#BlackFriday: back now

Io che vi do consigli di moda?!
Si, avete capito bene!
Se il clima natalizio inizia a soffiare lieve e leggiadro per aria, sventola invece con impazienza un’atmosfera in fermento per il tanto atteso Black Friday.
100% made in USA, come Halloween per esempio, è il venerdì successivo
al giorno del ringraziamento ed è una giornata in cui le grandi catene lanciano una vendita promozionale limitata nell’arco delle 24 ore o, talvolta, alla durata dell’intero weekend, se non, addirittura, dell’intera settimana. È possibile trovare molti prodotti selezionati a prezzi stracciati, dando così il via allo sfrenato shopping che il periodo natalizio trascina con se.
Negli Stati Uniti è un vero e proprio culto e qui si assiste ad orde di compratori agguerriti pronti letteralmente a strattonarsi per accaparrarsi l’oggetto del desiderio.
Dagli States si è esteso a macchia d’olio nei paesi dell’occidente, assecondato da un consumismo che, purtroppo, stenta a regredire, e dall’impazzare dello shopping on line.
Se siete stufi delle solite e blasonate catene quali Zara, H&M, Bershka, Stradivarius, ecc…che comunque non deludono mai se non quando il pezzo che cercavate con estrema voglia è andato incredibilmente sold out, se vi sentite un po’ troppo commerciali nell’indossare la stessa maglia della donna seduta al bar accanto a voi e siete vogliose di demonizzare in qualche modo la standardizzazione del vostro look abituale, ecco alcune valide alternative d’acquisto, più originali, forse un tantino più costose, ma sicuramente con un occhio di riguardo per la qualità.

UNIQLO

Quest’azienda giapponese, leader nella produzione di abbigliamento casual di ottima qualità ma ad un prezzo accessibile, realizza capi d’abbigliamento basic dall’animo smilzo, sia maschili che femminili, concepiti come tasselli di un puzzle che possono abbinarsi tra di loro in maniera versatile. Dal design minimal, è caratterizzato da linee pure e disadorne che fanno di ogni capo un evergreen. Un soffice lusso da indossare che, non da ultimo, soddisfa appieno la mia smania di righe.

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www.uniqlo.com

LAZZARI

Originali con un tocco retró, colorate, quasi fiabesche: è così che si possono descrivere le collezioni di Lazzari. Questa piccola azienda a conduzione familiare promuove il Made in Italy ed il fatto come a mano e come una volta, vantando una particolare cura dei dettagli, come è possibile vedere dall’armonia di orli e cuciture. Capi confortanti, discretamente contornati da volant, arricchiti da animali in voga adagiati su di un tessuto dal tocco morbido, regalano al vostro guardaroba un’originale nota vintage con un pizzico di bon ton.

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https://www.lazzarionline.com/the-story

VICOLO

Anche questo Made in Italy, Vicolo è un brand che propone capi di tendenza, dai colori e dalle fantasie dinamiche, geometriche ed originali, per creare outfit ricchi di personalità. La continua ricerca e la raffinatezza delle lavorazioni danno luogo ad un abbigliamento di ottima qualità.

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http://www.vicolo.com/campaign-fall-winter-2017-18/#

ARKET

Il colosso della moda svedese, H&M per intenderci, ha partorito nel 2017 un nuovo marchio di prêt-à-porter improntato sulla semplicità e sulla qualità dello stile nordico. Non solo abbigliamento, ma anche homeware e note di lifestyle, che rispettano con consapevolezza l’ambiente che ci circonda.
Lo stile schietto, che ricorda le architetture pure dei giorni nostri, le forme semplici, le tinte unite, con qualche azzardo di bicromia nelle fantasie “marinè”, ed i colori tenui donano ad ogni prodotto una grazia estrema.

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https://www.arket.com/entrance.html

COS

Se la classe non è acqua, beh, forze la classe è Cos. Elegante, essenziale, a volte estremo, dal forte animo stilistico contemporaneo. Anche questo appartenente al gruppo svedese H&M, propone dei capi stilizzati, ben studiati, dove la qualità è bilanciata da un costo non troppo elevato. La raffinatezza armonica di ogni elemento tessile si riflette nel design minimale dei loro punti vendita. Di estrema bellezza gli accessori, dalle borse alla gioielleria/bigiotteria.

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https://www.cosstores.com/it/

&OTHER STORIES

Alla stregua di Cos, un sobrio brand affiliato al gruppo H&M (che novità!), che propone collezioni più fresche e giovanili. Qui i colori si accendono, le fantasie si animano e le forme perdono rigidezza.
Sorprende per qualità la linea beauty.

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https://www.stories.com/es/

OPALINE

Trama vintage, grafica stilizzata, datata ma elegante, colori pastello con un sentore cromato, elementi di ispirazione orientale, tessuti pregiati ed una tradizione che abbraccia la contemporaneità: questi i tratti essenziali di Opaline, un brand giovane ideato da una giovane stilista di origine indiana. Iniziando con pigiami comodi ma eleganti, ha esteso la sua produzione all’abbigliamento in generale sino ad inerpicarsi anche sul ramo del design.
L’influenza occidentale capeggia su ogni capo.

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http://www.opalineworld.com/ispirazione/

Forse conoscevate già questi brand, forse ne avevate sentito parlare visionando una Instagram story di qualche influencer senza skippare maniacalmente, forse il nome vi è apparso su qualche inserzione di Facebook, forse gli reputerete banali o forse gli amerete, quel che importa è che, senza markette alcune, abbiate delle valide realtà di moda contemporanea da monitorare in previsione del prossimo venerdì nero.

E non disperate se gli stores non sono fisicamente collocati nei pressi della vostra città, avrete comunque la possibilità di acquistare con la stessa veemenza on line, comodamente adagiati sul vostro sofà.

[Se vi iscrivete alle loro newsletter sui rispettivi siti, riceverete in anteprima informazioni sulle promozioni previste!]

#BlackFriday: back now

#SaloneDelMobile2017:dentro e fuori

È da poco calato il sipario su una Milano agghindata a festa per la tanto attesa settimana del design. Il salone del mobile si è appena concluso ed ha lasciato dietro di se il riverbero di quel barlume di innovazione che, da sempre, lo caratterizza.

Con un sole splendente come non mai ed un corposo susseguirsi di eventi, in un andirivieni perpetuo di gente cosmopolita e bizzarramente vestita, la seriosa città del nord Italia si è risvegliata, destando anche gli animi più assopiti, e si è esposta con bizzarria agli occhi del mondo intero, mostrando il design di qualità, che sia semplice o essenziale, estroso o elegante, tradizionale o innovativo.

Prima tappa d’obbligo è Rho Fiera, per assaporare il gusto vero delle eccellenze dei complementi d’arredo e del lighting, in un’esposizione senza infamia e senza lode, dove oggetti da un monotono sapore vintage e dai colori cupi si ripetono scandendo il nostro camminare agguerrito, eccezion fatta per la splendente (in tutti i sensi) esposizione di Euroluce e per quel miraggio di avanguardia del Salone Satellite.

Dopo una veloce ma lunghissima carrellata di arredi, è il momento di immergersi nell’estasiante mare di eventi che solo il Fuori Salone può offrire.

Aleggia creatività nell’aria e in quelle strade percorse da corpi fuggenti e sfuggenti, che trasudano estro (spesso di cattivo gusto) dai loro look troppo eccentrici.

Perdendo l’orientamento tra i vicoli, le corti e le botteghe di Brera, adornate con allestimenti molto particolari, per poi catapultarsi nel cuore pulsante di via Tortona, dove spritz ghiacciati contornano esposizioni brillanti, dopo una lunga fila per ammirare la tanto ambita installazione di Cos, dove bolle rarefatte cascano da un albero astratto e si spospingono ovattate su mani con i palmi rivolti in alto, non può mancare una tappa “foodie”.

Nel centro di Milano, in un nuovo pastificio come una volta dal nome “Pasta d’autore”, dove una nonnina energica stende sfoglie di pasta fresca a profusione, c’è ad attenderci un agguerrito chef Rubio, pronto ad accogliere amanti di design e, soprattutto, di cibo, impazienti di cimentarsi nella preparazione del tortello perfetto, da trasportare nel packaging perfetto.

Sguardo stanco, braccia conserte, avambracci tatuati, che sembrano esplodere sotto i succinti risvolti di un candido grembiule bianco, e tanta voglia di raccontare e di dimostrare come fare: ecco Gabriele Rubini che presenta il progetto di “Origami Italiani”, il nuovo pack dal design ergonomico (per il tortello) e innovativo, atto ad accogliere porzioni di tortelli impilati e leggermente sovrapposti tra loro, in un accostamento che ne preserva l’integrità e la bontà.

Con la complicità e l’elegante maestria del designer Filippo Protasoni, chef Rubio pensa, realizza e presenta la confezione ideale per i tortelli, bramoso com’è di innovazione, quasi quanto lo è di cibo.

La creatività sposa la tradizione e così, da un semplice foglio di carta, opportunamente piegato, si ottiene un tubo a sezione triangolare che diviene un impeccabile contenitore di pasta fresca, così come un foglio di pasta fresca, accuratamente ripiegato, diviene un impeccabile contenitore di un ripieno succulento. Semplice, facilmente trasportabile e dalla facile apertura che permette di far cadere a cascata ogni singolo tortello nell’acqua bollente in fase di cottura.

Dopo la simpatica presentazione di questo geniale ed essenziale progetto, nato dall’idiosincrasia di Rubio per lo sballottamento della pasta fresca adagiata su di un banale vassoio, si diventa subito operativi piegando prima la sfoglia del tortello, per racchiudere un ripieno di patate, menta e pecorino, e poi il foglio di carta della confezione, per racchiudere i tortelli hand made, pronti a resistere alla prova di sopravvivenza al trasporto in una Milano affetta da maratone feroci nei distretti del design.

E dopo l’assaggio del tortello preparato e cucinato in questo ristorante-laboratorio a conduzione familiare, una Peroni cruda gelata e un immancabile selfie con Rubio, il matterello lo offre la casa. Rigorosamente da apporre sotto l’ascella, insieme alla confezione di pasta fresca.

Rifocillati si è pronti per rincorrere esposizioni furtive, sgambettando da una parte all’altra, per poi vagare con gli occhi sgranati dalla curiosità nel cortile dell’Università Statale. Qui rinomati artisti e architetti internazionali hanno dato sfogo al loro estro realizzando piccole ma grandi installazioni. La mostra Material Immaterial presenta micro-architetture e macro-oggetti realizzati ponendo particolare attenzione alla sostenibilità e a processi produttivi innovativi.

Salendo la scalinata in legno, grezza ed essenziale ma al contempo maestosa, progettata da Michele De Lucchi, si può cogliere l’essenza della corte di questo bellissimo palazzo storico che ospita l’Università, scorgendo in una vista a volo d’uccello ogni singolo elemento scultoreo che la riempie. Capeggia in alto una frase che contiene tutte le lettere dell’alfabeto, scritta con un font luminoso dai tratti eleganti, progettata da BIG per Artemide.

Ma è in uno dei piccoli chiostri secondari che la semplicità vince su ogni complessità artistica: grandi specchi, posti e disposti in maniera geometrica al centro della corte, occupano si lo spazio ma creano l’illusione di essere superfici immateriali, riflettendo le quattro facciate del chiostro e dando una visione d’insieme dell’intero spazio aperto da ogni punto di vista. Plauso ad Antonio Citterio.

Per concludere non si può non immergersi nel top della tradizione visitando la mostra per i 90 anni di Cassina, curata da Patricia Urquiola. Arredi di gusto e di lusso si stagliano nello splendido spazio della Fondazione Feltrinelli, progettata da Herzog&De Meuron e ultima arrivata nello scenario dell’architettura contemporanea milanese.

Calibrando quella ventata di cambiamento con un occhio di riguardo per la tradizione, il Salone del mobile tira così le somme su ciò che accade nel mondo del design.

#SaloneDelMobile2017:dentro e fuori