SCIVOLARE IN #VALDORCIA

Quando si vuole sgattaiolare fuori dal caos cittadino, desiderando di immergersi in un rilassante e silenzioso paesaggio verde, docile e discreto, si pensa inevitabilmente alle dolci colline toscane, quelle che è possibile ammirare e percorrere in Val d’Orcia.

In questa ampia valle nella provincia di Siena, costellata da piccoli e gradevoli borghi medioevali, il verde acerbo scivola soffice come velluto su declivi morbidi, e quasi vien voglia di carezzarlo. Lo sguardo è intento a scrutare orizzonti sinuosi in cui si stagliano, irte, le chiome di eleganti cipressi, eretti sul morbido perimetro di viali serpeggianti. E mentre la mente si rilassa, lo stomaco brontola, bramoso come è di ingerire svariati ettogrammi di una buona fiorentina al sangue.

Ecco cosa si prova non appena ci si addentra in questa zona della Toscana dove l’eccellenza, sia essa architettonica, culinaria o naturalistica, è qui di casa.

Per prendere confidenza con questo tipo di paesaggio è bene far iniziare questo itinerario con la visita dell’emblematica Abbazia di San Galgano. Sita nel comune di Chiusdino, immersa nell’avvolgente natura circostante, appare come un ricordo tangibile di una tipica abbazia gotica cistercense, depauperata dal suo tetto, che crollò in epoche passate. Invasa come è da una copertura fatta di cielo, nuvole e uccelli, emana romanticismo e nostalgia.

Per proseguire il tour avventuristico in quest’incantevole paesaggio, è bene munirsi di automobile o di altro mezzo motorizzato, o, per i più poderosi, anche di una bicicletta, per muoversi con fluida facilità tra i principali punti di interesse della zona, intervallando i tragitti con prodigiose passeggiate immersive, essendo i mezzi pubblici non del tutto presenti o efficienti.

Addentrandosi nel vivo della Val d’Orcia, l’erba rigogliosa fa da sfondo a panorami intrisi di poesia. Le discese ardite e le risalite sono puntellate da eleganti ed esili alberi. E poi cantine e viste mozzafiato, caseifici e di nuovo viste mozzafiato, casali ed ancora viste mozzafiato.

E tra una vista mozzafiato e l’altro si giunge a Montepulciano, paese il cui nome rimanda indubbiamente con un’assonanza evocativa al vino, e che di fatto da i natali all’eccelso vino nobile, che è possibile gustare ed acquistare nelle numerose cantine che si incontrano passeggiando tra le stradine del centro storico, colmo di scorci suggestivi, vecchi e vissuti, come piacciono a quei patiti degli Instagrammer.

E dato che l’appetito vien sorseggiando, tra un assaggio e l’altro, è possibile gustare un ottimo tagliere di salumi tipici del territorio nel piccolo e caratteristico locale de La Vineria di Montepulciano, dove oltre a mangiare qualcosa di sfizioso e veloce, è anche possibile gustare ancora dell’ottimo vino. Se il vostro più che un languorino è una vera e propria voragine che si è aperta nel vostro stomaco, allora non vi resta che dirigervi a mangiare una grossa e grassa bistecca di fiorentina alla brace tra le più buone ed economiche della zona presso l’Osteria Acquacheta, dove l’informalità naviga tra i mattoni a vista e i vecchi tavoli di legno, sperando che questi ultimi serbano ancora qualche sedia libera.

Restando in tema di vino, non si può non visitare Montalcino, terra del famoso Brunello, e la rete di vitigni che costeggiano l’invaso cittadino. Ebbri di calici colmi di un ottimo rosso rubino, si è pronti a proseguire il tour alla scoperta di altre cose belle e buone.

Percorrendo pochi chilometri, ipnotizzati dalla natura circostante, si arriva a Pienza, la cittadina madre di ogni buon pecorino che si rispetti, dove l’odore del caglio stagionato si mescola al confortevole profumo degli sprazzi di fumo che divampano dai comignoli delle vecchie case medioevali. Antico ma ordinato, piccolo e organizzato, il centro storico regala suggestioni con le sue graziose architetture datate, e sorpresa con i vicoli secondari che, come squarci, si aprono su un ampio e verde panorama, trasudante freschezza ad ogni minimo sguardo.

Qui un bel piatto di Pici, la tipica pasta casareccia toscana, fatti a mano come tradizione comanda e conditi a volontà con ingredienti provenienti dal fertile territorio circostante, si possono gustare presso la Trattoria La Chiocciola, dove in un ambiente caldo e familiare, dominato da un grande focolare, è possibile inoltre mangiare una deliziosa e succulenta fiorentina, cotta con lenta maestria sul fuoco ardente.

Spostandosi verso altri borghi, bisogna deviare il tragitto per andare a visitare ciò che forse di più famoso c’è nella zona. Se c’è infatti un’immagine evocativa che sovviene alla mente quando si pensa alla Val d’Orcia, questa ha sicuramente come protagonista la cappella della Madonna di Vitaleta. Costruita sulla rotonda vetta di una collina, affiancata da due cipressi alti e massicci che irrobustiscono visivamente la costruzione, sovrasta le distese verdi circostanti e si accaparra le attenzioni di tutti, ma proprio tutti, i turisti, nel loro lento incedere sul percorso pedonale e sinuoso che ad essa conduce.  La consequenziale tappa non può che essere S.Quirico d’Orcia, paese semplice e piccolo che infonde meraviglia.

Percorrendo imperterriti i contorti sentieri panoramici, in pochi minuti si arriva nel centro storico più suggestivo dell’area: Bagno Vignoni. Questo piccolo borgo di origine romanica, frazione di S. Quirico d’Orcia e con censiti soltanto circa trenta residenti, si sviluppa attorno alla suggestiva Piazza delle Sorgenti, dove il fulcro dello spazio è un’ampia e vasta vasca d’acqua termale, ai margini della quale si affacciano i prospetti di bellissimi palazzi storici. Confortevoli baretti e deliziosi ristorantini perimetrano la piazza principale. Passeggiando nell’intorno è possibile raggiungere e visitare liberamente il Parco dei Mulini, dove quattro grandi e antichi mulini, scavati nella roccia ed alimentati dall’acqua termale che sgorga in piccole e movimentate cascate, rendono aulica un’opera di alta ingegneria.

Dulcis in fundo, ecco il paesaggio più ammaliante che la valle riserva. Ma prima di scoprirlo munitevi di scarpe ginniche e comode, di un costume da bagno e di un telo da mare. Solo così si è pronti per raggiungere Bagni San Filippo, un borgo termale reso celebre dal limitrofo e caratteristico Fosso Bianco, un incantato fosso incantevole, raggiungibile percorrendo un sentiero immerso in un verde boscoso, che vi condurrà sino alla maestosità della Balena Bianca, una parete rocciosa di calcare bianco dove pozzanghere termali, a varie altezze, si schiudono permettendo ai visitatori di immergersi in acque sulfuree, tiepide e rigeneranti. Un posto incantato in cui le terme si tingono di bianco.

 

( Per geolocalizzare i luoghi citati, come una buona parte di pasticcerie, pizzerie e ristoranti, visita la pagina del blog MYMAPS )

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