#CVTàStreetFest: l’arte che non ti aspetti

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Cosa succederebbe se un borgo ancora non del tutto abbandonato nel cuore più introverso del Molise si animasse di rinomati artisti di strada che, armati di bombolette spray colorate, iniziassero ad imbrattare con maestria muri di edifici datati e decrepiti? Ecco: succederebbe un gran bell’evento!

Ed è questo che è accaduto lo scorso weekend a Civitacampomarano, un piccolo paese irto su di una collina rocciosa, ispida e scoscesa, a pochi passi da Campobasso, che ancora sopravvive allo spopolamento dei borghi storici (ed all’adsl!).

#Stonewall coming out

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Il 5 maggio farà coming out il film rivelazione dell’anno che apre una finestra sulle dure lotte che il mondo gay ha sostenuto per provare ad affermarsi. Uno squarcio su di una ferita che il tempo non è riuscito del tutto a rimarginare.

#MySalone 

DESIGN, LIFESTYLE

Strampalata gente dalla pulsante vena artistica si aggirava, la settimana appena trascorsa, per le strade di una Milano che forse mai così è stata piena di vita. Il Salone del Mobile, e tutto ciò che c’è di annesso e connesso, che corre sotto il nome di Fuori Salone, ubriaca la città meneghina di un’estrosa e travolgente energia, di una coinvolgente e contagiosa creatività impulsiva. Ecco che ogni luogo profuma di design; ecco un fragoroso bombardamento di input, di mode che verranno, di stili che mai se ne andranno, di colori, di textures, di geometrie, di luci, di idee. Una maratona favolosa alla scoperta di aziende e di marchi, di eventi, di assaggi (in tutti i sensi), di ispirazione. Le immagini parlano da sole. Ecco il mio salone del mobile in pillole:

#MilanoDesignWeek2016 coming soon soon

DESIGN, LIFESTYLE

Finché c’è design c’è salone, il Salone del Mobile esattamente, quell’evento internazionale che concentra concentrate pillole di innovativo design in quelle che sono ormai divenute le giornate più famose di Milano.

Faccio le #OrePiccole

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Cavolo popolo del web se ho sonno! Anche ieri ho fatto le ore piccole! E si, c’ho quasi 30 anni ma ho ancora la forza, la voglia ed il coraggio di fare le ore piccole. E chi se ne frega che domani lavoro, che domani ho un treno o un volo all’alba, un appuntamento alle 8, che devo fare le analisi del sangue. Io esco lo stesso. Perché voglio vedere quegli amici che magari non vedo da tempo, e che forse chissà poi quando rivedrò. Perché voglio farmi pervadere da quell’ebrezza di un’eterna giovinezza e amichevole fratellanza provocata da un’uscita che si protrae sino a notte fonda. Perché voglio una bionda piccola. Perché non so dire di no. Perché non so resistere alle chiacchere, quelle lunghe, quelle dove non contano le lancette dell’orologio che avanzano a gambe levate nell’oscurità.

Ciao #ZahaHadid

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Un fulmine a ciel sereno. Quel cielo costellato di stelle, quelle stelle del panorama architettonico internazionale: le Archistars. Pochi grandi nomi dominano la kermesse progettuale contemporanea, e lei, Zaha Hadid, era tra questi. Una grande folle donna, un grande geniale architetto: lei è riuscita, con la sua estrosa innovazione figurativa e compositiva, ad emergere in uno sfondo saturo di indiscusso maschilismo; lei ha reinterpretato, stravolto, inventato un’architettura che ha lasciato il segno, che rimane impressa nella memoria, che impressiona, che ammicca, che ammalia. “Perché usare l’angolo retto, se ne esistono altri 359?” affermava. Perché usare l’angolo, talvolta.