#COPENAGHEN E I COLORI DEL NORD

Famosa per la Sirenetta, per quella cospicua concentrazione di casette colorate e per gli Smorrebrod, la città di Copenhagen appare subito come la culla di uno stile di vita sano, genuino e privo di fronzoli, in perfetto stile danese, che ravvede il passato e si proietta verso il futuro, con un fare spigliato che desta ammirazione.

I colori del nord, degli edifici, degli spazi pubblici, sono di una vivacità inversamente proporzionale a quella del cielo. La funzionalità e la civiltà sono all’ordine del giorno. Ma ciò che più colpisce di questa meraviglia di città è il suono di quel silenzio educato che solo i danesi e ben poche altre popolazioni al mondo sanno dare.

La vita è notoriamente costosa (la moneta vigente è la corona danese), e per vitto e alloggio si rischia di spendere un patrimonio se non ci si organizza per tempo, scegliendo una buona qualità a costi contenuti per gli standard locali. Un alloggio notevole ed economico, con i prezzi tra i più competitivi della città, è l’hotel Wakeup Copenaghen, in pieno centro, a pochi passi dalla fermata metro di Kongens Nytrov, che ha solo due stelle ma vanta un design innovativo e una pulizia e un ordine impeccabile che ne potrebbero far meritare di più. L’aeroporto è collegato con vari spot cittadini tramite la metropolitana. I mezzi pubblici funzionano alla perfezione (e hanno costi proporzionati alla città) ma è passeggiando a piedi o percorrendo i tragitti in bicicletta che si respira appieno l’essenza della città.

Per visitare le principali attrazioni cittadine sono sufficienti tre giorni, se ci si sofferma di più si riesce ad assaporare con un ritmo più lento l’essenza cittadina, a battere anche le zone meno rinomate e, magari, a trascorrere un’interna giornata nella vicina città svedese di Malmo.

Ecco un concentrato di luoghi e assaggi da vedere e da fare in un itinerario di tre giorni a Copenhagen:

#DAY 1

L’approccio con questa entusiasmante capitale europea non può che cominciare ammirando i coloratissimi edifici del quartiere più bello, centrale e allegro della città: Nyhavn. Imbarcazioni traballanti sul mare, in un sovrapporsi di legno e vernice intensa che si scontra con la salsedine; pescatori intenti a districare le reti, in un equilibrio instabile che vacilla al flusso dirompente dei turisti; trattorie tipiche locali, in un gradevole alternarsi a negozi in stile nordico. Il canale che rappresenta l’arteria principale di questa zona fu realizzato per collegare il centro cittadino al porto ed offre una delle viste panoramica più spettacolari di Copenhagen.

Da qui si parte alla scoperta dell’elegante quartiere reale, il Friederiksstaden, con la Frederiks Kirke, l’eloquente Designmuseum Danmark, dove design storicizzato e contemporaneo si mostrano in una semplice ed esplicativa eleganza, l’Amalienborg Slot, la residenza dei reali dove periodicamente è possibile assistere al meticoloso cambio della guardia, sino a sopraggiungere, attraversando viali e parco, alla fortezza del Kastellet, in adiacenza della quale si adagia la celeberrima statua della Sirenetta, piccola e timida nella sua perfetta e minuta nudità. Sullo sfondo acqua salmastra ed edifici industriali in lontananza, con sprazzi di contemporaneità.

Altra zona centrale da visitare è il raffinato quartiere di Norreport, dominato dal Rosenborg Slot, un altisonante castello tetro, prolisso ma nonostante tutto da favola, che si adagia al centro del bellissimo parco geometrico ed ordinato Kogens Have. Sul perimetro del parco, tra gli spigoli degli alberi squadrati, si scorgono eretti edifici colorati. Non molto lontano, passando per la mega piazza dominata dalla stazione di Norreport e la magnanima via Frederiksborggade, sorge uno dei mercati coperti più deliziosi della città, il Torvehallerne, dove tra banchi ordinati ed un saporito rigore è possibile fare una pausa pranzo veloce e gustosa.

Prima del tramonto, tappa obbligatoria è Stroget, il cuore antico della città, ricco di storia, di negozi, di pedoni, di strade dove è piacevole passeggiare ammirando le vetrine o i tanti artisti di strada che le popolano, camminando per Straedet e per il quartiere latino. Qui ci si imbatte nella celebre Torre circolare, il più antico osservatorio funzionante d’Europa.

Per cena da non perdere è la tipica trattoria locale Schonnemann, che dal 1877 delizia il palato dei danesi con quelli che vengono considerati i migliori (ed anche i più esosi) Smorrebrod della città, ossia le caratteristiche fette di pane nero (di segale, ai cereali, e via discorrendo) condite abbondantemente e coloratamente in superficie, nella maniera più disparata. Noi per due buoni ma miseri Smorrebrod, una bottiglia d’acqua minerale ed un bicchierino di acquavite abbiamo speso la bellezza di 72 !!! Sia a pranzo che a cena sono istituite solo due uniche turnazioni orarie nelle quali ci si può accomodare nel locale per mangiare.

 

 

#DAY 2

Per una rilassante colazione si può optare per Cafè Atelier September, per un’inizio di giornata più goloso invece ci si reca nella pasticceria La Glacè dove è possibile gustare una torta da leccarsi i baffi ed una pregiata tazza di tè fumante.

Prima tappa di questo secondo giorno è l’isola di Slotsholmen, ossia la centralissima isola del Castello, dominata dal Palazzo di Christiansborg, da diversi ministeri, dall’Archivio nazionale, da vari musei ed edifici storici della Borsa, dalla Cancelleria e dalla storica Biblioteca Reale con il suo contemporaneo ampliamento chiamato Diamante Nero. Sul suo perimetro, aldilà del canale, si stagliano il Radhus, ossia il municipio che domina una grande, centralissima e trafficata piazza, il Nationalmuseet, il Radisson Blue Royal Hotel di Arne Jacobsen, la Cubic House.

Un’istituzione (in senso lato) in zona, che manca ancora all’appello, è lo strabiliante Tivoli Park, un fiabesco e affascinante parco dei divertimenti tra i più antichi del mondo, in cui costruzioni eclettiche e visionarie giostre di legno si insinuano tra erba alta e alberi imponenti. Occhio che si paga si l’ingresso ma poi tocca anche pagare per salire sulle singole giostre.

Un quartiere multiculturale, in fermento ed in divenire è Norrebro, dove volti colorati e palazzi colorati pure, con facciate secondarie culla di street art,  fanno da contorno al contemporaneo, colorato e movimentato parco Superkilen, progettato da BIG con i Topotek e con la partecipazione di Superflex.

La cena si ripete in perfetto stile danese da Ol & Brod, con un pasto a base di Smorrebrod ed acquavite, o assume un retrogusto orientale nel buonissimo ristorante vietnamita District Tonkin.

 

 

#DAY 3

La giornata comincia con una profumata colazione da Meyers Bageri per mangiare un’egregia girella alla cannella appena sfornata. La combo perfetta sarebbe quella di accompagnarla con un espresso lungo ma dal sapore intenso, come quello torrefatto e servito da Forloren espresso.

La vena marittima della città è pronta ad accoglierci attraverso isolotti che destano meraviglia, tra elegante architettura contemporanea e case nordiche dal retrogusto portuale, come quelli raggruppati nella zona, sempre centrale e sempre portuale, di Holmen, dove si scorge, da quasi ogni punto di vista, la riflettente e maestosa Opera di Copenhagen, la The Royal Danish Playhouse, che si affaccia sul porto con estrema eleganza.

Nei pressi del porto la pausa pranzo (o aperitivo o spuntino) è d’obbligo farla nel fantastico Copenhagen Street Market che sorge nell’isola Papirøen (“Isola della Carta”, visto che in quest’area si stoccavano i prodotti cartacei arrivati al porto di Copenaghen): un mercato folk, cheap e hipster, fatto di food tracks, di panche e di tavoli di legno, che si pone come un incubatore di prodotti locali e di giovani internazionali. I prezzi sono relativamente contenuti, i cibi e le bevande sono prevalentemente biologici e l’ambiente è improntato su una cultura ecosostenibile che rispetta l’ambiente.

La vena folle della città, invece, si riversa tutta nella comunità di Christiania, nel quartiere di Christianshavn: un quartiere hippy e libertino che si è autoproclamato indipendente, dove tutto sembra esser concesso, dove una comunità alternativa vive in una quasi assoluta libertà, dove si estende indisturbata la “via degli Spacciatori”.

Il tour prosegue sconfinando in una vena di attuale bellezza, buttandosi a capofitto nell’architettura contemporanea di cui è magnanimamente permeata la città, in un tuffo tra edifici residenziali e non di estrema qualità che, con un’efficace ed efficiente cura dei dettagli, nulla lasciano al caso. Tra questi molti si trovano a sud della città, nel quartiere della Brygge Island, come la Copenhagen Harbour Bath e il fronte stante Kavebold Brygge sempre di JDS, leggiadre passerelle sull’acqua che diventano percorsi di sport o di relax, o nel quartiere di Ørestad, una zona nuova e in forte espansione di recente pianificazione ed edificazione, come l’ AC Bella Sky Hotel di 3XN, vestito di bianco, di vetro e di riflessi; la Mountain House di BIG; la VM House di JDS; l’Orestad Plejecenter di JJW, con gli strabilianti cubi colorati; la 8 House di BIG; la Kastrup Sea Bath, una leggiadra passerella panoramica sull’acqua. Per finire, anche se la lista potrebbe continuare per le lunghe, il Den Blå Planet di 3XN, l’acquario più grande d’Europa, e forse anche il più bello, con la sua forma dinamica ed avvolgente.

Per concludere la giornata sempre con un godereccio street food non può mancare un hamburger magari semplice, veloce ed economico da Hamburger Gasoline Grill, una pompa di benzina che smercia anche panini sino ad una certa ora, oppure più costoso ma anche più gustoso da Banski Food and Beer, una sorta di pub australiano dove è possibile mangiare anche carne di canguro.

I palati più esigenti possono prenotare una cena da Noma, famoso ristorante danese con tanta di stella Michelin, dove i prelibati sapori contemporanei della cucina new nordic prendono forma e gusto.

 

 

L’essenza essenziale, il colore intenso di ogni intonaco, i prepotenti tetti a spiovente, le famiglie giovanissime con una numerosa prole al seguito, gli stormi di biciclette e quell’educato suono del silenzio fanno di Copenhagen una città oltre che bellissima anche vivibilissima.

Prendendo un semplice e veloce treno, dalla stazione di Copenhagen attraversando un lungo ponte, in un breve tempo ci si lascia alle spalle la Danimarca e si raggiunge la Svezia, sbarcando nella città di Malmo. Ma questa è tutta un’altra storia.

 

( Per geolocalizzare i luoghi citati, come una buona parte di pasticcerie, pizzerie e ristoranti, visita la pagina del blog MYMAPS )

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