#MilanoDesignWeek2016 coming soon soon

DESIGN, LIFESTYLE

Finché c’è design c’è salone, il Salone del Mobile esattamente, quell’evento internazionale che concentra concentrate pillole di innovativo design in quelle che sono ormai divenute le giornate più famose di Milano.

Ciao #ZahaHadid

DESIGN, LIFESTYLE

Un fulmine a ciel sereno. Quel cielo costellato di stelle, quelle stelle del panorama architettonico internazionale: le Archistars. Pochi grandi nomi dominano la kermesse progettuale contemporanea, e lei, Zaha Hadid, era tra questi. Una grande folle donna, un grande geniale architetto: lei è riuscita, con la sua estrosa innovazione figurativa e compositiva, ad emergere in uno sfondo saturo di indiscusso maschilismo; lei ha reinterpretato, stravolto, inventato un’architettura che ha lasciato il segno, che rimane impressa nella memoria, che impressiona, che ammicca, che ammalia. “Perché usare l’angolo retto, se ne esistono altri 359?” affermava. Perché usare l’angolo, talvolta.

Archibeginner: e mo #basta! 

LIFESTYLE

Colleghi presenti e futuri, architetti di fatto o architetti di poi che si accingono ad esserlo, ve-prego, siate amorevoli verso voi stessi e altruisti verso gli altri: non accettate collaborazioni e prestazioni professionali aggratis! E-mo-bbbasta! Ci siamo rovinato la reputazione e abbiamo dato adito a sfruttamenti incessanti accondiscendendo a lavorare senza compenso alcuno o con un contentino monetario denigrante! È ora di cambiare! Il nostro è un lavoro bello ma pieno di responsabilità che vanno riconosciute e dignitosamente ripagate; un lavoro dove l’attenzione va sempre tenuta desta e la mente ingegnosa va costantemente spremuta.

Coffee break all’#Eur

LIFESTYLE

È ancora inverno, ma il sole inizia a persistere negli un tantino pungenti pomeriggi romani, ed ecco che esci a fare due passi. E arrivi all’Eur. Cammini e ti perdi, beata tra i pensieri, e ti ritrovi in un quadro di De Chirico. Poi ti ridesti, e ti immedesimi nelle matite affilate dei tuoi colleghi che maldestre disegnavano (e taluni disegnano ancora) architetture perfette e perfettamente razionali. Un cielo azzurro, già denso di prematuri uccelli. Un caffè, che ci sta sempre bene. Passeggiare e degustare lentamente con gli occhi grandezze, assaporando sguardo dopo sguardo tutta questa monumentalità. Atmosfere pastellate, luci morbide, ombre nette.

Dalla #padella a #Palladio

FOOD

Matita e mestolo. Foglio bianco e sac à poche. Carta da schizzo o carta forno. Pantone e padella. Palladio e Cracco. Manuale dell’architetto e un bel libro di cucina. Una squadretta, un coppapasta e una mano a la cabeza. Archiportale e Ctrn+n Giallo zafferano. Una fettuccia e una fettuccina. Verso un’architettura sul comodino e guida del Gambero Rosso sotto il cuscino. Paola Marella e Benedetta Parodi. Corso di coordinatore per la sicurezza nei cantieri e corso professionale di pasticceria. Renzo Piano e chef Rubio. Tavoletta grafica e Bimby. Una polilinea su Autocad, una passata di minipimer e un movimento sexy. Sgarbi e Chiara Maci. Una campitura su Photoshop e una spolverata di zucchero a velo. Portfolio si, ma prima di tutto un foodblog.

E poi finalmente tu: #RoscioliCaffè

FOOD

Ci sono martedì che è ancora lunedì! Gli occhi stentando si schiudono, le menti lentamente si destano, la sonnolenza echeggia perpetua nella vostra mente!

E forse c’è un solo e unico modo per risvegliare totalmente i vostri sensi e dare una scossa ai vostri neuroni: ‘na bella tazzulella ‘e cafè, di quello vero, un vero espresso napoletano.

Ma non avete assolutamente modo di andare “un attimo” a Napoli a degustarne una perchè siete intrappolati nella giungla urbana della Capitale!

Allora ecco la soluzione: Roscioli Caffè!

Non fate studiare #Architettura ai vostri figli

DESIGN

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_ Non fate studiare architettura ai vostri figli. Non ne vale la pena.

Vi ritrovereste con dei figli frustrati, incapaci di relazionarsi con il mondo del lavoro: troppo tecnici per gli artisti, troppo artisti per i tecnici, né carne né pesce, insomma. Se lo fate per il prestigio, meno che meno. Non esiste categoria più bistrattata, sfottuta, derisa: dai padroni di casa, dagli imprenditori edili, dai muratori, dagli ingegneri, dai geometri.
Un incubo.
Tanto ve lo dico subito, il lavoro (di architetto intendo) non lo trova. A meno che non abbiate la pazienza infinita di vederlo leccare i piedi nello studio di qualche affermato professionista per anni. Per dodici-sedici ore al giorno: a tirare linee, a disegnare sempre e solo scale di sicurezza o pozzetti d’ispezione, e tutto gratis o per un ridicolo rimborso spese. Tutto questo per poter mettere sul curriculum, dopo essere stato spremuto come un limone, di aver lavorato per lo stimato professionista. Che non serve a nulla.