#ROCCHETTAMATTEI: UN WEEKEND ECLETTICO

Tra i colli bolognesi, aggrappata a quel verde mozzafiato che caratterizza i dintorni del capoluogo emiliano, si erige in tutto il suo stupefacente splendore la Rocchetta Mattei, un’architettura eclettica che lascia di stucco per la sua estrema particolarità.

Situata nel comune di Grizzana Morandi, altro non è che un magnificente castello arroccato composto da una commistione di stili, di influenze, di ispirazioni che la rendono unica nel suo genere. Una vera e propria dimora fiabesca che fa da sfondo ad un susseguirsi di vicende intriganti che hanno il sapore di una favola. Nel 1850 il Conte Cesare Mattei diede il via ai lavori per la costruzione della Rocchetta sui resti di una rocca medioevale, prediligendo uno stile eclettico che mixa fattezze antropomorfe, architetture fitomorfe che ricalcano la natura, scenari già visti in altri luoghi, come Cordoba per esempio, dal sapore un po’ arabo, un po’ orientale, un po’ italiano, che spazia dallo stile moresco a quello liberty.

Un cortile che funge da androne dal sapore arabeggiante, sale di rappresentanza suadenti, scalinate imponenti, pareti colorate, porte strampalate, soffitti dipinti, svettanti torri geometriche, spazi aperti che emulano il paesaggio, percorsi intricati che creano punti di vista privilegiati, contribuiscono a rendere l’atmosfera ancora più magica.

Ma il vero fiore all’occhiello della Rocchetta è la cappella dove le illusioni ottiche sono le protagoniste di uno scenario avvolgente che ammalia e destabilizza: archi e volte dipinte a strisce bianche e nere che ricordano la Mezquita di Cordoba e colonne riccamente decorate, che sono in verità dipinte, sono così scenografiche e coinvolgenti che sembra quasi di camminare in un quadro di Escher. 

La Rocchetta divenne famosa grazie alla pratica ivi diffusa dell’elletromeopatia, una sorta di medicina alternativa promulgata dal Conte Mattei e conosciuta in tutto il mondo. Il figlioccio Mario Venturoli, successore del Conte, prosegue sulla scia del suo predecessore, sino alla vendita della Rocchetta negli anni ‘50 a Primo Stefanelli detto il Mercantone, che la portò in rovina, con commistioni e superfetazioni che ne snaturarono il suo aspetto originario.

Abbandonata per anni, acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Bologna, ritorna in auge dal 2015, dopo un accurato restauro non ancora concluso. Negli anni è stata comunque sede di molti set cinematografici.

Occhio che è aperta al pubblico solo durante il weekend e che bisogna prenotare la visita guidata sul loro sito con un po’ di anticipo. Il costo è di 10€ a persona e il percorso guidato dura circa un’ora, un’ora intensa e densa di bellezza sorprendente.

Un posto ameno e uno spazio atemporale che ho scoperto solo di recente, ma che, da quando sono venuta a conoscenza dell’esistenza di un luogo del genere, non ho potuto far altro che desiderare di visitarlo al più presto. E così è stato, e ne è valsa la pena.


Il paesaggio che la circonda merita un occhio di riguardo per la sua conformazione fatta di soffici colline e vegetazione rigogliosa. Da non perdere una sosta rifocillante presso l’Agriturismo Le Piane, un luogo vintage, autentico, storicizzato e bellissimo, per immergersi nella filosofia agricola del luogo e per assaporare piatti della tradizione locale preparati come se fossero fatti in casa [ che poi, in realtà, lo sono ], e un salto a Borgo La Scola per ammirare un paesino piccolo piccolo d’altri tempi.


L’Italia andrebbe visitata in lungo e largo, lasciandosi stupire dalla sua bellezza più intima; da quei posti meno noti ma non per questo meno belli, anzi; da quei luoghi che come un scrigno vengono custoditi e preservati. 
In questo periodo come non mai.
Perché un’estate di vacanze italiane non può che fare bene, a noi e al nostro Paese.

 

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