#CRACOVIA E INTORNO AI DINTORNI

La campagna verde, le distese di alberi di mela, le balle di fieno, le abitazioni unifamiliari sparse qua e là dal tetto a spiovente, gli anziani con una sorta di aratro antico alimentato a cavallo, dal meccanismo datato ma altamente ingegneristico, le madonnine floreali collocate ogni tot, l’aria frizzante e pulita, il profumo di tranquillità. Le città piccole e dense di tradizioni, le città grandi e colme di architetture datate e affascinanti, le casette colorate e articolate, le persone che sanno di buono, la vodka che scaccia i pensieri. La Polonia, quella al sud, quella che si estende nei dintorni, anche non immediati, di Cracovia, appare subito così. E appare splendida.

E poi, se è vero che “il cibo è l’inizio del sapere”, per conoscere e comprendere un paese non si può non soffermarsi sui piatti tipici di un popolo, tutti da scoprire e da gustare, in questo caso come il cidro di mele, i famosi pierogi, ossia i ravioli polacchi ripieni di carne, di verdure, di formaggio e di fantasia, il bigos, un saporito spezzatino di carne, spesso misto a crauti stufati e servito in una croccante pagnotta di pane, lo zapiekanki, ossia una metà di un grande filone di pane, tostato ed abbondantemente condito in superficie, i paczki, ossia i krapfen o bombe polacche ripieni nella maniera più disparata, i proziaki, una sorta di pancakes polacchi che hanno un retrogusto di pane e che lievitano grazie al kefir o al latte fermentato e gli Obwarzanek, che sono ciambelle salate, giusto per citarne alcuni.

Ecco pillole di un tour affascinante, e anche economico, nella bellezza meridionale della Polonia. E questo tour non può che partire da Cracovia.

Cracovia, vecchia capitale della Polonia, è una città dinamica che guarda avanti così come guarda indietro, che si rinnova e che, sempre più, si storicizza, popolata come è di gente cosmopolita, di segni indelebili di epoche passate, di tracce tangibili di contemporaneità.

Per immergersi nel centro storico, cuore ovviamente di tutta la città, ci si imbatte inevitabilmente nel parco Planty, una sorta di anello verde che corre tutt’intorno la città vecchia, puntellato dai resti della cinta muraria medioevale e dalla grandezza del Barbacane, una sorta di bastione disseminato da feritoie e sormontato da torrette di avvistamento, che in passato aveva funzione difensiva e che oggi è possibile visitare. Oltrepassando il varco d’ingresso che assume le fattezze della maestosa porta San Floriano, ci si imbatte sulla destra nella bella facciata del museo Czartorsky, un tempo sede dell’esposizione de La dama con l’ermellino e oggi circondata da dipinti e disegni di artisti di strada, e sulla sinistra, costeggiando le antiche mura, nel Teatro di Julius Slowacki, ossia il magnificente teatro dell’opera polacco. Passeggiando per le vie del centro ricche di negozi, si arriva sino al fulcro storico e architettonico della città: la piazza Rynek Glowny, ossia la piazza del mercato, con il portico passante dell’elegante mercato dei tessuti, l’imponente chiesa gotica di S. Maria con le due torri gemelle diverse svettanti verso il cielo, la piccola chiesa di S. Adalberto, relegata in un angolo della piazza e con una decorazione interna della cupola davvero elegante, la possente torre del Municipio. Adiacente a quest’enorme piazza, chiamata anche piazza del grande mercato, che con la sua moltitudine di punti di vista, di scorci magnetici, di suggestioni, è la sintesi più esplicativa della bellezza di questa città, si trova una piazza minuta e discreta, la piazza del piccolo mercato, altrettanto suggestiva nel suo piccolo, raggiungibile passando per la carina plac Mariacki posta a destra della chiesa di S. Maria. Non esitate ad assaggiare uno Obwarzanek, ossia quella sorta di ciambella salata guarnita con sesamo, semi di papavero o formaggio, venduta in uno dei tanti carretti ambulanti disseminati per la città.Proseguendo per le vie principali del centro, scendendo verso sud e passando per la chiesa di S. Barbara, la chiesa di S. Pietro e Paolo e l’elegante via Kanonikza, si giunge al celeberrimo castello di Wawel, situato sull’omonima collina a ridosso del fiume Vistola che, insieme alla complessa Cattedrale, ai giardini ed alla vista panoramica, domina la città con imponenza. Il complesso si può visitare acquistando biglietti separati che consentono un ingresso separato alle differenti parti visitabili del castello, e il numero a disposizione degli ingressi giornalieri è limitato, quindi conviene arrivare in prima mattinata per assicurarsi di acquistare il biglietto di ingresso (su cui è indicato l’orario effettivo in cui bisogna accedere). Costeggiando la cinta muraria del complesso del castello, nello specifico il tratto che lambisce il fiume, ci si imbatte in una grossa scultura in ferro di un drago che sputa realmente fuoco a ritmo cadenzato, per rimembrare una vecchia leggenda che narra che un umile calzolaio sconfisse un drago grazie ad un’astuto stratagemma. Da non perdere, nelle non proprio immediate vicinanze del castello, è il Museo Nazionale, dove si trova in mostra permanente, in una sala tutta sua, il dipinto de La dama con  l’ermellino del nostro Leonardo, altra opera “deportata” all’estero.

Per mangiare pierogi e bigos fatti come Polonia comanda prenotate una cena informale da Czarna Kacka The Black duck, dove l’estrema gentilezza e goliardia del proprietario (che mastica anche un po’ di italiano) vi faranno sentire come a casa; per un pasto più rustico e variegato, che spazia da zuppe, pierogi, hamburger, carne e spiedoni, innaffiati da birra locale, cercate posto tra i tavolini di legno del risto pub Pod Wawelem, nei pressi del castello. Per colazione scegliete una buona brioche locale in una delle tante Cukiernia disseminate per la città.

A pochi minuti dal centro storico, sempre discendendo verso sud, trova luogo il quartiere ebraico di Kazimierz, storico anche esso, pregno come è di storia, di memoria, di sinagoghe, di sprazzi di street art, di sapori di street food e di posti etnici e vintage e hipster dove mangiare un ottimo hummus, per esempio, come il tradizionale Cheder, dove è possibile immergersi in un’atmosfera quasi Israeliana, o il più modaiolo Alchimia, dove tra vintage e riciclo, si respira un’atmosfera multietnica e giovanile. Se si vuole fare una scorpacciata di cibo polacco, sempre nel quartiere ebraico, si possono mangiare ottimi ed economici Zapiekanki nella plac Nowy, dove tra l’altro tutte le domeniche mattina si tiene un mercatino delle pulci, o piatti della tradizione polacca ben fatti nel tipico ristorante Starka. Per un drink o un caffè da sorseggiare all’aperto, o per un pasto veloce e easy, ci pensa Stara Zajezdnia, un ristobar inserito all’interno di un vecchio deposito dei tram di inizio ‘900, con sdraio poste sul piazzale antistante nelle giornate di sole. Affascinanti risultano essere in zona la Basilica del Corpus Christi e plac Wolnica. Eloquente e simbolica è invece la piazza degli eroi, ai margini del quartiere Kazimierz, occupata da 70 grandi sedie in metallo, un’installazione artistica a memoria delle angherie riservate agli ebrei in tempi non troppo lontani proprio in quel luogo, proprio in quel ghetto.

Per focalizzarsi sull’architettura contemporanea, ecco il Malopolski Ogrod Sutzuki, il centro culturale anche conosciuto come giardino dell’arte, con un’incantevole spazio filtro semi coperto, o semi scoperto che dir si voglia, che fa da tramite tra esterno ed interno attraverso eleganti elementi tecnologici ed architettonici; l’ICE ossia l’enorme centro congressi realizzato quasi interamente in vetro ricurvo; il Museo Tadeusz Kantor, ossia la Cricoteka o centro di documentazione artistica, un’enorme edificio contemporaneo che con una leggerezza rarefatta sormonta edifici preesistenti, nei pressi del quale è possibile godere di un’ottima vista panoramica sulle sponde del fiume, oltre che mangiare un’ottimo gelato da Good Lood; il MOCAK, ossia il museo di arte contemporanea polacca, essenziale ed elegante con il ritmo timido e triangolare del suo tetto, collocato in un’area post industriale che si sta rinnovando, nei pressi della vecchia fabbrica Schindler, oggi divenuta un museo della memoria grazie alla celebrità raggiunta dopo l’uscita del film di Spielberg Schindler’s List, ivi ambientato, e all’importanza storica della magnanimità del suo fondatore che salvò molti ebrei assumendoli in fabbrica.

Per spingersi ben oltre il centro di Cracovia, può essere uno spunto visitare le chiese in legno del quartiere socialista ed operaio di Nowa Huta, la più vecchia delle quali è la chiesa di S. Bartolomeo, dove non esistono chiodi ma solo solidi incastri. Tappa di passaggio il Museo dell’Aviazione polacca.

Per alloggiare a ridosso del centro storico, facilmente raggiungibile a piedi, vi consiglio l’hotel di nuova apertura Avena by Artery Hotels, dove design caldo e confortevole, posizione favorevole, staff gentile e colazione deliziosa, sono pronti a darvi un caloroso benvenuto nella città.

Lasciandoci alle spalle questa bellissima città per provare ad esplorarne l’intorno, le suggestive miniere di sale Wieliczka sono una delle tappe più gettonate nei dintorni di Cracovia, così come Auschwitz e la vasta concentrazione dei tanto maledetti campi di concentramento, che io ho deciso di tralasciare durante quest’incursione in Polonia, per prediligere luoghi meno turistici ma, a mio avviso, più suggestivi, come il villaggio di Zalipie.

Zalipie è, appunto, un piccolo villaggio vicino Tarnow, a circa un’ora e trenta da Cracovia, raggiungibile comodamente in auto (magari noleggiata) e meno comodamente con i ridotti collegamenti autobus da Tarnow, famoso per le sue case piccole e colorate, decorate da dipinti floreali fatti a mano. Qui il tempo sembra essersi fermato e la generosa quantità di colore sembra evocare posti quasi esotici che ricordano il sud del mondo, piuttosto che il sud della Polonia. In questo brano di campagna polacca, un tempo non troppo lontano, le casalinghe locali, per ovviare alle macchie scure di fuliggine che a partire dalle stufe si trasferivano sulle pareti, iniziarono a dipingere colorati motivi floreali che celassero tali macchie, rendendo, quasi senza volerlo, le proprie case delle vere e proprie opere d’arte. L’artista più eclettica del paese fu Felicja Curylo, nata al sorgere del ‘900, alla quale è stato dedicato un museo all’interno della propria casa. Questa tradizione, nata da un’esigenza, si perpetua e si protrae sino ai giorni nostri. Splendore e suggestione, stupore e meraviglia, sono parole riduttive per descrivere le sensazioni suscitate da questo luogo.

Restando a sud ma proseguendo verso est, merita una tappa Sandomierz, anche detta da molti local “la piccola Cracovia”, una cittadina a dimensione d’uomo di poco più di 20.000 abitanti, che dista un paio d’ore abbondanti da Cracovia e che è connotata da un centro storico piccolo ma davvero notevole, circoscritto dalle acque del fiume Vistola.

La bellissima e complessa chiesa di San Michele, che lambisce il centro storico, la torre Opatowska, un trionfale varco d’ingresso nella città storica, su cui si può salire per ammirare il panorama della città dall’alto, la bellissima via con la scultura in ferro che sfida la forza di gravità, la piazzetta con il mercato, la casa Olesnickich con il suo piccolo portico, la piazza principale con le deliziose e tenui casette, che espone nel suo centro il municipio con la torre svettante ed un’altra scultura in ferro che rappresenta un’ancora, sfidante anch’essa la forza di gravità, il percorso turistico sotterraneo lungo ben mezzo chilometro, la casa Dulgosz, edificio gotico creato per i sacerdoti missionari e oggi sede del museo diocesano, il Collegium Gostomianum, una delle più antiche scuole superiori della Polonia risalente al XVII secolo, la cattedrale con delle decorazioni interne davvero strabilianti, la torre campanaria, il castello, la rustica chiesa di San Paolo, i parchi e il verde sbarazzino accanto al fiume Vistola, il lungo fiume così pacifico.

A colazione non si può non bere un caffè sbarazzino da Cafè Malo, un caffè classico vista piazza da Kordegarda, mangiare un mega bubble waffle, sempre vista piazza,  da Niespodzianka; a pranzo una zuppa fatta come tradizione comanda o degli enormi pierogi con un impasto fatto di pane nella tipica panetteria W starej Piekarni, dove dire che si mangia bene è più che riduttivo, o uno zapiekanki davvero grande da Zapiekanki Sandomierskia; a cena pietanze gourmet a base di carne nel ristorante Willa Pod Brama, o un hamburger eccelso da Lapidarium o da Bistro Podwale, dove sono eccelse anche le insalatone.

Un’ottima accomodation a circa un quarto d’ora a piedi dal centro storico e l’hotel Maly Rzym, con tanta di piscina, centro benessere, colazione a buffet super abbondante, ristorante niente male e prezzi abbordabili.

Esattamente a mezz’ora di auto da Sandomierz si trova un luogo davvero suggestivo e poco battuto dai turisti che vale la pena visitare. E’ il Krzyztopor di Ujazd, un rudere, o meglio un meraviglioso e mastodontico rudere, di un grandissimo castello a pianta pentagonale, che ricorda vagamente quella di Castel del Monte, fatto costruire intorno al lontano 1600 da un nobile locale, semi-distrutto durante l’invasione svedese poco dopo la fine della sua costruzione ed ulteriormente danneggiato nel ‘700 durante una guerra con i russi. Quel che resta di questa costruzione è seducente, e l’eloquente stato di rovina ha contribuito a renderlo ancor più attraente. Pagando un biglietto d’ingresso davvero irrisorio è possibile percorre i meandri di questo enorme edificio: gli esterni, gli interni, gli intorni; i piani alti, i piani bassi, i sotterranei. E l’incedere ricorda un vecchio labirinto fatto di pietre decadenti, in cui si rischia di perdersi pur di provare l’emozione e lo sgomento che un rudere è in grado di suscitare.

 

( Per geolocalizzare i luoghi citati, come una buona parte di pasticcerie, pizzerie e ristoranti, visita la pagina del blog MYMAPS )

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