#TOKYO: DOVE LA REALTA’ SUPERA L’IMMAGINAZIONE

Tokyo è una città dove la realtà supera l’immaginazione, dove il passato è ancora presente, dove il futuro è già presente. Tokyo è una città fatta di intrecci, di contrasti, di perfette imperfezioni, di tradizioni millenarie, di pluralità corali, di lodevole educazione, di cotanta meraviglia. Tokyo è un mosaico urbano fatto di tasselli urbanizzati e differenziati, di tracce di storia e di un profuso sentore di contemporaneità.

Tokyo ti fa fin da subito sospirare il cuore, tra contrasti degradanti e geometrie eleganti, tra fascino sconcertante e pluralità emozionanti.

Tokyo è una megalopoli suddivisa in 23 quartieri, occupa una superficie ampia nella quale si concentrano la bellezza di circa 15 milioni di abitanti, senza considerare il flusso sempre più crescente di turisti. Di primo acchito pare alquanto difficile districarsi tra la fitta trama dei suoi viali, tra l’intreccio ingarbugliato delle sue 13 linee della metropolitana, tra il numero smisurato dei piani dei suoi palazzi, eppure con un minimo di studio, un po’ di attenzione e tanta pazienza, si riesce a muoversi tranquillamente in questa immensa area urbanizzata.

Tutte le informazioni utili per organizzarsi ed attrezzarsi prima, e anche dopo, la partenza alla scoperta di quella terra meravigliosa che si chiama Giappone le trovate qui.

Ecco invece cosa vedere, fare, assaggiare nella magnifica foresta urbana della città di Tokyo, la mitica e sorprendente capitale giapponese:

#DAY1

Atterrati all’aeroporto di Narita, l’unico aeroporto internazionale della città, per raggiungere il centro di Tokyo ci stanno vari modi, come il treno Narita Express sino alla stazione di Shibuya, il treno Skyliner sino alla stazione di Ueno (sul quale vale il Japan Rail Pass qualora lo aveste acquistato), il Limousine bus che fa varie fermate in centro. Le fermate dei mezzi di superficie che dall’aeroporto conducono in centro sono servite da varie linee metro, tramite cui è sicuramente possibile raggiungere il proprio alloggio. Tokyo è ben collegata con i mezzi pubblici, con le sue numerevoli linee metro e i suoi bus, puntuali ed efficienti. Se volete girarla con comodità e velocità, prediligendo l’utilizzo della metropolitana, potrete acquistare la 48 hour Metro Card al prezzo di 1200 ¥, circa 10 €, presso le numerose macchinette automatiche o nel punto informativo delle Keisei- Eletric Railway sito all’aeroporto o in molte stazioni metro di Tokyo. 

Gli hotel a Tokyo sono mediamente costosi, se non vengono prenotati con largo anticipo, e le camere hanno dimensioni contenute. Un hotel efficiente, minuto, dotato di tutti i comfort e dal prezzo contenuto è il Super Hotel Lohas Akasaka a Minato-ku, nel cuore di Akasaka, in un’area piuttosto centrale piena di locali e di vitalità, servita da varie linee metro: le camere sono piccole ma confortevoli, la colazione variegata, l’onsen (le famose terme giapponesi) a disposizione gratuitamente nella struttura, la lavanderia self-service davvero economica.

Mollate le valigie, bevuto un caffè per cercare di scacciar via i possibili traumi da jet-leag (da cui io, sia ben chiaro, sono sempre stata immune), indossate le scarpe più comode che si posseggono, si è pronti a partire in avanscoperta di questa immensa e densa città che è Tokyo, cercando di coglierne il senso più astruso e, quindi, più vero.

• AKASAKA

Non eccessivamente turistico e piuttosto frequentato da autoctoni, il quartiere di Akasaka si mostra con una facciata contemporanea fatta di viali grandi ed ordinati e di palazzoni in acciaio e vetro dietro cui si celano viuzze intime e discrete fatte di tradizione storica, di disordine dinamico, di vociferare discreto e di profuso odore di cibo. Da non perdere il santuario scintoista Hie Shrine, nascosto come uno scrigno dal verde intorno ai grattacieli svettanti e all’asfalto grigio della metropoli. Piccolo e colorato, invita al raccoglimento già dall’incedere in salita del suo tunnel di torii (i sottili portali rossi che precedono l’ingresso ad un santuario shinto). Quello che osserviamo oggi è una fedele ricostruzione post-bellica, come gran parte del patrimonio storico giapponese.

• ROPPONGI

Nel movimentato quartiere di Roppongi, culla della vita notturna della capitale giapponese, è possibile ammirare: la famosa scultura Maman alias Ragno di Roppongi, una scultura in ferro e bronzo fatta dall’artista Louise Bourgeois (come quella di Bilbao in Spagna); l’intricato sviluppo contemporaneo delle Roppongi Hills, una sorta di minicittà nella città, a sfondo prevalentemente commerciale; la Mori Tower, dove è possibile salire per godere di una super vista, e la Forest Tower, entrambe progettate da Cesar Pelli; la vista sulla Tokyo Tower, nota per esser una riproduzione più o meno fedele della Torre Eiffel; il National Art Center; il Design Sight di Tadao Ando;  il Waketokuyama Restaurant progettato da Kengo Kuma; il Boisoin Temple sempre di Kengo Kuma.

Come cena degli ottimi okonomiyaki (frittatine tipiche giapponesi) grigliati su di una mega piastra a vista si possono gustare da Maruyoshi, tra le vie caratteristiche di Akasaka; mentre un ramen (brodo ricco e saporito con spaghetti, carne, uova e verdure) buono ed economico si può divorare con comoda velocità nella famosa catena di ristoranti Ippudo, nel bel mezzo di Roppongi. Io vi avviso: il primo ramen non si scorda mai!

 

 

 

#DAY2

• HARAJUKU

La zona di Harajuku è caratterizzata da stravaganza e memoria. A dominarla con discrezione è lo Yoyogi Park con il Santuario Meiji Jingu posto nel suo bel mezzo, uno tra i più celebri santuari shintoisti della città, immerso nel verde confortevole del parco e dedicato all’imperatore Meiji e all’imperatrice Shoken, che regnarono tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, trasformando il paese da uno stato feudale a una nazione moderna. Fu costruito nel 1920 ma fu distrutto da uno dei tanti raid aerei della seconda guerra mondiale, come molte altre costruzioni nipponiche. Fu riedificato nel 1958. L’accesso al santuario è sancito da diversi portali in legno, i torii, il più grande dei quali è collocato all’ingresso del parco, è realizzato in legno di cipresso ed è alto ben 12 metri. A pochi passi dal parco si trova lo storico Centro Sportivo di Yoyogi (Yoyogi National Stadium) progettato da Kenzo Tange ed attualmente in fase di ristrutturazione. Ma l’emblema per eccellenza della zona è, indubbiamente, la sempre affollata Takeshita Dori, la strampalata via dello shopping stravagante e sfrenato, dove è possibile acquistare capi di abbigliamento bizzarri, oggettistica d’effetto e cibo gustoso e colorato. Non distante si trova la tranquilla Cat Street, frequentata da giovani hipster orientali e presieduta da negozietti di nicchia. Su una delle arterie stradali principali, perimetrata da edifici svettanti, si trova invece l’ ex Audi Forum, anche detto Iceberg, per la sua forma che pare evocare un prisma di ghiaccio.

• OMOTESANDO

La zona di Omotesando si configura come un susseguirsi imperterrito di negozi, di bar e ristoranti, di gallerie d’arte come quella alternativa, inusuale e ad ingresso libero della Design Festa, una galleria d’arte che espone opere di artisti giovani ed emergenti, e come quella più nota della Collezione di Tadao Ando. Le mete  imprescindibili dello shopping sono invece il celeberrimo centro commerciale dall’aspetto futuristico Tokyu Platza, il negozio per bimbi e dintorni Kiddyland, la bottega di oggettistica orientale Oriental Bazar; il negozio Tod’s by Toyo Ito; la boutique di Dior by SANAA; il Gyre progettato da MVRDV; il Coach di OMA; il negozio Louis Vuitton progettato da Jun Aoki; One Omotesando di Kengo Kuma; il complesso commerciale di Omotesando Hills di Tadao Ando.

• AOYAMA

L’area che riguarda Aoyama è un’altra e alta zona dello shopping che si identifica con i validi e contemporanei edifici che ospitano le produzioni delle principali case di moda in esempi convincenti di architetture di qualità, come l’edificio di Prada progettato da Herzog & De Meuron, il Jasmac Aoyama di Aldo Rossi, ecc. Qui le boutique, e non solo, si vestono di architettura contemporanea che stupisce. Tra queste si adagia un elemento di spicco culturale, il Nezu Museum di Kengo Kuma, dove è possibile respirare un’atmosfera tradizionale giapponese che trasuda contemporaneità, tra l’esposizione di collezione di antichità giapponesi, cinesi e coreane e l’aspetto attuale dell’edificio che coniuga l’antica tradizione locale e la pratica architettonica contemporanea, in un connubio piacevole che desta stupore e approvazione.

Per pranzo imperdibile è Tonkatsu Maisen per gustare uno dei migliori tonkatsu (cotoletta di maiale fritta con panatura croccante). Il tonkatsu è un piatto tipico giapponese che molto si avvicina alla tradizione europea, a base di una cotoletta di manzo o maiale con panatura croccante e condimenti assortiti. Unto, bisunto e ottimo! Se invece si brama ancora del ramen, questo, in una forma molto cremosa ed eloquente, viene servito da Konjiku Hototogisu.

• SHIBUYA

Luci, voci, intensità: è questo il riassunto del celeberrimo quartiere di Shibuya, uno  dei più movimentati, colorati e frequentati della città, dove gli alti edifici sono quasi completamente rivestiti da avvolgenti insegne luminose, dove orde di esseri umani sono sempre in transito per le sue strade affollate, dove si può fare shopping sfrenato e compulsivo tra i tanti negozi internazionali ivi ospitati. Prima di partire alla sua scoperta, ci vuole proprio un caffè dal potere rigenerante, come quello servito da Fuglen Cafe. Dopo si è pronti ad esplorare il quartiere partendo dal famoso incrocio di Shibuya, un gigantesco attraversamento pedonale che trafigge il cuore di Tokyo, dominato da strisce pedonali eclettiche, sovrastato da alti grattacieli e padroneggiato dalla famosa statua del cane Hachiko. Hachiko fu un cane di razza Akita famoso per la sua immensa fedeltà al proprio padrone, che lo spinse ad attenderlo nello stesso luogo per anni, anche dopo la sua scomparsa. Da qui si imbocca la Center Gai, la grande arteria pedonale centrale, strabordante di negozi, di ristoranti, di discoteche, di animal cafè e di negozi con macchinette automatiche per la pesca e vincita di oggetti, come peluche. Tappa turistica è il famoso negozio Purikura No Mecca, dove in una serie di cabine fotografiche, simili alle nostre cabine per fototessera, si scattano foto in sequenza che è possibile arricchire con sfondi e decorazioni a scelta per personalizzare ogni scatto. Da non perdere in zona l’estensione della stazione di Shibuya fatta su progetto di Tadao Ando; ilcentro commerciale Shibuya 109; la miriade di negozi e di prorompenti catene giapponesi come Uniqlo, Meji, Daiso, Tokyu Hands, Shiseido, Apple StoreItoya.

Per cena tappa culinaria degna di nota è Han No Daidokoro KadochicaShibuya, per gustare la pregiata carne di manzo wagyu, meglio nota come manzo kobe, un pregiatissimo e specialissimo tipo di carne giapponese marmorizzata, molto tenera e saporita. Se invece si ha un’irrefrenabile voglia di sushi, si può egregiamente cenare da Ougi Sushi.

 

 

 

#DAY3

• ASAKUSA

Asakusa è un quartiere letteralmente magnetico dove domina la storia, regalando suggestive emozioni, seppur sia contornata da una forte contemporaneità. Qui a primeggiare in fatto di bellezza sono il Tempio di Sensoji, il tempio più antico di Tokyo risalente al 628 d.C., e la Porta del Tuono che, con magnificienza, lo precede. Avanzare lentamente dalla maestosa Porta del Tuono sino all’incantevole facciata del Tempio di Sensoji, affiancata da una grande e bellissima Pagoda di Asakusa e circondata da una serie di altri edifici di culto immersi nel verde, permette di fare un tuffo a capofitto nella storia per respirare l’atmosfera della Tokyo di un tempo che, qui, profuma d’incenso e di yakitori alla brace. Una delle esperienze più emozionanti e coinvolgenti da vivere nell’immensità di Tokyo, almeno per quel che mi riguarda.

Percorrendo le suggestive vie di Kappabashi Dori e di Nakamisa Dori, si raggiunge, passando per il Taito-ku Asakusa Culture Tourist Information Center progettato da Kengo Kuma e oltrepassando il ponte, l’Asahi Super Dry Hall, ossia l’Asahi Beer Headquarter, partorito dall’estro di Philippe Starck e sormontato dal ciuffo dorato che evoca la spumeggiante schiuma della birra Asahi, chiamato “cacca d’oro” dagli abitanti di Tokyo. Adagiato sulla sponda del fiume Sumidagawaospita al suo interno, al ventitresimo piano, un ristorante ed una birreria con vista panoramica sul fiume Sumida e su buona parte del quartiere Asakusa. Da qui si intravede, in tutta la sua splendida elevazione, la Tokyo Sky Tree di Tadao Ando, progettata insieme allo scultore Kiichi Sumikawa, alta la bellezza di 634 metri, sulla quale è possibile inerpicarsi tramite un veloce ascensore a pagamento.

Per un pranzo in zona a base di ottimi soba ci si reca indubbiamente da Namiki Yabusoba.

• RYOGOKU

Addentrarsi nel quartiere Ryogoku, lungo il fiume Sumida, alla ricerca di qualche lottatore di sumo, più o meno famoso, in procinto di combattere nel vicino stadio di sumo Kokugikan, è una tra le cose più interessanti e meno turistiche da fare in città. Qui l’aria è più giapponese che mai, i turisti sono assenti e ci si imbatte in gente del posto intenta a svolgere le proprie faccende quotidiane, oltre che nei corpulenti lottatori di sumo. È inoltre possibile mangiare il chanko, il pasto iper-calorico che i lottatori divorano prima di una sfida. Solo per stomaci forti!

• UENO

A fare da padrone nel quartiere di Ueno è sicuramente l’immenso e immensamente bellissimo Parco di Ueno, denso di verde, di prati, di alberi, di santuari sparsi qua e là e cosparsi di sacralità, di musei, di gente. Qui si trova uno zoo, il National Museum of Western Art di Le Corbusier, il famoso Museo Nazionale di Tokyo e una deliziosa antica Pagoda in legno nascosta tra gli alberi e i santuari circostanti. Il vicino mercato Ameya Yococho, travolge con il suo folklore orientale. Natura e architettura corroboranti, invece, affascinano nel carismatico santuario di Nezu, circondato da un giardino allegro e colorato contenente un percorso di torii rossi e vivaci. bighellonare tra le carismatiche strade strabordanti storia e decorate da fili elettrici nell’antico quartiere di Yanaka Ginza, dove il tempo pare essersi fermato agli anni ’50. Perdetevi nel cuore della parte più storica di Tokyo, che poi è forse la più antica e la più autentica. Camminate lungo la trama fitta di strade strette costeggiate da costruzioni tipiche in legno, da botteghe artigiane, da bancarelle invitanti colme di cibo da strada di ogni tipo, come takoyaky gonfie e saporite e, ovviamente, yakitori di vari gusti.

• AKIHABARA

Akihabara, un quartiere goliardico dominato dai generi di elettronica e dai Manga in tutte le loro forme: tappa obbligata è sorseggiare una bevanda calorica in uno dei tanti Maid Cafè, i caffè a tema di Tokyo, come il famoso @Home Cafè. I negozi più disparati vendono maschere di bellezza per il viso e non solo, come Big Camera, specializzato in apparecchi e strumenti elettronici di ogni tipo. Un santuario da non perdere assolutamente qui in zona è, certamente, il Kanda Myojin: nel bel mezzo di palazzoni alti e moderni, si schiude questo complesso datato e affascinante, dai colori accesi ed intriganti, che risale al lontano 730 ma che in realtà è stato ricostruito dopo incendi e terremoti. Pare che visitarlo porti fortuna negli affari. Il maestoso portale di ingresso che lo precede, pervaso da un rosso scintillante, anticipa la bellezza che si svela nell’edificio principale, una volta varcato l’accesso. E’ da ammettere che i portali di ingresso ai templi sono spesso più affascinanti dei templi stessi.

Se si è sopraffatti da un certo languorino potrebbe essere risolutivo assaggiare i famosi ramen con tanto tanto aglio da Kyushu Jangaka.

• SHINJUKU

La realtà supera ogni forma di immaginazione possibile in una città che sfiora ogni cognizione di assurdità, come accade nell’assurdo quartiere luminoso e strabiliante di Shinjuku. Ma prima di inoltrarsi tra le bizzarrie più intime di quest’area strabiliante, tocca ammirare il Tokyo Metropolitan Government Office, progettato da Kenzo Tange, sulla cui terrazza è possibile godere di un’egregia vista panoramica in maniera del tutto gratuita; la Tokyo Cocoon Tower, sempre di Kenzo Tange; l’estetismo naturale, lodevole e rilassante del Gyogen National Garden. Da qui ci si dirige verso il fulcro più movimentato di Shinjuku, il Kabuki-cho, il caratteristico quartiere della vita notturna che non dorme mai e che è in parte a luci rosse, con le sue luci a neon, i pachinko (sale slot) e i locali dove fare baldoria sino a tarda notte come la famosa e gigantesca sala giochi Humax. Ai margini di questo limbo goliardico si trova, insieme ad una sfilza di negozi, il centro commerciale Isetan con la sua pazzesca Food Hall, dove è possibile saziarsi anche solo con lo sguardo ammirando le stupefacenti golosie culinarie qui preparate, esibite e vendute.

Per una cena tipica, veloce e suggestiva, non si può non soffermarsi nell’area della Golden Gai, dove il cibo è il protagonista indiscusso tra gli affollati locali di Omoide Yokocho, la celeberrima “via della griglia”, nonchè la strada più appetitosa di Tokyo, dove tutto ciò che è commestibile viene platealmente grigliato. Aria intrisa di fumo e densa di profumo intenso di barbecue, di luci colorate e articolate, di yakitori pronti ad essere divorati: è questa l’essenza dello street food di Tokyo nel cuore di Shinjuku, in un barlume di autentica antichità tra i palazzoni rivestiti da enormi insegne luminose.

Tappa obbligata, se avete tempo, per ogni architetto che si rispetti è la celebre Courtain Wall House di Shigeru Ban, poco lontano da Shinjuku.

 

 

 

#DAY4

• ODAIBA

La zona di Odaiba è la pancia dell’area della Baia di Tokyo, un’isola artificiale dove il divertimento la fa da padrone e dove è possibile godere della miglior vista sul Rainbow Bridge, ammirare una copia della statua della libertà, visitare il variegato centro commerciale Venus Fort, vedere la Tokyo Fashion Town e la Fuji Tv Building di Kenzo Tange, imbattersi in una gigantografia statuaria dell’emblema dei cartoni animati manga noto come il robot Gondam.

• TSUKUJI

Tsukuji è l’area dove per anni si trovava la sede del celeberrimo Mercato Ittico di Tsukuji, dove dalle prime luci dell’alba sino al calar del sole era possibile districarsi tra i banchi del pesce fresco appena pescato in vendita e dove era possibile gustare, dalla colazione al pranzo sino alla merenda, il sushi più buono di tutta la città da Isonoya, da Sushi Dai o da Daiwa, dopo una doverosa fila di rito. Oggi una buona parte di tutto ciò è stata trasferita, da novembre 2018, nel nuovo Mercato Ittico di Toyosu, in una struttura industriale contemporanea che si affaccia sulla Baia di Tokyo. Poco resta dell’atmosfera rustica del vecchio mercato, essendo il tutto stato convertito in una sorta di museo turistico dove la parte del vero mercato può essere solo osservata tramite ampie vetrate. Se si vuole assistere, osservando attraverso il vetro, all’asta del tonno e alla vendita del pescato del giorno, bisogna recarsi a Toyosu la mattina presto, quando l’atmosfera è calda e folkloristica. Non preoccupatevi: i ristoranti di sushi collocati al suo interno sono attivi già dalle prime luci dell’alba, per dare l’opportunità di fare una colazione a base di pesce fresco. A Tsukuji resta ancora quell’atmosfera un po’ datata dall’aspetto trasandato con piccole e caratteristiche baracche e bancarelle atte a vendere pesce fresco e street food.

Per pranzo non indugiate dinanzi ad un ristorante di sushi nel Mercato di Toyosu: armatevi di pazienza, mettetevi a fare la lunga fila in uno dei tanti piccoli ristorantini che servono sushi e sashimi freschissimi e privi di fronzoli e preparatevi ad assaporare i nigiri migliori della vostra vita. Sushi Dai è quello più ambito.

• GINZA

Il quartiere più inn e più chic della città è certamente quello di Ginza. E’ qui che il lusso raffinato e pacato si esibisce, in un susseguirsi di boutique di alta moda, di luxury brand accattivanti, di cocktail bar raffinati e di egregi ristoranti di sushi, tra la via principale Chuo-dori e la via Namiki-dori. Le strade sono costeggiate da colossi architettonici di rango elevato, edifici di importanti marchi d’alta moda progettati da importanti architetti, come il Mikimoto di Toyo Ito, il negozio Swatch di Shigeru Ban, la boutique Hermes di Renzo Piano, il Sony Bulding. Insomma, una vera e propria passerella in bilico tra il fashion design che va di moda oggi e l’architettura contemporanea dei giorni nostri. Tra le tante boutique spicca per classicismo l’edificio del teatro Kabuki-za, il luogo celebrativo del teatro tipico giapponese per eccellenza. Poco distante dalle vie dello shopping si trova il famoso Nagakin Capsule Tower, progettato da Kisho Kurokawa, con la sua facciata seriale e modulare suddivisa in varie capsule nelle quali sono contenute unità abitative, ad oggi in fase di ristrutturazione.

• CHYODA

Il quartiere di Chyoda è un quartiere prettamente di rappresentanza, costituito come è da edifici istituzionali ed uffici. Qui si trovano il Palazzo Imperiale di Tokyo, residenza ufficiale dell’imperatore, con i suoi ampli giardini ordinati e colorati; la Nihon University Casals Hall, una lodevole sala concerti progettata dal neo Pritzker Arata Isozaki; il colosso vetrato del Tokyo International Forum di Rafael Vinoly Architects. Ma è la Tokyo Station a dare spettacolo, la stazione principale della città strabordante di intricati sbocchi come quello interrato che sfocia in Ramen Street, un corridoio colmo di piccoli ristoranti che servono ottimo ramen all’interno della stazione. E’ inoltre colma di negozi che vendono bento box, belli da vedere e buoni da mangiare, da acquistare per poi divorare su uno shinkansen in corsa. Tutti i viaggiatori, appena si accomodano sul treno, iniziano a mangiare voracemente il loro bento, che altro non è che una lunch box tipica giapponese, colorata e saporita.

Per cena districativi tra la trama intricata dei corridoi su più livelli della stazione di Tokyo per scegliere tra uno dei tanti ristoranti in cui accomodarsi a gustare un’ottima cena giapponese. Le stazioni in Giappone sono luoghi prediletti per consumare degli ottimi pasti tipici, a tutte le ore.

 

 

 

#DAY5

Tra i vari paesi degni di nota nei dintorni di Tokyo, da visitare in giornata, spiccano per fama Nikko, Kamakura e Narita. Narita è probabilmente la città più comoda da visitare, essendo il punto di arrivo e di partenza di un viaggio a Tokyo, sede qual è dell’aeroporto internazionale. Piccola e tradizionale, ospita un complesso templare buddhista davvero grande e suggestivo, il Narita-San, dedicato al Dio del fuoco. L’enorme lanterna collocata nel bel mezzo del maestoso portale d’ingresso prepara i visitatori allo spettacolo che si presenta una volta varcata la soglia in salita. Qui vari templi e una svettante pagoda multicolor ammaliano con un fascino indiscreto. Nell’intera città di Narita pare che il tempo si sia stoppato, preservando la sua verve storica che tanto la rende fascinosa.

Per una pausa calorica ci si può recare da Sumibino Uttori per abbuffarsi di yakitori in una izakaya chiassosa e divertente dove la griglia è sempre desta, per una pausa alcolica ci si può accomodare nel grande e dinamico pub The Burge Inn, frequentato dai turisti di passaggio e dalla gente del posto.

 

 

 

Tokyo ti avvolge, ti coinvolge e ti sconvolge con il suo fascino trascendentale, indiscreto  e ammaliante, che esula da ogni possibile forma di immaginazione. Questa stupefacente città esercita una sorta di magnetismo eclettico che è alquanto impossibile descrivere a parole, in grado di creare entusiasmo, fomentare stupore, sviluppare nostalgia.

( Per geolocalizzare i luoghi citati, come una buona parte di attrazioni e ristoranti, visita la pagina del blog MYMAPS )

Ecco la canzone ricordo del viaggio, del mio viaggio:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...