrato che basta un soffio a far titubare il valore umano della gente, che l’ignoranza non conosce confini, ma solo segreti. Ho apprezzato le piccole cose, la gioia che si cela dietro la semplicità, il valore del silenzio. Ho viaggiato come potevo ma non quanto volevo. Ho intrapreso e portato a termine diversi lavori in un campo (l’architettura) dove il rispetto e l’umanità non sono di casa. Ho assaggiato sapori nuovi, emozioni nuove pure, come quella di diventare zia. Ho sognato, che quello non riesco mai a smettere di farlo. Ho bramato l’arrivo del nuovo anno.

L’anno che è appena arrivato è un’enigma, un grosso punto interrogativo fatto di poche aspettative e di tanti buoni propositi (come sempre).

Cosa sono i buoni propositi se non sogni in giacenza nel cassetto della nostra fiduciosa speranza? Si, perchè i buoni propositi non son altro che “desideri di felicità”, che possono tramutare in realtà o sprofondare nel limbo dell’illusione. Sta a noi fargli valere, lottare per mettergli in atto, trovare la giusta grinta per far si che si realizzino. Magari facendogli tramutare in piacevoli imposizioni, in una sorta di comandamenti che guidino il nostro agire, mirando ad una positiva ambizione.

Ecco il decalogo dei miei comandamenti per il nuovo anno:

1 • Essere grati. Alla vita, ad ogni attimo degno di nota, alle persone che ci circondano con amorevole benevolenza. Dicendo grazie, una parola semplice che non dovrebbe mai andare a sconfinare nel dimenticatoio del nostro vocabolario.

2 • Non smettere mai di sognare. E quindi anche di sperare, perchè è la speranza il motore del nostro agire, alimentato da quella costante che deve essere la positività.

3 • Amare senza tregua. Nonostante tutto. Perchè l’amore è il vero emolliente dell’anima, il solo e unico balsamo dello spirito.

4 • Praticare. Sport, yoga, ottimismo. Volontariato, buone azioni, altruismo. In un turbinio di buone abitudini che ci faccia sentire soddisfatti.

5 • Mangiare con criterio. Con gusto e perdizione, il giusto e con moderazione. Con qualità, senza spreco.

6 • Bandire la permalosità, e anche la perniciosità. E quindi tergiversare, planare sorvolando. In parole spicciole: fottersene!

7 • Viaggiare tanto, magari troppo. Vicino o lontano, in Italia o nel mondo, l’importante è andare in avanscoperta di luoghi sconosciuti. Perchè la conoscenza di ciò che ci circonda è alla base del nostro bagaglio culturale.

8 • Essere curiosi. Di scoprire, di conoscere, di ammirare. Luoghi, cose, persone. In un girotondo di inclusività che non lascia spazio a discriminazione alcuna, a futili pregiudizi, a banali preconcetti.

9 • Ricercare la bellezza recondita in un’esplorazione ambiziosa della quotidianità, fino a scovare finanche il lato positivo dei difetti, propri o altrui che siano.

10 • Avere il coraggio di fare delle scelte, di prendere delle decisioni in totale autonomia, di voltare pagina, di cambiare. Senza farsi influenzare da nessuno all’infuori di noi stessi. Affinchè il vecchio detto “anno nuovo, vita nuova” si possa mettere in atto per davvero.

( 11 • Correre a comprare l’agenda Moleskine 2019 (total black, of course) per appuntare ogni punto di cui sopra, per ricordarmene ogni giorno, per non dimenticare. Perchè con l’eta che incalza la memoria svanisce. Perchè le circostanze spesso inducono a desistere. Perchè la quota parte di fiducia riposta nell’ottimismo è ancora troppo labile. )

4 Comments

  1. Sottoscrivo in pieno e aggiungo l’undicesimo, che per me è ormai uno stile di vita: essere aperte al cambiamento, non solo di ciò che ci circonda, ma anche e sopratutto alla nostra evoluzione personale.
    Trovo che il senso della vita sia proprio crescere ed evolvere, per essere sempre più aperte alla felicità.
    Complimenti per l’articolo!

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  2. Non c’è niente da fare, le cose più preziose sono quelle che non passeranno mai di moda. Ho riso molto con l’ignoranza che non conosce confini ma solo segreti! E cosa ci direbbe, se potesse parlare! 🙂
    Buon anno (fino a metà gennaio si può dire, no? ;D)!

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