Una settimana a #NewYork

FOOD, LIFESTYLE, TRAVELS

New York è una città dalle dimensioni che rasentano l’infinito, così come rasentano l’infinito anche le cose da vedere, da fare, da assaggiare.

Se stilare una lista dei posti emblematici sembra essere una “mission impossible”, ecco un’accurata selezione di luoghi e di assaggi imperdibili per vivere e sopravvivere ad una settimana newyorkese, in un girotondo di attrazioni turistiche selezionate e attimi di vita da “very local”.

Pronti… Ma prima di spiccare il volo, nel vero senso della parola, non dimenticate di compilare, entro al massimo 72 ore prima della partenza, l’ESTA (autorizzazione di viaggio obbligatoria), operazione possibile solo ed esclusivamente sul sito ufficiale (https://esta.cbp.dhs.gov/esta/application.html?execution=e1s1) ad un costo di circa 14$ (diffidate dalle imitazioni e da siti truffatori). Inoltre è buona regola fornirsi di una buona assicurazione sanitaria (il costo si aggira intorno ai 70€), per eventuali e scongiurati infortuni, essendo le spese mediche molto esose negli States.

…Partenza, via!

Atterrati all’aeroporto J. F. Kennedy sarete probabilmente presi da una repulsione per questa struttura che sembra andare controcorrente rispetto all’avanguardistico avanzare di una metropoli come NY. Ma, superata la lunga fila per il check dei passaporti, dove forse vi rivolgeranno domande scomode o di semplice routine, sarete sopraffatti da una scarica di adrenalina per il solo e semplice fatto che avete appena messo piede nella città più ambita del mondo. Se non volete sborsare almeno 60$ per giungere in centro comodamente seduti su di un famoso taxi giallo, dirigetevi verso l’Airtrain che, direttamente dall’interno dell’aeroporto, vi porta in poche fermate sino a Jamaica Station, grande nodo di interscambio metropolitano dove è possibile prendere una delle tante linee metro per raggiungere il vostro alloggio. Badate bene che il biglietto del treno si acquista all’uscita del treno e si oblitera, quindi, all’uscita. Dirigendovi nell’interrato metropolitano, non esitate ad aqcuistare subito la Unlimited Ride Metrocard, direttamente dalle macchinette automatiche poste nei pressi dei tornelli della metro, che con una spesa di 32$ vi permetterà di viaggiare sui mezzi del trasporto pubblico urbano per una sette giorni.

Optate per un hotel, magari uno dei pochi con colazione inclusa e magari situato in una posizione centrale come Manhattan, da prenotare con largo anticipo, o per un appartamento da riservare su Airbnb, leggermente più economico. Posate le valigie, esitate davanti ad un alto e soffice materasso ma desistite perché lì fuori c’è un mondo pronto a sorprendervi.

Armatevi di scarpe comode perchè i kilometri da percorrere saranno tanti; di una tripla dose di caffeina mattutina perché New York è una città che non dorme mai e anche voi, di conseguenza, tenderete ad assecondare il ritmo frenetico di questa energica città contagiosa; di una mappa della città, cartacea e tangibile, perché google a volte può trarvi in inganno.

Vi avviso: le miglia da percorrere saranno tante, le gambe vi tremeranno per la fatica, ma ogni sforzo sarà ripagato da quella semplice emozione di sentirsi come catapultati in una canzone di Alicia Keys, in una serie di Suits, in una puntata di Sex and the city, in una scena di Colazione da Tiffany, in un dialogo di Gossip girls, in un vlog di Clio Make-up, in una puntata de Il boss delle torte, in una sceneggiatura di Woody Allen.

#DAY 1

Agguerriti e pronti ad andare in avanscoperta della città, non appena arrivate iniziate a vagare senza meta, partendo dal cuore di Manhattan, per esplorare la città d’impulso, per prendere confidenza con essa, per far librare le vostre prime emozioni.

Il mio approccio è stato quello di ingurgitare subito un hamburger (avevate dubbi?), ovviamente da Shake Shack, famosa catena newyorkese di burger di qualità, immersa in quel piccolo squarcio di verde del Madison Square Park, con vista Flatiron Building, edificio simbolo dell’eleganza storicizzata di New York.

Vi consiglio di iniziare proprio così ad assaporare Manhattan, cominciando a macerare hamburger ed a macinare chilometri, con la testa tra le nuvole ed il naso all’insù, mentre provate a metabolizzare l’essenza enigmatica di questa città. Passeggiate per Union Square, sino ad arrivare al vicino Whashington Square Park. Risalendo verso nord, fermatevi da Doughnut Plant, per assaggiare la vera doughnut americana, soffice, con un lieve sentore di fritto ed un’ampia scelta di gusti, in questa bakery dal design carino a tema ciambelle. Se arrivate poco prima delle chiusura, vi verranno regalate delle ciambelle avanzate in omaggio.

Lì nei pressi, ritornando verso il Flatiron Building, al Flatiron Room, potrete gustare degli ottimi drink miscelati da talentuosi barman americani, in un ambiente raffinato, un po’pretenzioso ed, ovviamente, costoso, ma che vi fa rivivere l’atmosfera datata dell’America di un tempo, tra note jazz e voci soul, rigorosamente live.

Sperduti, e forse anche perduti, nella fitta trama stradale di streets e di avenues, costeggiata da edifici slanciati, tesi e protesi verso un cielo che, timido, fa capolino, ci si sente piccoli e discreti, ma parte indissolubile di un tutto.

Prima di ritirarvi non potete perdere il magico incanto di passeggiare nel trambusto di Times Square di notte, sbaragliati da luci, suoni e colori, in un bombardamento di immagini che sprizzano globalizzazione da tutti i pixels! Sopraffati da questa esplosione di trash a profusione, cercate conforto nella vicina Broadway, dove magari cadrete in tentazione acquistando un costoso biglietto per uno dei tanti famosi musical del palinsesto. A proposito di tentazioni, perdetevi nei meandri colorati dello store M&M’s world, facendo cadere dai dispenser cascate di noccioline colorate al cioccolato nero o bianco o persino al burro d’arachidi; fate la scorta di pacchi e pacchi di reese’s, i famosi cioccolatini ripieni di burro d’arachidi, nel Reese’s store; fate un giro nell’Hard Rock Cafè; assaggiate i gamberetti fritti panati nel cocco di Bubba Gump, pub ispirato all’omonimo posto del film Forrest Gump.

Esausti ed increduli, è ora di andare a dormire, perchè da domani si inizia a fare sul serio!

 

 

#DAY2

Caffè americano nero bollente, reflex appesa al collo…ed una mini cheescake da Elieen’s Special Cheesecake per degustare quella torta buona buona che solo i neyorkesi sanno fare! Loro la prediligono plain, ossia senza topping superiore. E’ così, dopo una colazione veloce ma calorica, si è pronti a dirigersi verso il simbolo per antonomasia della grande mela: la Statua della Libertà! Arrivate nel profondo sud di Manhattan e prendete il traghetto da Battery Park per Ellis Island, ad un costo complessivo andata e ritorno di circa 18$. Il vero spettacolo è nel tragitto: traghettati sulla cresta del fiume Hudson, voltatevi per scrutare il profilo aguzzo di New York, sormontato come è da grattacieli che frastagliano il cielo. Prima tappa l’isolotto presidiato dalla Statua della Libertà, Liberty Island per l’appunto. Scendete ed ammirate da vicino, dal basso verso l’alto, questo monumento enorme più nell’immagginario comune che non nella realtà. Se trovate posti vacanti, se siete il tipico turista medio e se non soffrite di vertigini, salite sulla corona della Statua per osservare il panorama. Riprendete il traghetto, fate una capatina su Ellis Island, più per continuare ad osservare la City da questo lontano punto di vista che per visitare il museo dell’Immigrazione, gratuito ma mediocre. Potete anche scegliere di risparmiare questi dollari per il traghetto e di ammirare la Statua della Libertà da lontano, a bordo del gratuito Staten Island Ferry, che lambisce ma non tange la Liberty Island, ma che è gratuito.

Tornati sulla terra ferma, è un rito di passaggio la visita a Ground Zero, dove le orme delle Torri Gemelle sono state consacrate alla memoria insieme alle tante anime perite nell’attentato dell’11 settembre. Un parco, un museo, l’osservatorio nazionale del World Trade Center, e l’avanguardistico scheletro bianco dell’Oculos di Calatrava, non colmano il vuoto lasciato dalle gemelle omozigote dello scenario newyorkese.

Continuando la passeggiata nel Lower Manhattan, addentratevi nel Financial District, per sentirvi un po’ Will Smith nel celebre Hitch, con You Can Get It If You Really Want in sottofondo che vi ronza nella mente, per vedere da vicino Wall Street, la Borsa, e per provare a fare una foto all’agguerrito toro accerchiato da turisti pronti a selfarsi.

Risalite il centro sino a giungere a China Town, per respirare una ventata di vera Asia in un ambiente che profuma d’oriente, pur essendo inglobato in un occidente che più occidente non si può. Qui, tra scritte cinesi ed odori forti, assorbita da questo quartiere emblema del Levante, scorgerete la piccola scritta “Little Italy“,  che vi dà il benvenuto nella piccola ed omonima via dedicata ai sapori ed alle tradizioni della nostra Patria.

 

 

#DAY3

Se il sole pulsa forte nel cielo, non potete che fare una piacevole passeggiata sull’High Line. Percorretela tutta, che ne vale davvero la pena. Immettetevi su queste rotaie sopraelevate, trasmutate in un parco lineare, imboccandole da Gansevor Street, per ammirare il cantiere di isolati che partoriranno architetture di nuova generazione, in uno spiccato spaccato di una città ancora più contemporanea. Camminando su questa linea verde, magari con un coffee to go firmato Starbucks tra le mani, gusterete un esempio raffinato di progettazione intelligente, che ha permesso di trasformare un vecchio percorso ferroviario in un vero e proprio parco, dal design ammiccante e contemporaneo, che permette di isolarsi temporaneamente dal trambusto cittadino senza però perdere il contatto con esso. In questo susseguirsi di tratti , tra intervalli di solido cemento e di friabile erba, tra rigide panchine e comode sdraio, tra edifici di ieri e di domani, tra pit stop rilassanti e camminamenti incessanti, si arriva al Chelsea district.  E dato che l’appetito vien camminando, intrufolatevi nel Chelsea Market, un mercato coperto e non convenzionale, dall’aspetto vintage e retrò estremamente accattivante, per una sosta a base di shopping (c’è lo il famosissimo store di Anthropologie!) e a base di cibo. Ricavato all’interno di una ex fabbrica di biscotti, i famosi Oreo per intenderci, vi tenterà con odori e colori nei vari shop dislocati al pian terreno; ai piani superiori invece sono ospitati degli spazi di lavoro di nomi rinomati, come Youtube per esempio. Non perdetevi un tacos saporito e veloce da Los Tacos N.1, un assaggio di sushi fresco e scioglievole all’interno del Lobster Place dove tra le mille tentazioni è possibile gustare un ottimo, anche se minuto, Lobster Roll, un calorico dolcetto da Amy’s bread ed una bevanda salutare a base di Matcha al ChaLait. Di fronte al mercato non potete esimervi dall’ammirare l’ampia sede di Google, immaginando cosa possa accadere all’interno di quel fantastico mondo che dal reale spazia al virtuale. Costeggiando il Chelsea Market, vi imbatterete in un wall total black dove si trova la porta di ingresso del famoso ristorante fusion Buddakan, reso celebre, oltre che dalla raffinatezza dei piatti serviti, anche dalla scena di Sex and The City in cui Carrie festeggia con le amiche la sua ultima sera da single, prima di convolare a nozze con Mr. Big. Continuate a scoprire il quartiere, sino a sconfinare senza rendervene conto nel Metapacking District, dall’animo affine al Chelsea district. Qui potrete assoporare l’arte giovane americana al Witney Museum, edificio progettato di Marcel Breuer ed ampliato da Renzo Piano, semplice fuori, esplosivo dentro.

Spostatevi verso Soho, per una piacevole passeggiata tra le vetrine di negozi di grandi marche, come il Prada Flagship Store progettato dallo studio Oma (575 Broadway). Continuate a camminare sino a giungere a Tribeca, altro grazioso quartiere, e non esitate ad entrare nel New Museum progettato da Sanaa (235 Bowery), dove la facciata bianca e contemporanea sgomita tra edifici un po’ più cupi e datati.

Scovate un “posticino” nel vostro stomaco per addentare con estrema difficoltà ma con golosa dedizione il pastrami on rye, sandwich farcito con innumerevoli strati di arrosto succulento, al “modico” costo di circa 20$, da Kat’z Delicatessen, luogo famoso per aver fatto da sfondo alla scena cult del film Herry ti presento Sally del mitico Woody Allen. E già al primo morso capirete che l’orgasmo di Sally infondo non era poi così simulato!

 

 

#DAY4

Oggi la giornata non può che iniziare addentando un egregio biscotto da Levain Bakery, forno celebre per i cookies dalle dimensioni, dal peso e dalla bontà smisurati! Rimpizzati da un numero smisurato di calorie, si è pronti ad esplorare Central Park.  L’emozione di un ricordo di una qualche scena di un qualche film vi rapirà, tra l’incanto del verde e la magia del rumore finalmente ovattato. Percorrendo sentieri, ammirando vallate, respirando aria ossigenata, fermatevi a sorseggiare un caffè sulla terrazza della Loeb Boath House, che affaccia sul laghetto, sorridendo nell’ammirare le barchette remate per lo più da turisti impacciati. Indulgiate, trattenendo la lacrima, presso lo Strawberry Field Memorial, uno splendido giardino all’interno del parco dedicato alla memoria di John Lennon, dove potrete ammirare il mosaico commemorativo con la scritta Imagine. Poi sdraiatevi sull’erba fresca, per rilassarvi contemplando un cielo infinito, magari canticchiando una canzone dei Beatles.

Contornato dal verde immenso di Central Park, proprio a metà del lato destro del parco, troverete il MET (The Metropolitan Museum of Art), uno dei musei più famosi al mondo, dedicato all’arte senza tempo di tutti i tempi. Per pranzo concedetevi un veloce, semplice ma succulento, hamburger da Burger Joint, un fastfood retrò dal carattere schietto ed informale, situato all’interno di un formale e lussuoso hotel, Le Parker Meridien. Preparatevi ad affrontare una lunga ma veloce fila.

Per smaltire qualche morso del panino appena ingerito, camminate ancora nell’arte, risalendo, passo dopo passo, in un crescendo di bellissima cultura, la spirale perfetta del Guggenheim Museum. Prima di entrare fermatevi ad adulare le rotondità perfette di questo museo dal carattere semplice, forte e moderno, progettato dal celebre architetto americano F. Lloyd Wright. Il sabato pomeriggio, dalle 17.45 alle 19.45 circa, l’ingresso al museo avviene non pagando obbligatoriamente il costo dell’intero biglietto, ma lasciando una libera e simbolica offerta.

Concedetevi una cena coi fiocchi, e magari provate ad addentare una tenera t-bone, da Smith & Wollensky per assaporare la celebre bistecca di Miranda ne Il Diavolo veste Prada o da Club A Steakhouse, per un filetto davvero succulento a lume di candela.

 

 

#DAY5

A New York, sin dai tempi di Real Time, è ormai tappa obbligata una capatina da Carlo’s Bakery, si, lui, il boss delle torte reso famoso dal celebre canale del digitale terrestre.  Aprofittatene per fare una colazione dei campioni, scegliendo tra le tante dolcezze esposte. Se andate nello shop sulla 8th Ave, nei pressi di Times Square, passate per Penn Station e sbirciate per vedere il Madison Square Garden, famoso stadio casalingo del basket e dell’hockey.  Nelle vicinanze potrete ammirare l’edificio del New York Times Bulding, grattacielo che prende forma nella mente ingegnosa di Renzo Piano e l’Hearst Tower di Norman Foster. Arrancando verso il lusso, spostatevi sulla quinta strada per passeggiare nei meandri della magnificienza, tra boutique d’alto rango, la Trump Tower e caffè sontuosamente moderni.  Fate un tour da Tiffany e si, voi donne, scattatevela pure una foto fingendo di essere Audrey Hepburn dinanzi la celebre vetrina sulla 5th Avenue; ammirate il cantiere per la rimozione del famoso cubo di vetro, un tempo ingresso del più celebre negozio Apple al mondo perchè, si, lo stanno rimuovendo (sigh!); aggrappatevi alle enormi lettere della scultura con la gigantografia della scritta Love, opera di Pop Art dell’artista Robert Indiana ed inno ad un amore icondizionato.

Abbondanate il traffico cittadino per esiliarvi, per almeno un paio d’ore, all’interno del MOMA (The Museum of Modern Art), perchè è proprio qui che, probabilmente, trascorrerete il vostro tempo migliore. Svillupato su sei ampi piani, questo museo vi permetterà di percorrere, in un escalation di arte superba, l’eccellenza dell’arte e dell’architettura dal mondo e per il mondo, aprendo varchi temporali recenti per lo più recenti. Potrete acquistare il biglietto on line, per un costo di circa 25$, se volete evitare la fila. Se invece stare in fila non vi imbizzarrisce, potete approfittare dell’ingresso gratuito previsto ogni venerdì pomeriggio a partire dalle ore 16.

Per cena rifocillatevi con un veloce ma perfetto bagel da Ess-a-bagel, dove il primo della lista del menù, il favorito, a base di salmone, formaggio fresco, cipolla rossa e insalata, con la farcitura che supera lo spessore della ciambella, è da leccarsi i baffi.

 

 

#DAY6

Questa giornata non può che cominciare con un’immersione nel flusso umano che avanza con moto perpetuo all’interno del Grand Central Terminal, la stazione principale della grande mela. Maestosa ed elegante, vi accoglierà con un caos calmo. Potrete qui fare colazione con uno dei svariati e deliziosi cupcakes, da accompagnare con un ottimo brownies al cioccolato take-away per la merenda, da Magnolia Bakery, sede distaccata dello shop più grande situato sulla 6th Avenue.

Curiosate tra gli edifici simbolo della city, avanzando tra brani miliari dell’architettura moderna, come l’emblematico Seagram Building, l’elegante grattacielo che incarna il detto “Less is more” del rinomato architetto che l’ha progettato, Mies Van der Rohe, l’appuntito Chrysler Building, l’United Nations Headquarters, con il grattacielo essenziale e lineare progettato dal maestro dell’architettura moderna Le Corbusier, la Morgan Library ampliata da Renzo Piano, il più recente Lincoln center, un complesso di edifici come teatri, cinema, auditorium, nonchè sedi di varie compagnie artistiche.

Per farvi pervenire una ventata di nostalgia dell’Italia, assaggiate una slice di pizza da Ray’s pizza, quella preferita da Miranda in Sex and the city per intenderci, e rimpiangerete quella pizza che solo in territorio italiano sanno preparare.

Verso l’imbrunire, recatevi sul Top of the Rock, rooftop del Rockfeller Center, il cui ingresso è da prenotare con largo anticipo, acquistando il biglietto on line (costa ben 34$), per assicurarsi di godere del panorama spettacolare dal 72esimo piano di questo grattacielo che solo al calar del sole si può ammirare. La vista si apre su di un panorama a 360° che spazia da un abbraccio visivo a Central Park allo skyline di Manhattan, dominato dal celebre Empire State Building e dalla pura, essenziale e snella eleganza del recente grattacielo bianco e sottile 432 Park Avenue, progettato dal team di Rafael Vinoly Architects (ebbene sì, va a quest’ultimo l’onore di esser definito il mio grattacielo preferito di NY!). In molti prediligono la scalata del più blasonato Empire State Building, per apprezzare lo scenario newyorkese da una terrazza più alta, ma in realtà è dal tetto del Rockfeller Center che vanta una vista qualitativamente migliore, in quanto è possibile ammirare il protagonista indiscusso di tutto lo skyline newyorkese: il suddetto blasonato Empire State Building, per l’appunto!

Il sole è calato, le luci impazzano in un cielo bruno e stellato, ed è giunto il momento perfetto per un happy hour su di uno dei tanti deliziosi rooftop di Manhattan, come il Top of the Strand, trandy lounge bar situato al 21esimo ed ultimo piano dell’omonimo hotel, che gode di una vista impareggiabile ed impagabile dell’Empire State Building.

 

 

#DAY7

Per rallentare il ritmo di questa vacanza, non si può che tranquillamente divagarsi a Brooklyn.

Brooklyn è tanta roba. E’arte, è cultura, è culture; è cibo dal mondo, è vetrina sul mondo. E’ fantasia, è consapevolezza. E’ vintage, è riciclo. E’ musica, è colori. E’ un mondo nel mondo che vi rapirà letteralmente. E passando per Brooklyn, scovando e scoprendo le mille anime che, da Dumbo a Williamsburg, caratterizzano il carattere estremo di questo quartiere, sarete pervasi da un aroma di serena felicità che s’infonde e si diffonde tra le strade, tra la gente. Tra negozi vintage, kilo shop, second hand shop, caffetterie fairtrade che sprigionano un intenso aroma di caffè appena tostato, botteghe artigiane, vetrine di arte, fashionissimi flea market e street food hipster, sarete magicamente rapiti da questa zona di New York City, in cui si respira un’atmosfera di autonomia e libertà, intrisa di una nostalgia del passato che va al passo coi tempi che corrono.

Il brunch, rito immancabile ed impeccabile di ogni weekend americano che si rispetti, non può che essere fatto o da Eggs, per piatti semplici e veloci, frechi e salutari, della tradizione americana a base, ovviamente, di uova, o da Five Leaves, posticino fantastico da very hipster, che appagherà a pieni voti il vostro palato,ordinando un ottimo Avocado toast, delle croccanti patatine al tartufo ed i migliori Ricotta Pancakes di tutta la città, dalle soffici dimensioni esorbitanti.

Catapultatevi verso la riva del fiume, per ammirare uno skyline d’oltre Hudson un po’ più quieto. Percorrete con lo sguardo il Williamsburg Bridge e poi magari prendete il traghetto che in pochissimi minuti ed in sole due fermate vi trasporta verso i piloni del Brooklyn Bridge.

Rilassatevi osservando il fiume che si inquina dei magici riflessi dei grattacieli, interdetti da un traffico fluviale non indiffernte, nel Brooklyn Bridge Park, alle pendici del famoso ponte.

Se un leggero languorino si è impossessato di voi, mangiate uno spuntino veloce da a base di aragosta da Luke’s Lobster, un gelato colorato alla Brooklyn Ice Cream Factory o adagiatevi sulle comode sedie a ridosso del fiume all’interno del River Cafè, per rimpinzarvi con prelibatezze che vantano una stella Michelin.

Eccoci finalmente giunti al contatto diretto con l’emblema della città: il Ponte di Brooklyn. Iconografato da una nota marca di gomme da masticare, è forse l’opera monumentale che più si assoccia all’idea di New York. Percorretelo lentamente, imboccandolo da Brooklyn, per ritornare verso Manhattan, facendo frequenti pirouettes su voi stessi, per meglio beneficiare della vista mozzafiato che questa passerella fatta di assicelli di legno sospesi vi regala.

Se vi sentite quasi saturi del caos metropolitano, raggiungete la parte più a sud di Brooklyn per immergervi nell’atmosfera retrò che si respira a Coney Island, penisola tranquilla dominata da fast food e da Luna Park a cielo aperto, dove è possibile ammirare un oceano nostalgico che, con discrezione, lambisce una soffice sabbia popolata da gabbiani e da americani in procinto di rilassarsi o di fare sport. Non dimenticate di mangiare un numero non precisato di hot dog, quelli veri, picccoli e succulenti, da Nathan’s Famous, il fastfood dove l’hot dog ha avuto i natali. E, cospargendo di salse il vostro wrustel perfetto, fate a gara anche a voi a chi ne mangia di più, per assaporare l’atmosfera che qui si vive ogni 4 luglio, quando ha luogo la gara dei mangiatori di hot dog. Fuori il locale c’è un tabellone con la lista dei vincitori annuali, capeggiata da colui che detiene il guinness dei primati per avere mangiato ben 69 hot dogs in soli 10 minuti!

 

 

In questo andirivieni culturale, tra quartieri che esondano cultura, edifici rinomati e musei d’eccellenza, non possono mancare delle incursioni di shopping estremo. Sfatiamo certi falsi miti che professano essere economici prodotti gettonati come rayban, Tommy Hilfigher, Kate Spade, Sugar, Anastasia, ecc… I prezzi sono all’incirca equivalenti a quelli europei, se non più alti in certi casi. Giusto i capi Levi’s (badate ben che in americano si pronuncia “Levaís”!), Ralph Loren e qualche capo Nike sono alquanto convenienti. E per catapultarsi nel calderone di brand americani tanto agognati, per toccarli con mano, provarli ed acquistarli, non vi resta che entrare da Macy’s, il mall più grande degli States, situato nel centro di Manhattan. Se puntate alla quantità e non alla qualità, addentratevi nei meandri disordinati di Century 21, una sorta di discount della moda, a due passi da Ground Zero. Un mondo a parte sono le Pharmacy, una sorta di parafarmacie-supermercato, spesso aperte sino a tardi o addirittura h24, dove trovate di tutto, dal cibo al make-up, dall’acqua ai gusti più strani agli oero ai gusti più strani, e dove probabilmente, se siete femminnucce come me, comprerete un numero non pervenuto di lip balm della Eos e di eyliner e rossetti della Elf. Se siete patiti dell’oriente introducetevi con discrezione in Koreantown, dove supermercati e ristoranti orientali, barbecue e karaoke coreani, sono intervallati da negozi di beauty dove è possibile comprare le famose maschere in tessuto, dal packaging più bizzarro.

Se poi vi avanza del tempo, perchè l’energia, quell’ardita, non può e non deve mai esaurirsi, fate un salto allo zoo del Bronx, per un’avventura immersiva; mangiate hot dog e bevete litri di birra americana sugli spalti di uno stadio mentre assistete ad una partita di baseball; inoltratevi nella parte più ad est di Long Island, per sentire una ventata d’Oceano ancora più intensa.

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