#TIMISOARA: OLTRE LE ASPETTATIVE

Mi ero proposta di approdare in Romania da tempo e quindi “detto, fatto”, come ultimo viaggio dell’anno appena trascorso e come primo viaggio di quello appena iniziato (anche se mai e poi mai avrei immaginato di trascorrerci il Capodanno… Quindi mai dire mai!).

La città prescelta è stata Timişoara, un paese non troppo piccolo e abbastanza dinamico nell’estremo Occidente della Romania, nota anche come la “piccola Vienna” per la genuinità estetica dei suoi eleganti palazzi. Molti me ne avevano parlato male, malissimo e anche le immagini googlate su di essa non promettevano nulla di buono, ma è risaputo che io se non vedo non credo. E quando vedo in genere mi ricredo. Sempre.

Tanti voli low cost collegano l’Italia con la città più occidentale della Romania e questa si presenta ad essere visitata in un weekend, per quanto risicato questo possa essere. L’aeroporto di Timişoara si trova a pochi chilometri dal centro. Piccolo e arrabattato, mostra subito dilemmi sulla sua civiltà esibendo un distributore automatico di pizza (che orrore!) e, in adiacenza, un distributore sempre automatico di libri (che meraviglia!). Da qui il centro è facilmente raggiungibile tramite l’autobus E4 del trasporto pubblico per poco meno di 1€ di biglietto o tramite un taxi per circa i corrispondenti 10€. La moneta rumena è il Leu (1 Leu = 0,21€) e il costo della vita è di gran lunga inferiore ai nostri standard. Le temperature in inverno sono rigide e scendono sotto lo zero, l’umidità percepita è alta.

La città appare subito ambivalente, con un contorno fatto di edilizia regolare e sommariamente degradata, di strade scalfite dal tempo, di ponti logori, di strutture abbandonate e con un centro brillante ed elegante, colorato e ben conservato, ordinato e abbastanza manutenuto.

Il centro è elegante, contenuto, racchiuso e ben fruibile a piedi; ma è nella periferia che si espleta la vera magia, fatta di autenticità e di quel fascinoso degrado che negli ultimi tempi ha iniziato a starci tanto a cuore. A sancire la scissione tra le due parti, corre ovviamente un fiume, il fiume Bega.

La gente del posto è accogliente ed estremamente educata, le strade sono pulite ed abbastanza ben tenute e già da subito si percepisce un riverbero di civiltà da adulare.

Curiosità: pare che Timişoara fu la prima città a dotarsi, nel lontano 1884, di una rete elettrica (e forse i fili intricati e arrabattati presenti ancora oggi sono, ancora, quelli dell’epoca) e, senza pare, Timişoara risulta essere Capitale Europea della Cultura 2021.

Parentesi: un inconveniente del visitare questa città durante i giorni a ridosso di Capodanno è stata la chiusura di molte attività commerciali e ricreative, come la maggior parte dei musei.

L’esplorazione del centro non può che partire da Piata Unirii (Piazza Unità), una piazza immensa ed immensamente elegante, che spodesta ogni seppur minimo pregiudizievole dubbio sulla bellezza di questa città rumena. Il grande spazio aperto, dominato al centro da una fontana statuaria e dalla Colonna della Santa Trinità, è contornato da imponenti palazzi dalle facciate auliche come, prima tra tutte, la Cattedrale Romana Cattolica di San Giorgio, il Palazzo Barocco con il Muzeul de Arta (Museo di Arte), la Cattedrale Serba Ortodossa con il Vicariato Serbo. Altro museo che spicca a livello artistico è la Calina Art Gallery, una galleria di arte contemporanea nel cuore della città.

Da qui, percorrendo delle calmierate viuzze del centro storico rivestite da architetture datate ma di qualità, si raggiunge Piata Libertatii (Piazza Libertà), cuore del centro storico e fulcro di un dinamismo pacato dallo stile un po’ liberty un po’ nouveau.

Strada Alba Iulia connette Piata Libertatii a Piata Victorei (Piazza Vittoria, dove per vittoria si intende l’indipendenza dal regime comunista asserita nel 1989), grande e perimetrata da edifici di inestimabile valore storico e artistico, e a Piata Iancu Huniade, più piccola e discreta, sulla quale si adagia con discrezione, nonostante la sua mole non indifferente, il Castello Huniade (attualmente parzialmente dismesso causa lavori di ristrutturazione pare), due vicine ed importanti piazze del centro che si collocano in un ortogonale adiacenza. Ed è proprio qui che durante il periodo natalizio prende vita il mercatino di Natale fatto di artigianato locale, di prodotti gastronomici della tradizione  (come salsicce, carne di ogni tipo, pane piatto farcito con formaggio, con carne, con funghi) e di vino caldo e speziato, perchè il freddo in qualche modo tocca combatterlo o con le calorie o con l’alcool.

Punto focale di Piata Victorei è, da un lato, la Cattedrale Urbana Metropolitana (rumena ortodossa), con la sua forma prolissa dai colori smorzati dalla nebbia che ne offusca la perecezione, e dall’altro lato il Teatro Nazionale, con la sua sagoma austera e regolare, affiancato dal Palazzo della Cultura che ospita l’Opera Rumena. Circa a metà si trova Palazzo Lloyd, con la sua magnificenza di inizio ‘900.

Alle spalle di queste grandi piazze eclatanti si trova Piata Sf. Gheorghe (Piazza San Giorgio), piccola ed accogliente, predominata dalla statua dell’omonimo Santo a cavallo, con uno spazio aperto gradonato che impreziosisce l’ambiente. Passeggiando per le strade che formano il nucleo storicizzato si raggiunge la Sinagoga din Cetate (Grande Sinagoga), con un prospetto imponente soffocato da una strada un po’ angusta, per poi sfociare nel verde sommersivo e malinconico del Parco Botanico.

Piata Traian (Piazza del Mercato di Traiano), invece, lambisce il centro, ospita il mercato cittadino ed è immersa in un’atmosfera autentica, che oscilla tra il raffinato ed il degradato, con il giusto equilibrio e con quell’adeguata coltre di tempo che avanza, tipica del quartiere Fabric in cui si trova.

Non molto distante si trova Bere Timisoareana, la fabbrica della birra prodotta a Timişoara, che vanta un percorso nei meandri della produzione e un enorme pub dove è possibile sorseggiare le varie qualità di birra ivi prodotte, accompagnate ovviamente da piatti local.

Il Bastione di Maria Theresia è prospiciente al centro storico, con il suo massiccio perimetro segmentato, contenendo al suo interno un interessante spazio aperto e una serie di localini niente male, affiancati dalla grande piazza contenente il rondeau con la Fontana dei Punti Cardinali.

Aldilà del fiume, percorrendo il viale retrostante la Cattedrale Metropolitana Ortodossa, ed attraversando il ponte, si estende la zona universitaria e si trovano monumenti degni di nota come palazzi bellissimi, vedi Palazzo Apelor, e la Chiesa della natività.

Fuori dal centro si estende il Museo del villaggio di Banat, una sorta di ricostruzione di un villaggio rurale tipico rumeno, nonchè un museo a cielo aperto fatto di cultura tangibile.

Ecco alcuni spunti, invece, per rifocillarsi in quel di Timişoara, dove mangiare e bere bene ovvimente “like a local”: Miorita é un ristorante dalla spiccata anima rumena dove ci si immerge nella tipica atmosfera locale, in un ambiente tradizionale accompagnato da piatti altrettanto tradizionali, a base prevalentemente di carne (da provare la mamaliga, una sorta di polenta locale sormontata da carne di maiale); Restaurant Dinar è un locale accogliente e caratteristico che propone piatti tipici accompagnati da vini locali davvero degni di nota; Pepper steak and shake è un pub dal design contemporaneo dove si respira un’atmosfera internazionale, a partire dai piatti serviti preparati con cura, passione e meticolosità; Publik pub è un pub stile English dove bere ottime birre, così come The Drunken Rat Pub.

Timişoara è così, come ve l’ho mostrata in queste foto a profusione, con il cielo azzurro talvolta munito di nebbia e con gli eleganti palazzi colorati talvolta scrostati dal tempo; come ve l’ho raccontata in questo articolo, con la mia esultanza per l’educazione della gente talvolta inquinata da pillole di veracità e con quel mio entusiasmo per la grazia del centro talvolta spodestato dal fascino trasandato della periferia un po’dismessa.

Timişoara è così. E ha di gran lunga superato le mie aspettative.

 

( Per geolocalizzare i luoghi citati, come una buona parte di attrazioni e ristoranti, visita la pagina del blog MYMAPS )

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