TRE #LIBRI PER NON DIMENTICARE

Per la giornata della memoria, oltre a ricordare, leggi un libro. Un libro evocativo che sancisce il ricordo. Per non dimenticare. Per non rimuovere. Per non permettere che qualcosa del genere si possa ripetere. Mai.

La commemorazione di questo brano di storia, delle persecuzioni, delle dannate deportazioni, delle vittime dell’olocausto e di tutto ciò che a questo fa da contorno, viene celebrata ogni anno, da tutto il mondo, il 27 gennaio, data in cui nel 1945 fu liberato il campo di concentramento di Auschwitz.

Ecco tre libri che commemorano il ricordo attraverso il racconto indiretto della guerra, protagonista silente di questi romanzi che ne sfiorano la memoria, seppur toccandola per la tangente, narrando per vie traverse la perversione del male attraverso una follia che non conosce confini ma solo violenze, lambendo il fascino indiscreto dell’amore:

• LE ASSAGGIATRICI

di Rosella Postorino

Una storia che ha dell’incredibile. Dieci donne selezionate, senza possibilità di controbattere, senza opportunità di scelta, sono costrette ad assaggiare quotidianamente ogni pietanza che viene preparata per il Fuhrer, al fine di constatare un’eventuale presenza di cibo avvelenato, correndo il rischio di mettere a repentaglio la loro vita. Se l’irreprensibile fame, tipica di ogni periodo di guerra, viene saziata, la paura, invece,  viene alimentata. Sotto gli sguardi indiscreti delle SS che vigilano su ogni loro singolo movimento, sbocciano amicizie, scoccano colpi di fulmine, si consumano litigi, si celano segreti. La perdita, il ricordo, la forza, la spietatezza, l’amore, le bugie e il timore si intrecciano in un racconto avvincente, astuto e intelligente che scorre come un fiume in piena. Scrittura egregia e colpi di scena per un libro che anela verso la perfezione, con quel mix equilibrato tra grammatica impeccabile, lessico altisonante e storia affascinante, tutti ingredienti da divorare con gli occhi.

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Fra i nostri corpi c’era una sorta di fratellanza, come se avessimo giocato insieme da piccoli. Come se a otto anni ci fossimo morsi a vicenda il polso per lasciare inciso un “orologio”, il marchio delle arcate dentali che luccicava di saliva. Come se avessimo dormito nella stessa culla, tanto da credere che l’alito caldo dell’altro fosse l’odore stesso del mondo.

 

• MOLTO FORTE INCREDIBILMENTE VICINO

di Jonathan Safran Foer

Due storie, due epoche, due guerre (anzi tre se consideriamo anche quella interiore). Due racconti, due punti di vista. Due voci narranti. E un libro molto particolare, con un lessico a tratti futuristico, che fa un sopralluogo nei cantieri della personalità umana, attraverso il racconto della perdita, che parte dall’attentato dell’11 settembre e si ricollega, con un filo illogico, alla seconda guerra mondiale. Un ragazzino sensibile, pervaso da estremo giudizio e da profonda intelligenza, ma con un senso di inadeguatezza verso l’ambiente contemporaneo che lo circonda, tenta di affrontare un dramma vagando per la città di New York alla ricerca di qualcosa che forse non troverà mai. Una nonna sui generis, con un passato tormentato, prova ad alimentare l’empatia che la tiene legata al nipote con una specie di ingannevole spensieratezza. Molto introspettivo, incredibilmente emotivo. Molto triste, incredibilmente intenso. Da leggere a cuore aperto.

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” Fu uno dei giorni più belli della mia vita, un giorno in cui vissi la mia vita e non pensai affatto alla mia vita. 

 

• L’AMANTE GIAPPONESE

di Isabel Allende

La paura che latita nell’anima, le invasioni belliche durante la seconda guerra mondiale, i tentativi di fuga, l’orripilante ricordo degli attacchi e delle persecuzioni, non solo di quelle contro gli ebrei ma anche di quelle “minori” contro la popolazione giapponese, aleggiano in differita sullo sfondo di questo romanzo che si macchia di rosa e si tinge d’amore. Due protagoniste, due epoche, due continenti. Due classi sociali ben distinte. Due storie di amore, una delle quali non conosce età, confini, misura. Ed un libro ambientato prevalentemente all’interno di un’insolita casa di riposo in un incedere di realismo e romanticismo, di storia e di invenzione, di rimpianti e di malinconia, filtrato attraverso i ricordi della mente giovane di una donna anziana, rinchiusa nella struttura, che vengono raccontati ad un’infermiera. A tratti rude, a tratti delicato, a tratti stucchevole.

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” Hai una sola vita, ma se la vivi bene, è sufficiente. L’unica cosa reale è ora, questo giorno. Cosa aspetti per iniziare a essere felice? Ogni giorno conta.

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