#OSAKA: UN CIRCO A CIELO APERTO

Osaka è un circo, è un’esplosione di luci e frastuoni impetuosi. Osaka è una città fatta di moltitudine, di pluralità culturali, di caos, di frastuoni, di luci sgargianti, di poco Oriente e di tanto Occidente. Osaka è una città che non dorme mai, dove la vita notturna è più spietata di quella diurna, dove il divertimento è disarmante, dove la tregua non conosce inizio. Osaka è madida di contemporaneo, di strutture svettanti, di acciaio e di vetro, di un’immensa vastità di centri commerciali, di stazioni che sono anche esse una sorta di vasti centri commerciali. Osaka è a tratti raffinata, talvolta kitsch. Osaka è una città che lascia alquanto perplessi, addirittura attoniti.

Osaka è il cuore economico e commerciale della nazione e si raggiunge in circa tre ore da Tokyo grazie ad uno dei tanti treni veloci shinkansen. In alternativa si può anche prendere un volo, ancora più veloce (un’ora circa), per atterrare magari sulla meravigliosa piattaforma galleggiante dell’Aeroporto internazionale del Kansai, opera partorita dal genio italiano Renzo Piano.

Assaporabile anche in un solo giorno, è perfetta per trascorrerci un weekend. Ecco un elenco random e proficuo dei principali punti di interesse della città da vedere e, ovviamente, da assaggiare.

L’attrazione principale della città è indubbiamente il Castello di Osaka, semplice ed elegante, come sempre sopraelevato e posto in un contesto naturalistico piacevole e rilassante, che esula dal caos cittadino. La fedele ricostruzione di quello che un tempo era l’edificio più prestigioso di tutta la città ospita oggi al suo interno un museo sulla storia cittadina e una terrazza, collocata all’ottavo piano, che gode di una vista panoramica davvero notevole.

Il vero fulcro geometrico, e non solo, della città  si concretizza nella zona di Dotonbori, nel cuore del movimentato quartiere Namba, con le bancarelle che elargiscono street food di ogni genere; con il profumo di takoyaki (polpette di polpo morbide) roventi preparate un po’ ovunque, emblema dello street food del sol levante; con le insegne dei ristoranti in alto rilievo, come la scultura di un granchio gigante che si muove sulla fronte del ristorante Kani Doraku; con l’insegna luminosa gigante che ritrae il celebre corridore di Osaka che pubblicizza l’azienda Glico. Un mix divertente di odore e sapore di cibo orientale, di insegne illuminate prorompenti, di gente in fermento. Non molto distante si trova la caratteristica stradina Hozenji Yokocho e il famoso mercato di Kuromon, altro spot in materia di cibo ad Osaka. Da non perdere, sempre in zona, il “mostruoso” Santuario Namba Yasaka, un po’ sacro un po’ fiabesco, dall’aspetto visionario, con una facciata scultorea e divertente dalle sembianze singolari. Da vedere anche il Teatro Bunraku, emblema di un’altra rappresentazione teatrale tipica giapponese.

Spicca per forma e dimensioni nello skyline della città, nella zona di Umeda e nei pressi dell’importante stazione di Umeda, l‘Umeda Sky Building, un edificio squisitamente contemporaneo costituito da due torri svettanti alte la bellezza di 173 m collegate tra loro da un ponte terrazzato che offre una vista a 360 gradi sull’intera estensione urbana. Nella luccicante ed enorme area di Umeda, tra edifici futuristici e flusso perpetuo di gente, si erige, in cima al settimo piano del centro commerciale Hep Five, la celebre ruota panoramica tinta di rosso.

Ma é l’ Abeno Harukas il grattacielo più alto del Giappone, visibile un po’ da dovunque e collocato proprio di fronte la stazione di Tennoji. Siamo nel cuore del quartiere di Shinsekai celebre anche per ospitare la Torre Tsutenkaku, con l’osservatorio collocato in cima insieme al Santuario di Billikens, e il Tempio di Shitennoji, il più celebre e il più eloquente di Osaka. Più che di un tempio si tratta di un vero e proprio complesso di templi costruito nel IV secolo che comprendeva, e comprende ancora oggi dopo varie ricostruzioni, una pagoda a cinque piani, il tempio principale, un padiglione dorato all’interno che custodisce un’immagine del Buddha, una sala di lettura, un corridoio coperto, tre cancellidi accesso e un portale d’ingresso che secondo la tradizione buddista dà accesso alla Pura Terra dell’Ovest.

A sud dell’area urbana si trova invece il Grande Santuario di Sumiyoshi Taisha, un complesso di santuari scintoisti sui generis tra i più antichi e famosi della nazione, caratterizzato da costruzioni con tetto a due falde in paglia e travoni di legno in vista, in uno stile prettamente giapponese privo di influenze.

Se si trascorrono un po’ di giorni in questa metropoli si avrà tempo e modo di fare un salto nella decentrata area portuale a sud, la cosiddetta Baia di Osaka, che ospita il ponte Minato, rosso e imponente, l’Acquario di Osaka e gli Universal Studios del Giappone, un parco a tema cinematografico. Mentre a nord si trovano il Kokuritsu Kokusai Bijutsukan, cioè il Museo Nazionale d’Arte, opera di architettura molto particolare, e il Parco di Minoo, perfetto per ammirare il foliage autunnale, per incontrare macachi e ammirare cascate, per assaggiare le foglie d’acero in tempura.

Come nel resto del Giappone anche, e soprattutto, ad Osaka è il cibo uno degli attori protagonisti dello scenario cittadino. Le rinomate takoyaki si possono gustare al top da Creo-ru, nel cuore di Dotonbori. Gyozaoh serve invece degli ottimi gyoza, in un ambiente fresco e informale ai margini di Dotonbori. Fukutaru propone ottimi okonomyaki abbondanti, saporiti e iperconditi. Ma se c’è una cosa che meglio rappresenta la dinamica cultura culinaria nipponica è indubbiamente l’izakaya, il tipico pub chiassoso e divertente giapponese. Ed è qui che entra in gioco Isaribi, una piccola e caotica e caratteristica izakaya nel centro di Osaka, nella zona di Umeda, che affasicna e coinvolge con il chiacchericcio dei suoi numerosi avventori, con i fumi caldi e confortanti dei suoi grandi bracieri, con i cuochi veloci ed efficienti intenti a grigliare senza tregua ottimi yakitori di ogni tipo al modico costo di 300 ¥, con quell’atmosfera unica condita quasi esclusivamente da gente del posto.

 

 

 

( Per geolocalizzare i luoghi citati, come una buona parte di attrazioni e ristoranti, visita la pagina del blog MYMAPS )

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