#YOGA CHE TI PASSA

Brancolando nella frenetica routine quotidiana, ci carichiamo, talvolta anche inconsapevolmente, di stress. Sopraffatti da impegni, estenuati da responsabilità, bombardati da rumori, ci dimentichiamo spesso di prenderci cura di noi stessi, considerando addirittura l’attenzione al proprio Io una perdita di tempo.

Tutto questo caravan di tensione emotiva si riversa nel nostro corpo, appesantendo i nostri muscoli ed i nostri nervi, già frastornati dalle scorrette posizioni che assumiamo durante l’arco della giornata, succubi come siamo delle posture sbagliate figlie dell’era digitale in cui viviamo.

Per staccare temporaneamente la spina ed immergerci in un’atmosfera pacata e rilassata seppur per un lasso di tempo determinato (e meritato), non ci resta che praticare del buono e sano yoga.

I comprovati ed indiscussi benefici dello yoga sono scientificamente provati ed ormai noti quasi a tutti. Ciò che stenta a promulgarsi è che questa antica disciplina non è né una religione né uno sport, ma è molto altro.

Dinamico e meditativo, considerato una pratica e non uno sport, è una vera e propria disciplina da praticare con costanza, per poter cogliere i frutti del proprio lavoro e del proprio impegno, apprezzando le graduali migliorie che col tempo verranno.

Questa antica filosofia millenaria nata nella lontana India fonda i suoi precetti su di una serie di norme comportamentali che dovrebbero, in teoria, accompagnare la pratica, sino a divenire un vero e proprio stile di vita.

Facile a dirsi, difficile a farsi.

La costanza è infatti alla base di ogni buona pratica che si rispetti, ed una pratica è degna di essere chiamata tale quando la forza di volontà scandisce con ordinaria frequenza il nostro agire.

Il famoso detto antico “Mens sana in corpore sano” trova nello yoga una plateale applicazione ed una tangibile espressione. Una pratica assidua consente non solo di affinare il corpo ma anche di raffinare la mente.

Svelato molto sinteticamente cosa è lo yoga (ricorrente quesito tra chi vorrebbe approcciarsi a questa disciplina e non), tocca adesso capire questo benedetto (nel vero senso della parola) yoga cosa induce per l’esattezza.

Innanzi tutto allevia i mali fisici e metafisici, riequilibrando il corpo, ma anche e soprattutto la mente, sprigionando la nostra insita energia e donando sollievo da piccoli e grandi fastidi anatomici. E poi districa le tensioni, riattiva la circolazione, rafforza i muscoli, rinforza le articolazioni, amplia il respiro, implementa la flessibilità, accelera il metabolismo, ristabilisce l’equilibrio, brucia le calorie, attenua i dolori, risveglia la forza di volontà, favorisce la concentrazione, ammorbidisce i pensieri negativi, alleggerisce la mente.

Insomma induce benefici incommensurabili ed è un vero e proprio toccasana per il benessere psicofisico.

La pratica permette di riscoprire se stessi, di apprezzare il silenzio, di assaporare la calma, di gustare la gioia della lentezza, di vivere in uno stato ascetico di puro relax, di tonificare il corpo. Il tutto grazie ad una serie di movimenti lenti e decisi, abbinati ad una respirazione profonda (nello yoga si inspira e si espira sempre e solo dal naso), coordinata e combinata, che si ripetono in maniera fluida e sistematica tutte le volte che si pratica, e che permettono, attraverso un’attenta concentrazione, un accurato ascolto dei segnali che il nostro corpo ci manda. L’esercizio costante e continuativo nel tempo consente di affinare la postura e di raggiungere lentamente l’esecuzione perfetta di ogni “asana” (posizione).

La pazienza deve essere la regola che ci permette di ascoltare il nostro corpo, di assecondare le sensazioni rispettando i propri limiti, di evitare movimenti bruschi ed azzardati che potrebbero destabilizzare l’equilibrio al quale si ambisce e, soprattutto, di perseverare con calma costanza nel dispiegamento di ogni posizione, senza mai strafare.

La sensazione di calore che pervade ogni singola cellula del nostro corpo alla fine della pratica, è un piacevole sentore che ci fa percepire concretamente che ogni singola parte del nostro corpo è stata interessata dalle posizioni eseguite. Nello yoga, infatti, lavorano quasi tutti i nostri muscoli, in uniforme ed omogenea sintonia. Basta  pensare che nell’apparantemente semplice e statica posizione del loto, punto di partenza di ogni inizio pratica, viene messa in moto, seppure da fermi, una buona parte del nostro corpo e per l’esecuzione del solo “saluto al sole” vengono utilizzati ben il 95% dei nostri muscoli.

Insomma un vero e proprio rituale di bellezza, senza unguenti e senza amenità, che lifta l’epidermide, rinvigorisce i muscoli e, non da meno, ringiovanisce l’anima.

E poi vi pare poco poter godere di un breve e meritato riposo (Savasana, anche detta posizione del cadavere) alla fine di ogni lezione, con tanto di copertina annessa per sopire al caldo, al fine di riassestare il respiro dopo la pratica e far scivolare via eventuali tensioni residue?!

Insomma, yoga che ti passa! Non importa che sia Hatha, Vinyasa o Ashtanga (queste sono le principali matrici tipologiche dello Yoga da cui derivano tutte le altre), l’importante è che sia yoga.

Namaste.

 

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