Regala un #libro

Sommersi dall’era digitale in cui viviamo, sopraffatti da una realtà virtuale che ingloba vizi e virtù umane e ci spinge a distaccarci sempre più da cose ed emozioni tangibili, resta immune da questo cambiamento epocale solo una domanda che in questo periodo dell’anno torna ad ammorbarci: “Cosa regalo a Natale?”.

Che sia un lui o una lei, il tuo lui o la tua lei, un amico, un parente o un conoscente, c’è solo un modo per “andare sul sicuro” e donare a chi ci sta più a cuore una cosa che non passa mai di moda, sebbene negli ultimi anni sia stato denigrato e surclassato da tablet, Kindle e serie TV: un libro! È ora di voltare pagina, nel vero senso della parola. È tempo di regalare un oggetto che dona emozioni, cultura e conoscenza, rispolverando tra l’immaginazione concreta di ognuno di noi.

Di seguito una selezione di dieci testi degni di nota, da classici datati e indiscussi a scritti contemporanei che strizzano un occhio alla letteratura di oggi, di ieri e di domani.

1984 | George Orwell

Un avveniristico romanzo che racconta di un mondo utopico e dispotico, ad ogni modo probabilmente possibile. Un mondo diviso in tre immensi superstati, l’Oceania, l’Eurasia e l’Estasia, in perenne conflitto tra di loro. Un mondo dove si subisce un costante controllo dall’autorevole autorità del Grande Fratello, che vigila e governa, tra comando e divieti. Un mondo dove “la storiae era un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva.”. Un amore discreto, seppur ribelle e oltraggioso, che coinvolge il protagonista, è l’unica arma a disposizione per lottare ed aspirare alla conquista di un briciolo di umanità.

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“Per la prima volta si rese conto che chi vuole tenere un segreto deve celarlo innanzitutto a se stesso. Deve sempre sapere che è lì, ma finché non sia indispensabile, non deve farlo affiorare alla coscienza in una forma alla quale sia possibile conferire un nome. D’ora in avanti non doveva limitarsi ad avere pensieri corretti, doveva sentire in maniera corretta, sognare in maniera corretta. E doveva tenere il suo odio serrato come un globo di materia che fosse a un tempo parte di lui ed estraneo a lui, come una specie di cisti.”

LA VEGETARIANA | Han Kang

Il titolo è riduttivo. Tra le pagine di questo libro viene raccontata la metamorfosi di una semplice, pacata ed onnivora donna coreana, in una vegana fuori dal comune. L’input ad un’esistenza dapprima vegetale, poi vegetativa, scaturisce da un sogno. Visioni oniriche, laceramento delle convenzioni, brama di restrizioni, contagiano anche le persone vicine alla protagonista. Incubi, realtà e fantasia si intrecciano nella trama avvincente e ben scritta. Un testo concitato, che incalza nel mezzo ma diviene scialbo verso la fine.

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“Qualcosa si è bloccato all’altezza del plesso solare. Adesso è perennemente conficcato lì. Lo sento sempre anche se ho smesso di portare il reggiseno. Un grumo formato da urla e gemiti aggrovigliati, intrecciati tra loro uno strato dopo l’altro. È per la carne. Ho mangiato troppa carne. Le vite degli animali che ho divorato si sono tutte piantate lì.

IL CONDOMINIO | J. G. Ballard

Il libro è ambientato all’interno di un condominio londinese, situato in un avanguardista grattacielo di quaranta piani e di mille appartamenti, incubatore di vita, usurpatore di socialità. Il racconto oscilla tra fantasia ed utopia, tra finzione e dura realtà, in una gerarchia di piani che trasmuta in una gerarchia sociale. L’architetto progettista osserva compiaciuto, subisce, perisce.

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“Gli dava fastidio parlare, con Charlotte o chiunque altro, perché gli sembrava che le parole riempissero le cose dei significati sbagliati.”

L’ AMORE AI TEMPI DEL COLERA   | Gabriel Garcia Marquez

L’amore platonico, aleatorio, unidirezionale, e l’amore carnale, tangibile, quotidiano, colorano il racconto di un’epoca e di una terra d’Oltreoceano. Una storia d’amore e di speranza, che corre parallela alla cronaca del mondo di quel tempo, ammalia, per realismo e sentimentalismo, anche i cuori più saldi. Il tutto espresso con un testo corposo e succulento, che rende romantico un romanzo sempre verde.

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“Qualsiasi cosa sua le provocava il pianto: il pigiama sotto il guanciale, le pantofole che le erano sempre sembrate da infermo, il ricordo della sua immagine che si spogliava in fondo allo specchio mentre lei si pettinava per coricarsi, l’odore della sua pelle che avrebbe persistito sulla sua a lungo dopo la morte. Si fermava a metà di qualsiasi cosa stesse facendo e si dava un colpo con la mano sulla fronte, perché all’improvviso ricordava qualcosa che aveva dimenticato di dirgli. Le venivano in mente di continuo le tante domande quotidiane a cui solo lui avrebbe potuto rispondere. Una volta lui le aveva detto una cosa che lei non riusciva a concepire: gli amputati sentono dolori, crampi, solletico, alla gamba che non hanno più. Così si sentiva lei senza di lui, sentendolo dove non c’era più.”

MEMORIE DI ADRIANO | Marguerite Yourcenar

La straordinaria vita dello straordinario imperatore romano, intrisa della sua raffinata e poetica filosofia, raccontata da una scrittrice francese dei giorni nostri. Sublime storia d’altri tempi che diviene attuale come non mai tra le pagine di questo libro. Enfasi e minuzia di particolari incedono lente ma agguerrite, spalleggiate da un linguaggio sovente aulico, che dona un tocco di magia ad uno scritto storico.

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“Rimpiangerei non già Roma in se stessa, ma l’atmosfera del luogo ove si fanno e si disfanno continuamente le vicende del mondo. Al confronto con quel mondo dall’azione immediata, la dolce provincia mi sembra sonnecchiare in una polvere di idee già respirate.”

ATTI OSCENI IN LUOGO PRIVATO | Marco Missiroli

Un testo audace esplicita i pensieri impliciti che dilaniano la mente del protagonista. La scrittura languida, che vibra e libra, fatta come è di frasi auliche e pensieri sconci, si anima di scorci parigini e di passeggiate milanesi, di erotismo e di preoccupazioni. Un fremito di parole, che scivolano dense verso un prematuro modo di amare, defraudato a tratti dai sentimenti. Un pizzico di piccante infonde piacere e lenisce temi seri e seriosi.

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“L’osceno è il tumulto privato che ognuno ha, e che i liberi vivono. Si chiama esistere, e a volte diventa sentimento.”

NEVE | Maxence Fermine

Un racconto di un bianco candor, come la neve, musa ispiratrice di questo libro che decanta la bellezza, sia essa donna, sia essa arte, sia essa, nella fattispecie, poesia. Frasi delicate, brevi, fiabesche narrano la storia di un giovane poeta giapponese, dedito all’arte intesa come anelito d’amore. Una favola limpida e atemporale che fuoriesce dalla penna di un bravissimo scrittore francese in grado di trasportare il lettore direttamente in Giappone.

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“La neve è una poesia. Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri. Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio. Ha un nome. Un nome di un candore smagliante. Neve.”

• L‘ ARMINUTA | Donatella di Pietrantonio

L’Abruzzo di qualche anno fa, quello rude e scabro, come la terra che lo accoglie, fa da sfondo ad una storia di famiglie che si confondono sulla base di un’adozione taciuta. La protagonista, figlia di due madri, una biologica, l’altra fittizia, perde la cognizione della parola madre. L’ arminuta è così costretta a scivolare dall’agio al coraggio, passando dall’affettuoso comfort della famiglia agiata che l’ha cresciuta, allo scabroso disagio della famiglia povera che l’ha partorita. L’affetto per la sorella “ritrovata” la sospingerà verso il futuro. Parole ben composte che decollano verso una scrittura intima e lodevole. Il finale perde quota.

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“Non hai colpa se dici la verità. È la verità che è sbagliata.”

LA NEVE SE NE FREGA | Luciano Ligabue

Non abbiate timore di leggere un libro scritto da uno dei cantautori italiani più indiscussi e discussi di sempre. Non abbiate pregiudizi. Questo libro narra di una società prestabilita e video sorvegliata, dove si nasce vecchi e si muore giovani, dove è tutto scritto. E narra di un amore forte, dove il destino programmato e controllato della coppia coniugata e protagonista si accavalla alle emozioni che, ahimè, non sempre si riescono a tenere sotto controllo. Una storia forte, raccontata da una scrittura fresca e fluente, attuale e poetica, come solo il Liga può fare. Una rivisitazione in chiave più contemporanea del romanzo di Orwell, solo che qui si va avanti con gli anni, dato che non siamo più nel 1984 ma nel 2166.

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“Ti conosco così bene che ognuna delle tue reazioni l’ho prevista e poi l’ho vista fastidiosamente capitare.”

NOVECENTO | Alessandro Baricco

Il modo di scrivere di questo personaggio poliedrico dello scenario culturale italiano ammalia ed avvince, coinvolgendo il lettore anche in questo libro-monologo scritto per il teatro, per la vita. “Un testo che sta in bilico tra una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce.”, così Baricco definisce questo libro, che racconta la vita leggendaria di uno straordinario pianista, nato e cresciuto sull’oceano, in equilibrio sulle onde di un piroscafo che faceva la spola tra Europa e America, senza mai metter piede sulla terra ferma. La scrittura sublime, tersa, fulminea, fa si che la lettura avvenga in un sol boccone. Tra l’altro il film di Tornatore “La leggenda del pianista sull’oceano” è stato tratto da questo racconto.

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“Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto. Così diceva: quello che vedranno.”

Regala un #libro

#BlackFriday: back now

Io che vi do consigli di moda?!
Si, avete capito bene!
Se il clima natalizio inizia a soffiare lieve e leggiadro per aria, sventola invece con impazienza un’atmosfera in fermento per il tanto atteso Black Friday.
100% made in USA, come Halloween per esempio, è il venerdì successivo
al giorno del ringraziamento ed è una giornata in cui le grandi catene lanciano una vendita promozionale limitata nell’arco delle 24 ore o, talvolta, alla durata dell’intero weekend, se non, addirittura, dell’intera settimana. È possibile trovare molti prodotti selezionati a prezzi stracciati, dando così il via allo sfrenato shopping che il periodo natalizio trascina con se.
Negli Stati Uniti è un vero e proprio culto e qui si assiste ad orde di compratori agguerriti pronti letteralmente a strattonarsi per accaparrarsi l’oggetto del desiderio.
Dagli States si è esteso a macchia d’olio nei paesi dell’occidente, assecondato da un consumismo che, purtroppo, stenta a regredire, e dall’impazzare dello shopping on line.
Se siete stufi delle solite e blasonate catene quali Zara, H&M, Bershka, Stradivarius, ecc…che comunque non deludono mai se non quando il pezzo che cercavate con estrema voglia è andato incredibilmente sold out, se vi sentite un po’ troppo commerciali nell’indossare la stessa maglia della donna seduta al bar accanto a voi e siete vogliose di demonizzare in qualche modo la standardizzazione del vostro look abituale, ecco alcune valide alternative d’acquisto, più originali, forse un tantino più costose, ma sicuramente con un occhio di riguardo per la qualità.

UNIQLO

Quest’azienda giapponese, leader nella produzione di abbigliamento casual di ottima qualità ma ad un prezzo accessibile, realizza capi d’abbigliamento basic dall’animo smilzo, sia maschili che femminili, concepiti come tasselli di un puzzle che possono abbinarsi tra di loro in maniera versatile. Dal design minimal, è caratterizzato da linee pure e disadorne che fanno di ogni capo un evergreen. Un soffice lusso da indossare che, non da ultimo, soddisfa appieno la mia smania di righe.

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www.uniqlo.com

LAZZARI

Originali con un tocco retró, colorate, quasi fiabesche: è così che si possono descrivere le collezioni di Lazzari. Questa piccola azienda a conduzione familiare promuove il Made in Italy ed il fatto come a mano e come una volta, vantando una particolare cura dei dettagli, come è possibile vedere dall’armonia di orli e cuciture. Capi confortanti, discretamente contornati da volant, arricchiti da animali in voga adagiati su di un tessuto dal tocco morbido, regalano al vostro guardaroba un’originale nota vintage con un pizzico di bon ton.

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https://www.lazzarionline.com/the-story

VICOLO

Anche questo Made in Italy, Vicolo è un brand che propone capi di tendenza, dai colori e dalle fantasie dinamiche, geometriche ed originali, per creare outfit ricchi di personalità. La continua ricerca e la raffinatezza delle lavorazioni danno luogo ad un abbigliamento di ottima qualità.

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http://www.vicolo.com/campaign-fall-winter-2017-18/#

ARKET

Il colosso della moda svedese, H&M per intenderci, ha partorito nel 2017 un nuovo marchio di prêt-à-porter improntato sulla semplicità e sulla qualità dello stile nordico. Non solo abbigliamento, ma anche homeware e note di lifestyle, che rispettano con consapevolezza l’ambiente che ci circonda.
Lo stile schietto, che ricorda le architetture pure dei giorni nostri, le forme semplici, le tinte unite, con qualche azzardo di bicromia nelle fantasie “marinè”, ed i colori tenui donano ad ogni prodotto una grazia estrema.

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https://www.arket.com/entrance.html

COS

Se la classe non è acqua, beh, forze la classe è Cos. Elegante, essenziale, a volte estremo, dal forte animo stilistico contemporaneo. Anche questo appartenente al gruppo svedese H&M, propone dei capi stilizzati, ben studiati, dove la qualità è bilanciata da un costo non troppo elevato. La raffinatezza armonica di ogni elemento tessile si riflette nel design minimale dei loro punti vendita. Di estrema bellezza gli accessori, dalle borse alla gioielleria/bigiotteria.

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https://www.cosstores.com/it/

&OTHER STORIES

Alla stregua di Cos, un sobrio brand affiliato al gruppo H&M (che novità!), che propone collezioni più fresche e giovanili. Qui i colori si accendono, le fantasie si animano e le forme perdono rigidezza.
Sorprende per qualità la linea beauty.

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https://www.stories.com/es/

OPALINE

Trama vintage, grafica stilizzata, datata ma elegante, colori pastello con un sentore cromato, elementi di ispirazione orientale, tessuti pregiati ed una tradizione che abbraccia la contemporaneità: questi i tratti essenziali di Opaline, un brand giovane ideato da una giovane stilista di origine indiana. Iniziando con pigiami comodi ma eleganti, ha esteso la sua produzione all’abbigliamento in generale sino ad inerpicarsi anche sul ramo del design.
L’influenza occidentale capeggia su ogni capo.

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http://www.opalineworld.com/ispirazione/

Forse conoscevate già questi brand, forse ne avevate sentito parlare visionando una Instagram story di qualche influencer senza skippare maniacalmente, forse il nome vi è apparso su qualche inserzione di Facebook, forse gli reputerete banali o forse gli amerete, quel che importa è che, senza markette alcune, abbiate delle valide realtà di moda contemporanea da monitorare in previsione del prossimo venerdì nero.

E non disperate se gli stores non sono fisicamente collocati nei pressi della vostra città, avrete comunque la possibilità di acquistare con la stessa veemenza on line, comodamente adagiati sul vostro sofà.

[Se vi iscrivete alle loro newsletter sui rispettivi siti, riceverete in anteprima informazioni sulle promozioni previste!]

#BlackFriday: back now

#NonSopporto

Facile a farsi, difficile a dirsi, tendiamo con incredibile frequenza a celare o ad omettere le nostre repulsioni.
Nell’epoca in cui si cercano sempre più consensi, sottolineando le cose che amiamo, ho deciso di provare a sfogarmi spiattellando liberamente tutto ciò che proprio non sopporto, perché se la speranza è l’ultima a morire, la pazienza, invece, è la prima a perire.

Ecco cosa io davvero non sopporto (anche se poi alla fine sono molto tollerante).

Il caffè in vetro. Lo zucchero nel caffè. Il caffè in ghiaccio senza latte di mandorla. La moka da lavare. Il letto da rifare. La guancia sgualcita dal sonno. Chi si azzarda a rivolgermi la parola prima del mio primo caffè mattutino. Il cappuccino tiepido. La televisione accesa mentre si dorme. Il cellulare lasciato a caricare mentre si dorme. Il cellulare acceso mentre si dorme. La sveglia dell’IPhone che si rifiuta di suonare se il telefono è spento. Il volume della TV troppo alto. Il doppio cuscino. Le lenzuola di flanella. I soprammobili. L’asciugamano attorcigliata in bagno. Il tappo del bagnoschiuma aperto. La tavoletta del wc alzata. Il rotolo di carta igienica terminato. L’acqua del rubinetto che scorre mentre si spazzolano i denti. Il tubetto del dentifricio ripiegato. L’accappatoio bagnato posato sul letto. I piatti di plastica. I tovaglioli di stoffa. Le tovaglie. Una bocca estranea a me che beve nel mio bicchiere. Il ticchettio dell’orologio mentre provo, invano, a dormire. Il ronzio dell’aspirapolvere. Le sonorità di un phon. Chi strilla quando parla. Chi alza subito il tono di voce. Coloro che non ti guardano mentre parli loro. Oziare nel letto senza dormire. La gente pigra. La gente che non viaggia. La mancanza di curiosità. Gli immuni alla cultura. Le persone a dieta. Le persone litigiose. Gli invidiosi. I bugiardi. La gelosia. Chi ha il doppio cellulare. Chi non compra libri, chi non legge libri. La prima fila al cinema. Chi salta la fila. Chi chatta su whatsapp al cinema. Chi usa il cellulare mentre guida. Gli uomini che spengono la radio quando parcheggiano. Il tutto esaurito al concerto dei Coldplay. Le persone esaurite. Chi non si siede al proprio posto assegnatoli ad un concerto all’Olimpico. Chi odia il teatro. Le poltrone del teatro talmente alte che mi penzolano le gambe. I fotografi che si lasciano sopraffare dal fotoritocco. Le emoticons su volti fotografati di bambini piccoli. La radio che passa sempre le stesse canzoni. La pubblicità dì Spotify. Chi non consacra le feste. Gli asociali. I compleanni in cui si paga alla romana. I permalosi. Chi, anche solo inconsapevolmente, mi ruba la penna. Chi si intasca l’accendino. Chi sotterra le cicche nella sabbia. Chi getta le carte per terra. Chi posa le borse per terra. Gli incivili. Gli impliciti. Le amicizie di circostanza. Il profilo di Instagram privato. Chi ha mai anche solo pensato di comprare followers su Instagram. Chi nasconde le amicizie dal proprio profilo Facebook. Chi mi vieta di sbirciare il proprio profilo Facebook. Il mio amico di Facebook che non mi saluta. Il profilo di coppia su Facebook. L’amica o l’amico che quando si fidanza puff: sparisce. Le canzoni di Clementino. L’ultimo album di Ligabue. La puzza di sigarette. Il tanfo di sudore. L’odore della candeggina. Il sapore del coriandolo. L’alito al mattino. Il rumore dei respiri durante una lezione di yoga. Il seitan. I funghi secchi. L’insalata in busta. L’avocado acerbo. Le banane mature. Coloro che camminan nel bel mezzo di una carreggiata, ignorando i marciapiedi. Il doloroso sellino della bicicletta. I pittbull lasciati liberi. Gli uomini che pisciano per strada. Quelli che sputano per terra. Le approssimazioni. L’assenza di galanteria. La carenza di intraprendenza. Gli addii. L’apatia. Le mail spam. Chi non legge i miei articoli sul blog. Le lampade Seletti. Le serie non aggiornate su Netflix. Gli influencer. I timidi dinanzi a un buffet. Chi non divora gli stuzzichini ad un aperitivo. Il ghiaccio nella Coca Cola. Chi vuole avere sempre ragione. Chi nega l’evidenza. Quelli che “je rode” sempre. Le donne che allattano in pubblico. Le unghie dei piedi senza smalto. Le unghie lunghe delle mani con lo smalto scuro. Lo smalto delle unghie degradato. I graffi sulla stoffa. Lo scontro di una forchetta di metallo con i denti. I dolori mestruali. I brufoli. Barbara d’Urso. Lavorare di domenica. Le torte bagnate con troppo liquore. Chi parla troppo. Chi, invece, parla troppo poco. Gli egoisti. Chi non sa ascoltare. L’ape piaggio che puntualmente avanza lentamente davanti a me, mentre il mio piede destro freme sull’acceleratore perché sono in ritardo. Il sabato sera a casa. La pizza con poca mozzarella. Il prosciutto crudo cotto. I cornetti surgelati. Il presunto cornetto alla Nutella che poi ha dentro una mera e triste imitazione della Nutella. L’olio di palma nella Nutella. Le Gocciole alla nocciola. Il pacco di Pandistelle che finisce subito. I Ringo. La carne di agnello. La carne al sangue. Le cozze crude. Le persone che si accollano. Il pesce surgelato. Il pasticciotto di quel bar a Gallipoli che non è più come una volta. Gallipoli ad agosto. Le lattine di birra. La birra Lambic. Il vino mediocre. L’acqua Levissima. Le borse Michael Kors. La Ferragni. Gli insetti. Il film de I soliti idioti. Il caldo atroce. Le macchine bianche. La musica techno. L’edilizia becera. L’architettura scadente. Le persiane verdi. La spazzatura per strada. Le lenti a contatto. Gli occhiali sporchi. Una donna con i capelli corti. Un uomo con i capelli lunghi. La forfora. I parrucchieri che tagliano i capelli con lo sfilzino. La shampista con la ricostruzione delle unghie che ti scartavetra il cuoio capelluto. Le estetiste indelicate. I capelli grassi. La pelle secca. I gomiti screpolati. I peli sulla lingua. Le commesse che non rispondono al tuo “Buongiorno”. La sauna. La posta pubblicitaria che suona sempre e solo al tuo interno. Il solletico. Gli assorbenti interni. L’idea di partorire. La sabbia nel costume. Il mare agitato. Le persone agitate. I ritardatari. Chi non mantiene la parola data. Chi spiffera un segreto. Chi disprezza il sud. Chi odia il nero. I razzisti. L’accento barese. Il riso scotto. La pasta scotta pure. I profumi troppo dolci. Le camicie senza i bottoni sino al collo. La chiazza di sudore sulle camicie. L’alone del deodorante. L’impronta del mascara sulle palpebre. Chi vive nel passato. Chi pensa troppo al futuro. Chi mi chiede quando mi sposo. Chi mi chiede se sono un architetto di interni o di esterni. Coloro che pensano che un geometra sia più economico di un architetto. Chi mi calpesta i piedi. Chi prova a mettermi in testa i piedi. I tirocini non retribuiti. L’errore irreversibile di Autocad. Il 29 agli esami universitari. Un 110 senza lode. Quel “Le faremo sapere”. L’arroganza. I libri con la copertina rigida. Il calzino che cede. Il calzino spaiato. Le mutande slabbrate. Un uomo con le mani piccole. Un uomo con i piedi grandi. I parcheggiatori abusivi. La sedia appena sotto il ciglio del marciapiede per preservare il parcheggio davanti casa. Il servizio al tavolo non incluso nel prezzo. Una bionda piccola a 5€. Un cocktail a 10€. L’IVA. Alcune leggi italiane. Chi non rispetta le regole. I conti alla rovescia. I conti che non tornano. Il conto in rosso. Gli hotel senza la colazione inclusa. La moquette. Il cameriere di Starbucks che sul mio bicchiere scrive Alice invece di Alessia. Il menú turistico. Le persone poco disponibili. La mancanza di igiene. La mia ipocondria. L’ipocrisia. Un mazzo di chiavi con troppe chiavi. Un portafoglio troppo gonfio. Lo sportello del bancomat temporaneamente fuori servizio. Chi visualizza e non risponde. I letti a castello. I bagni senza finestra. Il termocamino. Il pavimento con le piastrelle disposte in diagonale. Il finto parquet. L’effetto pietra. Una finta cortina di mattoni. Il truciolato di Ikea. I mobili Mondo Convenienza. Chi prende sempre e solo l’ascensore. Chi lascia il portone di casa aperto. Chi si dimentica le luci accese. Il colore del 90% dei palazzi in Italia. Coloro che non vogliono camminare a piedi. I sotterfugi. L’Out of Stock di Zara. I negozi che non hanno scarpe di numero 35. Le persone troppo alte. Gli uomini troppi magri. La violenza. Chi l’ha visto. Salvini. Gli scurrili. Il gelato al pistacchio di colore verde acceso. Le tazze rovinate. Le tazze brutte. Le tazzine di caffè spese del bar che puntualmente ti sbrodola una goccia di espresso sul lembo delle labbra. Le persone frivole. Chi si ferma all’apparenza. Chi pensa solo ad apparire. Chi non si ferma allo Stop. L’aria condizionata troppo fredda. L’acqua da bere gelata. L’acqua della doccia bollente. I presuntuosi. Gli opportunisti. Chi tossisce senza pararsi la bocca con la mano. Le donne senza fazzoletti nella borsa. Gli zaini apposti sulle spalle nella metro. Gli scioperi dell’Atac il venerdì. Gli autisti dell’Atac. Gli automobilisti indisciplinati. Gli uomini che non hanno voglia di guidare. I ritardi di Trenitalia. Un volo troppo costoso di Ryanair. I controlli in aeroporto. Il caldo sulle banchine della metropolitana di Barcellona. La metro deserta di notte a Monaco. Gli scontrosi controllori della metro di Amsterdam. La bicicletta che proprio non riesce a frenare sull’Erasmus bridge a Rotterdam. I topi per le strade di Bruxelles. Il sapore pastoso del latte irlandese. Il latte a lunga conservazione. L’esoso afternoon tea a Londra. Il pesce cotto senza essere sventrato in Portogallo. Trovare chiuso Pierre Hermè a Parigi. Il deterioramento del Superkilen a Copenhagen. Le troppe poche polpette troppo buone in un piatto a Malmö. Le botole nei marciapiedi di New York. Le spiaggia ciottolose della Grecia. La scortesia dei romani. Le rosette senza mollica. L’autobus fuori servizio. Gli sport estremi. I cafoni. Le bestemmie. I prezzi esagerati di una cena in un ristorante stellato. Le borse di Prada troppo costose. Il bodyguard che ti fa sentire in soggezione da Tiffany. Chi mi chiama Signora. Chi mi chiede se sono maggiorenne. Il prezzo di Casabella. La Nespresso che non ha ancora aperto una boutique a Lecce. Le cialde compatibili. Tiger che di aprire in Salento non ne vuole proprio sapere. Le penne blu. Il colore giallo. I denti gialli. Un abito da sposa avorio. La droga. Chi si ubriaca tutte le sere. Chi non esce tutte le sere. Il sole che non tramonta nel mare. La pioggia. L’assistente della prof. di Restauro, bello come il sole al crepuscolo ma, inevitabilmente, gay. Gli omofobi. Gli uomini provoloni. La tristezza che inevitabilmente mi assale la domenica sera. Il lunedì. La mia ansia perenne. Le abitudini. Chi va a cena sempre al solito posto. Il matè. Le superga illibate. La Xylella. La TAP. La TAV. L’alta velocità. Chi disprezza l’ambiente. Chi non contempla la parola riciclo. La margarina vegetale. I film senza lieto fine. Le mie lentiggini. Le mie vertigini. Il mio PC da formattare. L’ordine degli Architetti. La formazione professionale continua. Inarcassa. Le promozioni poco convenienti della Vodafone. Chi dorme troppo. Chi cammina troppo lentamente. Chi parla troppo veloce. La memoria esaurita su ICloud. Chi paga l’abbonamento in palestra e poi alla fine non ci va. Chi non paga l’abbonamento sui mezzi pubblici. Gli scrocconi. Chi butta via il cibo. Chi non sta bene con se stesso. Gli intolleranti. Quel grazie non detto. Il ruttino cacofonico. Le pantofole raso terra. La zanzara che mi fa compagnia durante la notte. I ragni che compaiono in quell’angolo irraggiungibile di muro. Il mio ex vicino di casa che si tagliava le unghie delle mani affacciato alla finestra, di sabato mattina, mentre io facevo colazione. Il sapore troppo forte di uovo in alcune pietanze. Il brodo del sabato a pranzo. Quel monumento in ristrutturazione durante una mia capatina in quella città così lontana. I musei colmi di gente. I cuori cinici. I cuori affranti. I sogni infranti. La noia.

Chi si tedierà leggendo questo post.

Chi si offenderà leggendo questo post.

Chi non sopporta questo post. 

#NonSopporto

#STAMMIBENE

Consapevolezza, integrità e naturalezza sono gli ingredienti primeggianti di STAMMIBENE, il nuovo ed unico mercato con cucina, dedito alla continua ricerca della genuinità perduta, che ha da poco aperto i battenti nel centro di Bari.
Un mercato con ristobotteghe, ossia variegati punti ristoro dove degustare ciò che di più sano e gustoso si può ottenere da prodotti locali e stagionali, a filiera corta e controllata, nell’arco dell’intera giornata.
Le freschissime ed espresse proposte culinarie abbracciano infatti ogni singola fascia oraria, spaziando da dolci fatti come in casa per la colazione, inzuppati in un espresso fatto a regola d’arte, nel latte o in bevande “a base di”, a spuntini veloci e naturali anche take-away, ad aperitivi sostanziosi e sostanziali, sino a giungere ai prelibati piatti bilanciati della tradizione mediterranea, rivisitati in chiave contemporanea, coloriti e colorati da una giusta dose di spezie, serviti a pranzo e a cena.
Il tutto contornato da un ambiente accogliente che trasuda freschezza, che vive e respira avvolto come è da un design sostenibile, armonico ed innovativo. Insomma ogni genere di comfort food desiderabile, addentato in un’adorabile comfort zone.
Atmosfera, arredamento, servizi, menú e prodotti sono stati pensati da un’agguerrita ciurma di ben 100 Ambasciatori del Gusto (di cui io stessa sono orgogliosamente onorata di far parte), provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno annaffiato con copiose ispirazioni il primordiale seme di Stammibene.
Il mercato è progettato dal basso, ideato da chi lo userà e realizzato da un formidabile staff composto da 40 persone coordinate dal direttore Alessandro Milella, dall’executive chef Antonio Scalera e da Francesca Mosele che ha progettato l’anima di bar e cantina, che ha saputo apparecchiare con maestria i sogni di ogni fruitore su di un tavolo fatto di concrete visioni divenute presto realtà. Proprio come il Pratavolo, tavolo con un piano d’appoggio realizzato con vera e propria erba, pronto a dare l’illusione di un picnic nel parco anche tra le mura della città consolidata. O Aromantica, un’orto verticale costituito da erbe aromatiche che inondano le narici degli avventori in procinto di entrare nel mercato. E poi c’è Legumi & Legami, una zona dove è possibile scegliere tra legumi, semi e cereali antichi, percorrendo un fiume sotterraneo fatto proprio di legumi, semi e cereali antichi; Spezie dal mondo, punto in cui è possibile annusare e scegliere tra profumate e saporite spezie internazionali; Cucina Visiva, corner dove le prelibate pietanze stagionali, regionali con incursioni internazionali, a base di ingredienti autentici e naturali, vengono preparate sotto i vostri occhi curiosi e affamati. Ampia la scelta di vini naturali selezionati, riposti su di una colma scaffalatura dal nome Bere Bene, da degustare in accompagnamento al cibo gourmet.
In questo incedere lento e gradevole, lambendo i cinque sensi, tra dolce e salato, infusi, the, confetture, miele e prodotti naturali dedicati alla cura del corpo, si giunge alla sala ravvivata da un’avvolgente parete vegetale, che dona sempre a portata di naso una fresca ventata di ossigeno e che invoglia a soffermarsi dinanzi il vicino Alfabeto del Gusto, abaco dettagliato degli ingredienti di stagione che è possibile assaporare al mercato.

Seminando queste briciole di fantasia e di estrema bontà, è possibile mangiare bene senza rinunciare al gusto, in città come in campagna.

STAMMIBENE
Via Nicolai 31, Bari
Aperto tutti i giorni | 7.30 – 23.00

Un nuovo posto del cuore, nel cuore di Bari. Perché “uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene se non ha mangiato bene“.

 

[ Le foto sono un racconto visivo di quel girotondo di abbracci e di sapori avvenuto durante la cena di noi Ambasciatori del Gusto ]

#STAMMIBENE

#ChristmasList

Come ogni Natale che si rispetti, e come anche ogni blogger che si rispetti, ecco che, indaffarati, ci appropinquiamo a stilare liste su liste di cose da fare, di cose da acquistare, di regali da fare e di regali che si vorrebbero ricevere, di persone da invitare a pranzo, a cena o per una tombolata.

Tra una fetta di panettone e una di pandoro, taccuino tascabile in una mano, penna nell’altra e canditi tra i denti, facciamo così mente locale e appuntiamo lunghe e propositive liste di candide intenzioni che spesso rimangono solo su carta.

Ma i regali da fare, quelli, stentano a rimanere su carta. Con il cuore pieno di gioia e il portafogli gonfio di lacrime corriamo a fare shopping, probabilmente last minute, acquistando doni che regaleremo alle persone a noi più care. Perché dare è molto meglio che ricevere, o almeno così dicono.

Ecco quindi una lista di regali non propriamente convenzionali che si potrebbero fare ad amici, parenti, famigliari, partner:

• Un albero

Si, avete capito bene. Io un albero l’ho già regalato una volta. E questo è un regalo originale, sostenibile, ecocompatibile, che ossigena il pianeta e magari ossigena anche un rapporto. Potete scegliere tra diverse specie in diverse zone del mondo e potrete poi seguirne lo sviluppo, dalla piantumazione alla crescita.  Solo per veri intenditori.

https://www.treedom.net/it/

• My M&M’s

Questo è invece un regalo che ho ricevuto recentemente e che ho apprezzato tantissimo essendo, oltre che goloso, anche simpatico ed originale. Le M&M’s diventano customizabbili e si prestano a creative personalizzazioni nei limiti delle dimensioni di un confetto. Potrete scrivere frasi, nomi; spiaccicarvi foto. Ed ecco che si dà un tono in più a ciò che è già copiosamente colorato.

https://www.mymms.it/

• Un libro di Color Terapy

Pare che colorare disegni artistici e dettagliati già preimpostati aiuti a focalizzare la concentrazione e, di conseguenza, a liberare la mente dallo stress ossidativo e dalle energie negative. Ecco un’idea regalo che rimanda all’infanzia e che ha uno scopo terapeutico aulico. La terapia del colore punta al rilassamento del corpo e dell’anima.

• L’abbonamento in palestra

Lo diciamo tutti: “Dopo le feste di Natale mi iscrivo in palestra!”. È un grande must, proprio come il ” Da lunedì mi metto a dieta!”. Quindi perché non approfittare di uno dei buoni propositi per l’anno nuovo ed usarlo come spunto per un utile e gradito regalo di Natale?

• Una visita all’osservatorio astronomico nazionale

Sarà che sul Gran Sasso ci sono stata di recente, sarà che su quel tetto del mondo si respira un’aria fantastica e si gode di un panorama selvaggio e stupendo, sarà che a me guardare le stelle mi scalda il cuore, trovo che sarebbe una grandiosa idea regalo quella di regalare, magari al proprio partner, una gita tra le stelle prenotando una visita all’osservatorio astronomico nazionale che si trova tra le vette del Gran Sasso, esattamente a Campo Imperatore. Romantico e avventuroso.

http://www.ilgransasso.it/il-territorio/osservatorio-astronomico-di-campo-imperatore

• Una cena stellata

Ecco, diciamo che questo oltre che nella lista di regali da fare lo inserirei piuttosto nella lista di regali che mi piacerebbe ricevere. Che mi piace mangiare, e che mi piace mangiare bene, lo si è capito da tempo. Se poi chi cucina è uno chef rinomato che magari si è accaparrato un paio di stelle Michelin, beh, io a quel punto tocco il cielo con un morso. E credo che non ci sia cosa più gradita di una cena galante e importante con una persona del cuore.

• Un giro sulla transiberiana d’Italia

Prendi un treno storico, datato ma rumorosamente funzionante, mettici dentro gente avventuriera curiosa di scoprire cosa si cela tra le cime rigogliose del Molise e dell’Abruzzo, portala a scoprire i paesaggi mozzafiato che scorron quieti dietro un finestrino denso di condensa: et voilà, la sorpresa è fatta! Tradizionale ma originale, questo regalo, attraverso un micro viaggio inusuale, permette di scoprire alcuni tesori naturalistici nascosti nel centro Italia.

http://www.fondazionefs.it/ffs/Notizie-ed-Eventi/Archivio/“Transiberiana-d’Italia”,-il-ricco-calendario-con-gli-appuntamenti

• Un drone

Se avete un po’ di soldini da spendere e conoscete una persona a voi cara appassionata di fotografia e soprattutto di tecnologia, un drone è sicuramente un’ottima scelta. Oggetto di tendenza e all’ultimo grido, potrebbe divenire un bene di massa.

• Una cosa inutile by Tiger

Tiger e le sue cose inutili ma allo stesso tempo ingegnosi creano dipendenza e piacciono proprio a tutti. Strappano sorrisi e fanno ahimè insorgere nuovi bisogni di cui, prima dell’avvento di questo colosso danese, noi proprio non conoscevamo l’esistenza. Economico, essenziale, geniale.

Ma se Tiger non è a vostra portata di mano e se il vostro conto in banca piange più del vostro portafogli e non avete mai visto una tredicesima nella vostra vita (i miei colleghi architetti possono capirmi cogliendo tutta la sconfinata utopia che sta dietro la parola “tredicesima”) andrà pure bene la classica mutandina rossa da indossare la notte di S. Silvestro e da regalare indistintamente ad amici, parenti, famigliari, partner.

Tanto è il pensiero che conta, o almeno così dicono.

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#ChristmasList

Chrome #03

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Quest’anno sembra che la primavera non sia mai passata: clima mite e sole pungente ci han felicemente coccolati anche in inverno! E se durante le giornate più fredde, sognavamo il fresco profumo floreale della primavera, in questi miti giorni primaverili fantastichiamo sul profumo salino dell’estate. Ed a me viene subito in mente un aperitivo sulla spiaggia, al tramonto, coccolati dalla dolcezza di un fresco cocktail fruttato e sdraiati “sbracati” su di una sdraio con addosso una colorata T-shirt firmata Chrome!

Innovazione e tendenza sono le fondamenta di questo brand giovane e fresco, che sforna capi d’abbigliamento creativo, 100% Made in Italy e di estrema qualità ma a prezzi accessibili a tutte le tasche, minimal nell’essenza ma ricercati nei particolari.

Collaborazioni con artisti e designer internazionali e una costante ricerca polivalente contribuiscono a rendere unici questi capi, che sono in grado di adattarsi camaleonticamente alle tante personalità ed alle singole esigenze di chi gli indossa.

Sii libero di essere unico e scegli l’arte da indossare, quella che più ti si addice, quella che meglio rappresenta il tuo stato d’animo allegro e festivo. Un Animo ribelle, sensibile, raffinato ed elegante, che è quello che poi Chrome rappresenta.

Sognando l’estate, spogliamoci dei nostri ingombranti cappotti e indossiamo una confortevole maglietta di Chrome, che l’allegria ci piomba addosso e che forse con essa indosseremo anche l’estate, perché l’estate, si sa, è un sentimento.

Website & online store:

http://www.chromewr.com

 

 

Chrome #03

#MaComeTiVesti?

Capodanno, si sa, è una delle migliori occasioni per sfoggiare abiti e lustrini di rilevanza strategica per l’affermazione del nostro IO più lusinghiero e strampalato. Ma il tempo stringe, l’inizio del nuovo anno si avvicina, e molte di noi ancora si domandano: Ma come mi vesto? (Sempre a patto che abbiate già scelto dove dare il benvenuto al 2016!)

Riciclare abiti già usati in occasioni differenti, magari con un tocco personale e innovativo, sarebbe una giusta opzione in tempi di crisi.

Optare per il rosso, o per inserti rossi, dall’intimo agli accessori, sicuramente è una scelta azzeccata, e pare anche di buon auspicio.

Scegliere un look total black sarebbe invece sinonimo di un’eleganza assicurata (fatto salvo l’uso e l’abuso di sgargianti paillettes e folgoranti strassini).

Prediligere vestiti medio-ampi, non estremamente attillati, che non segnino pancia e glutei, sarebbe un’ottima decisione per evitare esplosioni tessili post abbuffata nel dopo cenone.

E mentre l’ansia di incontrare quella sera un’altra tipa conciata a festa con il nostro stesso outfit ci pervade, ci toglie il fiato e la facoltà di intendere e di volere questo o quell’altro abito, la scelta del capo da indossare e da sottoporre al vaglio degli occhi impazienti dell’amica o del ragazzo che ci accompagna nell’acquisto, diventa sempre più complicata.

Per chi di voi è ancora in balia dell’ardua scelta, ecco alcune idee last minute e talvolta low impact per le vostre tasche, fermo restando che abbiate già in dotazione un paio di dècollètè nere, oro o orgento dal tacco non logorato e un collant leggero e di media coprenza non smagliato:

 

• Abito Pinko _198,00 Euro

Semplice ed elegante, dal tono caldo e rassicurante, con una velatura centrale che collega i due lembi della profonda scollatura, donando un tocco sensuale all’intera creazione Pinko;

 

• Abito Zara _19,95 Euro

Richiama si il colore dell’albero di Natale, ma nella sue linee leggermente drappeggiate e nella sua sapiente attillatura, esalta le forme in maniera sublime;

• Abito Zara _39,95 Euro

Stangone del web, ecco l’abito ideale per voi, discreto ed elegante, ideale per conciliare discordanti pareri sulla scelta di un vestitino corto o di un abito lungo, coniugandoli entrambi in un unico capo;

 • Abito H&M _39,00 Euro

Un’azzardata scollatura a cuore e una lunghezza degradante nella sua simmetria, infondono un tocco di particolarità e una ventata di sensualità;

 

• Abito Moschino _346,00 Euro

Amanti delle perle, del bon ton e nostalgiche di epoche passate, questa creazione Moschino dal taglio classicheggiante soddisferà il vostro desiderio di un revival;

 

• Abito Benetton _70,00 Euro

Il classico dei classici: rosso fuoco, una generosa scollatura, una gonna ampia atta a camuffare qualche grammo di troppo accumulato durante le feste;

• Abito Elisabetta Franchi_283,00 Euro

Ok che ho un debole per Elisabetta, ok che questo color cipria tutto evoca meno che il periodo natalizio, ma trovo questo abito fantastico, semplice e particolare, elegante e sensuale;

• Abiti Flavio Castellani _? Euro

Per un look deciso ed un outfit al profumo di rock, ecco due abiti, nella versione black and white, di un tono magistralmente eccessivo rispetto ai precedenti;

• Abito Mango _29,99 Euro

Compito e dalle forme essenziali, leggermente luminoso ma poco appariscente, per veementi timide che non hanno voglia di farsi notare nemmeno nell’ultimo dell’anno;

• Abito Mango _39,99 Euro

Una rivisitazione delle viste e riviste strisce bianche e nere che tanto hanno fatto capolino negli outfit di noi tutte nel 2015, una rivisitazione lustre e sexy, oro e nero, luminosa, con una scollatura posteriore non indifferente;

 

 

• Abito Mango _19,99 Euro

Per coloro che pensano già a come riutilizzare l’abito comprato per Capodanno, ecco un capo neutrale e versatile, da rindossare anche per andare in spiaggia o per dormire nelle afose notti estive;

• Abito Twin-set _221,00 Euro

Ci risiamo con il connubio cipria e nero, ma lo trovo di eterea eleganza, e il fiocchetto centrale e il rivestimento in parte in pizzo rendono questo vestito bicolor davvero chic e fortunatamente per niente shock .

Vi auguro che l’anno che verrà sia sorprendentemente fantastico, meravigliosamente migliore dell’anno passato, ricco di emerite soddisfazioni, di belle persone, di lodevoli successi, di piena salute ma soprattutto ricco di vero amore. Ricordate che la felicità è nella mente e che sono le piccole cose e i semplici gesti a dare gusto e senso alla nostra vita.

Happy new year e…….. 1000 di questi abiti!

 

#MaComeTiVesti?